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Autovelox, il nuovo piano del Governo e le regole europee aggiornate: quali sono e quando entreranno in vigore

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Regole europee aggiornate

Le nuove regole sugli autovelox, tra esigenze di sicurezza stradale e richieste di trasparenza, ridefiniscono modalit d'installazione, segnalazione e omologazione.

L'armonizzazione fra le disposizioni nazionali e comunitarie avanza verso criteri più stringenti e uniformi, ponendo attenzione sia all'affidabilità tecnologica degli strumenti sia al rispetto delle libertà individuali. L'incremento dei ricorsi causati da norme frammentarie e da apparati non omologati ha reso improrogabile una revisione profonda delle regole.

L'obiettivo condiviso dai legislatori è chiaro: rendere ogni sanzione realmente finalizzata alla prevenzione e non alla generazione automatica di multe. Grazie a un approccio che valorizza trasparenza e oggettività, le nuove direttive pongono il cittadino nella condizione di conoscere e controllare l'effettiva regolarità dei dispositivi disseminati lungo la viabilità urbana ed extraurbana.

Il Decreto Autovelox: novità e obiettivi della riform

Al via criteri uniformi e obbligatori per tutta la filiera del controllo elettronico della velocità. La riforma interessa tutti i dispositivi presenti sulle strade italiane - fissi e mobili, già installati o di nuova installazione. Gli obiettivi sono molteplici e chiaramente delineati:

  • Garantire trasparenza e tracciabilità nella scelta dei tratti stradali da sottoporre a controllo;
  • Puntare ad una maggiore sicurezza riducendo incidenti gravi, come indirizzato dai dati ISTAT che mostrano un calo dei sinistri dopo le prime applicazioni della nuova normativa;
  • Evitare l'utilizzo degli autovelox in funzione puramente sanzionatoria, limitandone la presenza a contesti dove esiste un effettivo rischio documentato;
  • Imporre che l'autorizzazione avvenga esclusivamente attraverso provvedimenti prefettizi, con la valutazione delle caratteristiche tecniche e del rischio associato al tratto interessato.
Un altro cambio paradigmatico riguarda la competenza amministrativa: la gestione operativa dei dispositivi passa totalmente alle forze di polizia, escludendo deleghe a società private. L'intera riorganizzazione mira a bilanciare la protezione della vita umana con il rispetto dei diritti dei conducenti, ponendo le basi per l'adozione di standard condivisi anche a livello europeo.

Dove e come si potranno utilizzare gli autovelox

Le nuove regole autovelox governo e Europa introducono un regime vincolante che identifica punti precisi e criteri oggettivi per l'installazione dei dispositivi di rilevamento:

  • Saranno consentiti esclusivamente nei tratti a elevata incidentalità, con dati documentati sui sinistri degli ultimi anni;
  • È obbligatoria la dimostrazione dell'impossibilità di contestazione immediata della violazione da parte delle forze dell'ordine;
  • La presenza è ammessa solo dove il flusso veicolare determina superamenti reiterati dei limiti:
Tipo di strada

Limite minimo per collocare autovelox

Strade urbane

≥ 50 km/h

Strade extraurbane

Non meno di 20 km/h sotto il massimo previsto dal Codice della strada (es. su extraurbane principali minimo 90 km/h)

  • Viene fissata una distanza minima obbligatoria tra due diversi dispositivi per evitare la proliferazione indiscriminata:
Categoria

Distanza minima tra dispositivi

Autostrade

4 km

Strade extraurbane principali

3 km

Strade extraurbane secondarie/locali/itinerari ciclopedonali

1 km

Strade urbane di scorrimento

1 km

Strade urbane di quartiere/locali

500 m

La prefettura ha il compito esclusivo di valutare e autorizzare l'installazione attraverso una relazione tecnica che attesti l'effettiva pericolosità del tratto. Non è più consentita la collocazione arbitraria su strade con limiti troppo bassi o in mancanza di reali rischi, eliminando le cosiddette zone trappola che hanno generato controversie e ricorsi negli anni precedenti.

Segnalazione obbligatoria e trasparenza

L'introduzione di una disciplina sulle modalità di preavviso è uno degli elementi più innovativi della nuova normativa. La trasparenza per i cittadini è assicurata da regole sulla segnalazione preventiva:

  • Le postazioni devono essere anticipate da cartelli ben visibili e non occultati;
  • Le distanze minime di preavviso sono state fissate in 1 km su extraurbane, 200 metri su urbane a scorrimento, 75 metri su altre urbane;
  • Non sono consentiti cartelli generici: è necessario specificare la presenza e la distanza esatta dal dispositivo;
  • L'assenza della segnaletica obbligatoria rende annullabile la sanzione su semplice ricorso.
Il sistema si basa su una logica di trasparenza completa: ogni cittadino ha il diritto di conoscere, tramite siti istituzionali o Albi pretori online, l'esatta ubicazione e il regime autorizzativo di ciascun autovelox. Si riduce in tal modo il rischio di sanzioni arbitrarie e vengono potenziati gli strumenti di autotutela per chi guida.

