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Come funziona rottamazione Imu, tari, bollo auto dei Comuni: procedure, importi, cosa si può cancellare, regole Ifel-Anci

di Marianna Quatraro pubblicato il
Come funziona rottamazione Imu tari boll

La rottamazione dei tributi locali, come IMU, TARI e bollo auto, offre ai cittadini nuove possibilità di saldo e stralcio delle pendenze secondo le regole Ifel-Anci: i chiarimenti

L’introduzione della possibilità per i Comuni di intervenire autonomamente sulla regolarizzazione dei debiti dei cittadini verso le casse locali rappresenta una svolta nota nel panorama tributario 2026. Secondo quanto chiarito dalla nota operativa Ifel-Anci, tale facoltà riguarda alcuni dei principali tributi locali, come l’IMU, la TARI, il bollo auto e varie tipologie di sanzioni. L’obiettivo di questa definizione agevolata è duplice: da un lato, incentivare l’adempimento spontaneo da parte dei contribuenti inadempienti, dall’altro ridurre il cosiddetto “magazzino crediti” dei Comuni, spesso costituito da somme iscritte a ruolo ormai da molti anni e di difficile riscossione.

La peculiarità dell’intervento non va confusa con la rottamazione quinquies nazionale, riservata ai carichi statali e gestita dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione, che non ricomprende in automatico i tributi locali. Per questi ultimi, invece, spetta alle singole amministrazioni comunali la facoltà di aderire o meno alle modalità di definizione agevolata, fissando regole, scadenze e modalità d’accesso. Attraverso specifici regolamenti, i Comuni possono, a propria discrezione, cancellare o ridurre interessi, sanzioni e oneri riscossivi su determinate entrate, inclusi, su esplicita previsione Ifel, i verbali elevati dalla polizia municipale.

Cosa possono cancellare i Comuni: cartelle e tributi inclusi nella sanatoria locale

L’ambito della sanatoria locale sui tributi gestiti dai Comuni è stato chiarito dall’Ifel-Anci attraverso una nota operativa dettagliata, che funge da guida per le amministrazioni intenzionate a promuovere percorsi di definizione agevolata dei crediti.

In questa prospettiva, possono essere sottoposti a definizione agevolata diversi debiti locali, con particolare attenzione ai seguenti:

  • IMU: Rientrano i mancati pagamenti relativi a immobili soggetti all’imposta municipale unica. È possibile prevedere, a livello locale, l’eliminazione o la significativa riduzione di sanzioni e interessi di mora associati a queste irregolarità; resta dovuta invece la quota capitale, cioè l’ammontare del tributo.
  • TARI: Anche in questo caso, la sanatoria può estendersi ai mancati versamenti della tassa sui rifiuti, consentendo ai contribuenti di beneficiare di sconti sugli interessi maturati e sulle sanzioni, previa adesione all’iniziativa comunale.
  • Bollo auto: Nel quadro delle entrate patrimoniali di diritto pubblico, la potestà di riduzione o stralcio delle somme accessorie spetta agli enti locali titolari del tributo. Per essere inclusi, è necessario che il regolamento comunale espliciti chiaramente la volontà di applicare la misura anche a tale tributo.
  • Multe stradali elevate dalla polizia municipale: Come specificato nella nota Ifel-Anci, in sede di rottamazione gli enti possono azzerare interessi e sanzioni aggiuntive sulle cartelle derivanti da violazioni del Codice della Strada accertate a livello locale, con possibilità di eliminare persino gli oneri di riscossione accessori.
  • Canone unico patrimoniale: La definizione può riguardare somme dovute per occupazioni di suolo pubblico e sfruttamento di spazi ed aree pubbliche, su cui il Comune può concedere riduzioni di interessi.
  • Oneri di urbanizzazione, rette asili nido e tariffe scolastiche: Anche per queste entrate extratributarie la normativa consente la rinuncia parziale o totale agli interessi maturati, favorendo la regolarizzazione soprattutto delle famiglie che hanno difficoltà di pagamento.
Sono invece esclusi dalla sanatoria locale alcuni specifici debiti, quali:
  • Quote relative a tributi gestiti dallo Stato (es. IRPEF, IVA), l’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP), addizionali e compartecipazioni a tributi erariali
  • Le somme derivanti da condanne penali, aiuti di Stato percepiti indebitamente, e partite contributive verso casse previdenziali private
La tabella seguente sintetizza le principali entrate per cui i sindaci possono disporre l’azzeramento o la riduzione delle somme accessorie e degli oneri:
Tipologia di entrata Rimuovibilità di interessi e sanzioni Quota capitale
IMU Piena discrezionalità (escluso gruppo D per la quota statale) Non rimovibile
TARI Possibile abbattimento totale Non rimovibile
Bollo auto Se previsto da regolamento Non rimovibile
Multe locali Si (interessi, multe aggiuntive e oneri riscossione) Non rimovibile
Canone unico In base al regolamento comunale Non rimovibile
Oneri urbanizzazione, tariffe scolastiche, rette Solo interessi Non rimovibile

