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Isee 2026: novità e modifche già in vigore e quelle ancora in attesa dei decreti attuativi

di Marianna Quatraro pubblicato il
Isee 2026 novita vigore attese

Cosa cambia per il calcolo dell'Isee 2026, quali sono le modifiche già in vigore e quelle per cui bisogna attendere i decreti attuativi: le novità

Il 2026 introduce una serie di modifiche per l'Isee, l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente ,con l'obiettivo di rendere il sistema delle agevolazioni sociali più equo e rispondente alle esigenze delle famiglie. Alcune novità sono già operative, grazie ai provvedimenti entrati in vigore durante il 2025. Tuttavia, diversi aspetti della riforma restano subordinati all’emanazione di decreti attuativi, lasciando in sospeso alcune attese importanti. 

Le novità Isee già in vigore dal 2025 e come cambia il calcolo nel 2026

Già nel 2025, sono state introdotte nuove regole per l’esclusione di alcuni prodotti del patrimonio mobiliare dal calcolo Isee, per cui i titoli di Stato, buoni fruttiferi postali e libretti di risparmio fino a 50.000 euro per nucleo non vengono più considerati nel calcolo.

Parallelamente, la soglia di franchigia sulla prima casa è stata aggiornata, ponendo le basi per l’aumento previsto nel 2026.


Ulteriori cambiamenti riguardano la valutazione dei patrimoni e dei redditi. Il sistema tende progressivamente a considerare sempre più il "reddito disponibile reale", riconoscendo anche somme finora esenti. L’adeguamento interessa soprattutto le famiglie residenti in città metropolitane o con figli conviventi, grazie all’incremento della franchigia per ogni figlio aggiuntivo.

Una delle rivoluzioni che caratterizzano il calcolo Isee 2026 riguarda la soglia di esenzione legata all’abitazione principale. Il valore di questa franchigia passa da 65.000 (o 52.500, secondo alcune fonti) a 91.500 euro, con la possibilità di aggiungere 2.500 euro per ogni figlio successivo al primo all’interno dello stesso nucleo. Questo significa che, per gran parte delle famiglie proprietarie della loro abitazione, l’impatto sul patrimonio ai fini dell’indicatore viene sensibilmente ridotto. 

Inoltre, è stata prevista una deroga per le Città Metropolitane: per i nuclei residenti in una delle 14 città metropolitane (come Milano, Roma, Torino, Napoli. Bari), la soglia di franchigia sale fino a 120.000 euro per compensare i più elevati valori di mercato locali.

Di seguito una rappresentazione schematica:

Numero figli conviventi Importo franchigia sulla prima casa
1 91.500 €
2 94.000 €
3 96.500 €
4 99.000 €

Oltre alla valorizzazione della casa di abitazione, vengono ridefinite le scale di equivalenza, elemento chiave per stabilire l’ammontare finale del valore ISEE. I coefficienti dei nuclei familiari aumentano all’aumentare dei figli:

  • +0,10 per il secondo figlio
  • +0,25 per il terzo figlio
  • +0,40 per il quarto figlio
  • +0,55 per il quinto figlio
Questi aggiustamenti facilitano l’accesso a numerosi sostegni e consentono a gruppi numerosi o famiglie proprietarie della prima casa, specie in zone a elevati valori catastali, di essere valutati in modo più aderente alle condizioni reali. Inoltre, dal 2026 il patrimonio include nuove categorie come criptovalute e asset digitali, in attesa del decreto tecnico attuativo.


Importante sottolineare che le nuove regole si applicano progressivamente: all’inizio dell’anno molti cittadini utilizzeranno ancora il modello DSU e i parametri vigenti per il 2025, in attesa dell’aggiornamento definitivo del sistema e della piattaforma informatica associata.