Omologazione e approvazione dei dispositivi

Uno degli snodi affrontati dalla riforma è la distinzione tra la semplice approvazione e la piena omologazione tecnica dei dispositivi. Storicamente, numerosi apparecchi attivi sulle strade erano conformi solo a una procedura amministrativa, ma privi della certificazione tecnica richiesta per assicurare la corretta funzionalità secondo gli standard EN e UNI.

La situazione, resa critica da una miriade di ricorsi e sentenze della Corte di Cassazione, vede oggi l'adozione del decreto di omologazione trasmesso alla Commissione Europea il 31 gennaio 2026. Questo comporta:

  • Prototipi sottoposti a prove di laboratorio per verifica metrologica e software;
  • Taratura iniziale e controlli periodici annuali presso laboratori accreditati;
  • L'adeguamento è obbligatorio sia per i nuovi modelli sia per tutti quelli già installati e ancora attivi, pena la loro disattivazione.
Nel contesto europeo, la procedura TRIS garantisce che le nuove regole non creino barriere tecniche al mercato unico, assicurando la validità delle certificazioni riconosciute anche oltre i confini italiani. Solo i dispositivi in regola potranno essere impiegati per la rilevazione e la sanzione dei superamenti di velocità, rafforzando così l'affidabilità e la tutela del cittadino.

Sanzioni, ricorsi e diritti degli automobilisti con le nuove norme

La crescente attenzione alla protezione dei diritti dei conducenti si riflette nella strutturazione di criteri oggettivi per la validità delle sanzioni. Le nuove disposizioni chiariscono che:

  • Una multa può essere annullata in caso di postazione non autorizzata o carente di segnaletica regolare;
  • Le contestazioni sono possibili quando il dispositivo non rispetta le distanze minime o manca della specifica autorizzazione prefettizia;
  • La non omologazione costituisce motivo diretto di ricorso e annullamento della sanzione;
  • Nei verbali deve essere indicata con chiarezza la tipologia di dispositivo e la relativa certificazione.
Le sentenze della Suprema Corte hanno ulteriormente rafforzato la tutela: chi subisce una decurtazione di punti a seguito di rilievi effettuati da strumenti non certificati ha diritto al ripristino della situazione precedente e alla cancellazione della sanzione amministrativa.

L'entrata in vigore della nuova disciplina impone una profonda revisione delle pratiche amministrative per gli enti locali. Questi, da oggi, dovranno:

  • Verificare la rispondenza dei dispositivi utilizzati ai nuovi requisiti tecnici e amministrativi;
  • Provvedere all'adeguamento degli strumenti non riportati nell'elenco dei modelli conformi, per evitare la loro disattivazione;
  • Gestire una documentazione molto più dettagliata e garantirne la pubblicazione per l'accesso degli utenti.
La discrezionalità degli enti locali nella scelta dei tratti interessati viene fortemente limitata, riducendo la possibilità di impiego degli autovelox per finalità diverse da quelle di sicurezza. Le amministrazioni dovranno pianificare investimenti in aggiornamento tecnologico e formazione del personale.

Il futuro degli autovelox: tempistiche, procedure europee e cosa aspettarsi dal 2026

Con l'avvio della procedura TRIS presso la Commissione Europea, le nuove regole sugli autovelox sono ormai pronte a rappresentare uno standard anche a livello continentale. I tempi di attuazione prevedono:

  • Una clausola di stand still di 90 giorni per la verifica della compatibilità delle norme tecniche con il diritto europeo;
  • L'operatività generalizzata delle nuove disposizioni a seguito dell'approvazione definitiva, attesa per la primavera-estate 2026;
  • L'obbligo per i produttori di certificare ogni nuovo modello secondo le procedure dettate dalla bozza di regolamentazione tecnica già trasmessa a Bruxelles.
Entro la prima metà del 2026, solo i dispositivi certificati e periodicamente tarati potranno essere impiegati per la rilevazione automatica della velocità. Gli standard italiani, una volta definitivi, potranno fungere da riferimento anche per altri Paesi UE, garantendo uniformità, trasparenza e una più solida tutela per chi si trova a viaggiare sulla rete viaria nazionale e comunitaria.




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