La scelta di attivare la rottamazione e definire il perimetro dei debiti coinvolti spetta interamente all’ente locale, che dovrà motivatamente disciplinare le modalità e i limiti della sanatoria nella propria delibera istitutiva.

Procedure e regole operative per accedere alla rottamazione: decisioni comunali, adempimenti, normativa e tempistiche

L’avvio di una definizione agevolata per i crediti locali segue uno schema normativo preciso, ma adattabile alle diverse esigenze territoriali. 

Il procedimento si articola in queste fasi fondamentali:

  • Adozione di un regolamento da parte del Consiglio Comunale: Ogni ente interessato alla definizione agevolata deve approvare entro i termini fissati dalla normativa un atto che individua le entrate ammesse, le modalità di adesione, la durata della finestra temporale per usufruire della misura e, se necessario, i criteri per la rateizzazione dei pagamenti.
  • Stabilire i destinatari e l’ambito di applicazione: Gli enti possono scegliere se includere tutte le tipologie di debiti esigibili o solo alcune. La finestra temporale per aderire non può essere inferiore a 60 giorni dalla pubblicazione dell’atto sul sito istituzionale del Comune.
  • Presentazione della domanda da parte dei contribuenti: Gli interessati dovranno presentare apposita richiesta con modalità definite dal regolamento. Vengono richiesti generalmente dati identificativi e l’indicazione delle cartelle o degli avvisi che si intende sanare.
  • Pagamento e modalità di rateizzazione: Le amministrazioni possono fissare piani di pagamento personalizzati, con modalità e scadenze variabili sulla base delle esigenze collettive e individuali: sono comuni piani a rate semestrali o bimestrali, con obbligo di saldo nei termini stabiliti.
Le principali caratteristiche della sanatoria comunale, secondo le linee guida Ifel-Anci:
  • Eliminazione facoltativa di sanzioni e interessi di mora, anche retroattivi
  • Possibilità di includere oneri di riscossione extra, specialmente su verbali e multe
  • Rateizzazione del debito residuo fino a un massimo stabilito dall’ente. L’importo minimo della rata viene deciso localmente.
  • Definizione di modalità specifiche per eventuali contenziosi pendenti tra contribuente e Comune
L’attivazione della sanatoria comporta obblighi informativi per l’ente, con pubblicazione delle regole e dei moduli per la domanda su canali ufficiali. La trasparenza è garantita dalla comunicazione istituzionale e dalla messa a disposizione di assistenza ai cittadini, per garantire sia la parità di accesso che la regolarità delle procedure.

La possibilità di aderire e le condizioni specifiche dipendono dunque esclusivamente dalle decisioni assunte da ciascun ente locale. Alcune amministrazioni hanno già attivato le relative procedure entro il termine fissato (di norma, entro fine febbraio in concomitanza con il bilancio di previsione), mentre altre possono valutare successivamente l’adozione del provvedimento, individuando importi, tempi e criteri di priorità in modo coerente con le proprie esigenze di bilancio.






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