Nuovo ISEE Famiglia (ISF): cosa prevede la riforma e quali punti attendono i decreti attuativi

Il sistema attuale si sta indirizzando verso un Indicatore della Situazione Familiare (ISF), meglio noto come Isee Famiglia. L’impianto della riforma vede la famiglia, nella sua interezza e non più solo il singolo, come centro di riferimento nell’analisi socioeconomica. Obiettivi dichiarati: maggiore equità nell’accesso ai benefici, sostegno rafforzato nei confronti delle famiglie con figli, neutralità rispetto ai bonus già percepiti.
Le modifiche di maggiore impatto comprendono:

  • Abolizione dell’inclusione dell’abitazione principale dal patrimonio imponibile per l’indicatore familiare;
  • Neutralizzazione dei bonus percepiti ai fini del calcolo (i sussidi non innalzano più il valore dell’ISEE);
  • Peso più significativo attribuito a figli e situazioni di fragilità (disabilità, non autosufficienza)
  • Ricalcolo su "reddito disponibile reale", con riconoscimento anche di fonti reddituali oggi escluse
  • Possibile diversificazione degli indici a seconda della tipologia di prestazione richiesta (sociale, familiare, sanitaria)
Tuttavia, molte delle innovazioni attese sono ancora subordinate a nuovi decreti attuativi. In particolare, la "neutralità" dei bonus richiede norme attuative tecniche, così come la dichiarazione obbligatoria delle cripto-attività e la disciplina delle situazioni familiari complesse (es. genitori non conviventi, figli fuori sede).

Il quadro rimane aperto alle indicazioni ministeriali e alle evoluzioni parlamentari, rendendo necessaria una vigile attenzione negli aggiornamenti. Attualmente, le uniche misure immediatamente operative sono quelle già previste dalla Manovra 2026 e dai decreti precedenti, mentre per l’impianto completo del nuovo ISF occorre attendere l’emanazione e la pubblicazione dei relativi regolamenti e delle circolari esplicative.

Come e quando aggiornare l’ISEE 2026 per bonus e agevolazioni

L’attestazione scade il 31 dicembre dell’anno precedente. Dal 1° gennaio dello stesso anno occorre presentare una nuova DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) per aggiornare la situazione economica. In dettaglio:

  • Assegno Unico: la nuova DSU va presentata entro il 28 febbraio per continuare a ricevere l’importo pieno. Se la presentazione avviene tra il 1° marzo e il 30 giugno, è possibile recuperare gli arretrati solo entro il 30 giugno. Dopo tale data, gli importi saranno allineati ai minimi di legge;
  • Bonus sociali (bollette, asilo nido, contributi scuola, carta acquisti): necessaria una DSU valida per rinnovare tutti i benefici collegati al nuovo ISEE;
  • Agevolazioni universitarie e altre misure: richiesta DSU aggiornata secondo le scadenze fissate dagli enti di riferimento.
Il rinnovo richiede la compilazione e trasmissione della DSU, utilizzando i canali disponibili:
  • CAF e Patronati, che assistono nella raccolta e invio dei dati
  • Portale precompilato INPS, accessibile tramite SPID, CIE o CNS, con molte informazioni già caricate automaticamente dall’Agenzia delle Entrate e INPS.
I dati richiesti fanno riferimento ai redditi 2024 e al patrimonio al 31 dicembre 2024.

Per mantenere il diritto ai benefici sociali, è essenziale preparare in anticipo la documentazione. Di seguito i principali documenti richiesti:

  • Documenti d’identità dei membri del nucleo familiare;
  • Codici fiscali di tutti i componenti;
  • Eventuale contratto di affitto, se pertinente;
  • Modello 730/2025 o Redditi PF 2025 (relativi al 2024);
  • Certificazioni Uniche (CU) per lavoro e pensioni;
  • Dati relativi a assegni di mantenimento o altri redditi aggiuntivi;
  • Attestazione della situazione patrimoniale al 31/12/2024 (conti correnti, depositi, titoli finanziari, immobili, mutui residui);
  • Targhe di autoveicoli o imbarcazioni possedute;
  • Certificazioni di disabilità o invalidità, se presenti.


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