Il 2025 si è rivelato un anno eccezionale per la Borsa Italiana, tra record storici, performance di spicco nei settori trainanti, influenze internazionali, senza dimenticare alcuni episodi di forte volatilità
L’ultimo anno ha visto la Borsa di Milano distinguersi nel panorama finanziario internazionale, registrando rialzi che hanno sorpreso analisti, investitori e osservatori. In un contesto di forti incertezze globali—caratterizzato da tensioni commerciali tra le principali potenze, instabilità sulle materie prime e cambiamenti nelle politiche monetarie—l’indice FTSE MIB ha dimostrato una solidità senza precedenti. Persino le frequenti fiammate di volatilità, legate soprattutto alle guerra dei dazi e ai cambiamenti nei tassi, non sono riuscite a frenare nettamente la corsa dei titoli più rappresentativi di Piazza Affari.
L’approvazione della manovra di bilancio italiana, con particolare attenzione alla riduzione del deficit e il sostegno a famiglie e imprese, ha rafforzato il clima fiduciario degli investitori. Il calo storico dello spread tra Btp e Bund tedeschi ha rappresentato uno dei segnali più evidenti del miglioramento della percezione del rischio Paese. Nel frattempo, la domanda per asset italiani è continuata a crescere, favorito dalla maggiore trasparenza e robustezza istituzionale che il mercato finanziario domestico sta progressivamente consolidando.
L’anno passato sarà ricordato per le performance record dei principali titoli quotati, per l’ascesa di nuovi protagonisti e per la capacità della Borsa nazionale di superare brusche correzioni e momenti di panico globale, rimanendo centrale nel panorama europeo.
Grazie a un ritmo di crescita superiore alle attese, l’indice FTSE MIB ha chiuso l’anno ai massimi degli ultimi due decenni. Secondo i dati aggiornati a fine dicembre, lo storico indice principale si è attestato a quota 44.970 punti, segnando un balzo del 32% rispetto alla chiusura dell’anno precedente. La performance mensile di dicembre (+3,95%) ha consolidato la posizione dell’Italia tra le migliori piazze europee.
I fattori che hanno sostenuto tale crescita includono:
Andamento settoriale rafforzato: se le banche hanno beneficiato sia della ripresa dei margini sia di operazioni straordinarie (come l’avvio del risiko bancario fra MPS e Mediobanca), il comparto industriale ha mostrato vivacità grazie alle strategie espansive di campioni nazionali come Stellantis e Prysmian. Particolarmente significativo il contributo delle utilities, sostenute dai prezzi energetici e dalla transizione green.
Infine, lo spread Btp-Bund è sceso fino a 66 punti base—il minimo dal 2009—rafforzando ulteriormente l’appeal del sistema Paese.
L’anno appena trascorso ha visto quattro settori principali guidare la crescita di Piazza Affari, in una dinamica intersettoriale che ha messo in luce la capacità di adattarsi alle sfide globali.
Il comparto bancario è stato tra i protagonisti grazie alla combinazione di:
L’energia ha vissuto un anno intenso, complice la volatilità dei prezzi delle materie prime ma anche il rafforzamento delle strategie verso le rinnovabili. ENI, Snam ed Enel hanno capitalizzato il nuovo scenario, mentre le quotazioni dell’oro nero hanno offerto stimoli sia per la divisione oil&gas sia per l’offerta alternativa.
Sul fronte tecnologico, STMicroelectronics e Nexi hanno registrato performance interessanti grazie a investimenti nel digitale e all’accelerazione della domanda per prodotti e servizi high-tech. Il segmento tech ha beneficiato anche dello scenario internazionale di riarmo e della crescita dell’intelligenza artificiale.
Analizzando i movimenti più significativi dell’anno, emergono alcuni titoli che si sono particolarmente distinti in termini di crescita, resilienza e creazione di valore:
L’andamento dei mercati italiani nel 2025 è stato profondamente influenzato dal contesto internazionale, soprattutto dalla “guerra dei dazi” tra Stati Uniti, Unione Europea e Cina. Le tariffe imposte dalla nuova amministrazione americana hanno provocato contraccolpi su scala globale, alimentando periodi di volatilità e bruschi ribassi come quello di aprile—paragonabile alle più grandi correzioni della storia di Piazza Affari—e incrementando la pressione sulle catene di valore europee.
L’inflazione rimane nel mirino degli investitori, spinta soprattutto dall’effetto combinato di dazi, dinamiche dei prezzi energetici e strategie fiscali espansive. In Italia il tasso è rimasto vicino all’1,5%, con segnali di un moderato aumento atteso per la seconda metà dell’anno successivo.
La politica monetaria ha giocato un ruolo strategico: la Federal Reserve ha mantenuto i tassi invariati per rispondere sia ai rischi inflattivi sia alle prospettive di rallentamento. Le attese per tagli futuri hanno impattato il dollaro e di riflesso l’euro, rafforzando la moneta unica nei confronti della valuta statunitense.
L’incertezza geopolitica—guerre ancora in corso, tensioni in Medio Oriente—ha guidato il ricorso a investimenti difensivi, rafforzando l’interesse per il comparto della Difesa e sostenendo asset rifugio come l’oro.
L’anno si è caratterizzato per alcune sessioni di estrema turbolenza, con movimenti giornalieri che hanno fatto la storia dei mercati. L’aprile 2025 è stato emblematico—la seduta del 4 aprile ha visto un calo del FTSE MIB superiore al 6%, eguagliando i ribassi segnati solo in situazioni eccezionali come la pandemia o la crisi Lehman.
A determinare questi episodi sono stati: