Amazon si prepara a una nuova ondata di licenziamenti che, questa volta, coinvolge anche i dipendenti italiani. Il taglio di 16mila posti, frutto di ristrutturazione, automazione e investimenti in IA, avrà effetti duraturi su lavoratori e mercato del lavoro.
Dopo settimane di speculazioni e notizie trapelate, la multinazionale dell’e-commerce ha confermato una drastica riduzione del proprio personale, annunciando il taglio di 16.000 posizioni a livello mondiale.
La decisione segue una precedente ondata di esuberi, avvenuta solo tre mesi prima, che aveva già coinvolto circa 14.000 persone. Questo sviluppo rappresenta l’ultimo tassello di una strategia introdotta dalle principali aziende tecnologiche globali, dove la competizione, l’efficienza e l’evoluzione tecnologica spingono a continue ristrutturazioni, con effetti diretti sull’occupazione di migliaia di lavoratori. Il fenomeno si inserisce nel più ampio processo di adozione accelerata dell’intelligenza artificiale (Ai) e di automazione, fortemente accentuato negli Stati Uniti e ora esteso anche al vecchio continente, Italia inclusa. La decisione di Amazon appare quindi frutto di un ripensamento delle strategie interne e della crescente influenza delle nuove tecnologie sulle politiche del personale.
I 16.000 licenziamenti costituiscono una delle più significative riduzioni di personale nella storia di Amazon, aggiungendosi a una serie di ondate che hanno portato a 30.000 i posti complessivamente tagliati in pochi mesi. Ad oggi, il colosso conta circa 1,6 milioni di dipendenti nel mondo: la percentuale colpita da questi tagli concerne soprattutto la forza lavoro amministrativa e impiegatizia, con particolare impatto nelle sedi statunitensi, ma anche una presenza non marginale di dipendenti in Europa e, di conseguenza, in Italia.
Secondo i dati condivisi da fonti aziendali, i licenziamenti si distribuiranno tra diverse aree chiave:
| Periodo | Numero totale licenziati | Principali divisioni coinvolte |
| Ottobre 2025 | 14.000 | Gaming, logistica, pagamenti, cloud |
| Gennaio 2026 | 16.000 | Corporate, AWS, Prime Video, HR |
Va rilevato che, fino ad ora, non risultano interessati i lavoratori manuali dei magazzini e delle consegne. Tuttavia, piani di automazione futura potrebbero cambiare radicalmente anche questo scenario nei prossimi anni.
L’impatto delle ristrutturazioni si manifesta anche nel contesto italiano ed europeo. Sebbene la quota più consistente dei licenziamenti sia assegnata agli Stati Uniti, diverse centinaia di posti sono a rischio tra Italia, Germania, Francia e altri mercati europei dove Amazon è fortemente radicata.
Le figure colpite risiedono prevalentemente nell’ambito amministrativo, tecnologico e dei servizi centralizzati, mentre restano più tutelati, quantomeno nell’immediato, i dipendenti impegnati nelle mansioni di magazzino e logistica. La presenza crescente di tecnologie automatizzate nei poli logistici, tuttavia, rappresenta una possibile minaccia futura anche per queste categorie.
Sul piano formale, l’approccio ai licenziamenti varia a seconda della normativa vigente nei singoli Stati membri:
Le motivazioni alla base delle recenti scelte di Amazon sono da ricercarsi in una combinazione di strategie di ristrutturazione organizzativa, razionalizzazione dei costi e forti investimenti nell’automazione e nell’Ai. Come dichiarato dai vertici aziendali, l’obiettivo primario è snellire la struttura gestionale, ridurre i livelli di management e limitare la burocrazia interna. Tali misure emergono in un contesto di crescita costante dei ricavi e degli utili: nel terzo trimestre 2025, Amazon ha superato i 180 miliardi di dollari di fatturato e registrato un utile netto di oltre 21 miliardi.
L’accento è posto su innovazione tecnologica e ottimizzazione dei processi, in particolare grazie alle potenzialità dell’intelligenza artificiale. L’azienda ha investito miliardi in startup specializzate e nella realizzazione di data center avanzati per l’addestramento di modelli Ai. Questi investimenti:
Nonostante i risultati finanziari positivi, la responsabilità sociale e l’impatto sui lavoratori rimangono temi centrali nel dibattito pubblico e politico, alimentando un confronto tra efficienza, innovazione e tutela dei diritti.
A fronte delle riduzioni pianificate, Amazon ha annunciato una serie di misure di sostegno a favore delle persone coinvolte dai tagli. In particolare, sono previsti per la maggior parte dei dipendenti statunitensi e per i colleghi nelle sedi internazionali:
Le conseguenze delle ondate di licenziamenti nelle big tech vanno oltre il caso Amazon. A livello globale, il settore ha visto più di mezzo milione di esuberi negli ultimi tre anni, in gran parte imputabili all’allargamento dei processi di automazione e alla digitalizzazione delle funzioni.
Questo scenario ha effetti molteplici: