Annunciate dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, le recenti variazioni legate alla Carta Docente 2026 hanno riacceso il dibattito tra personale scolastico, sindacati e organi istituzionali. Le principali notizie riguardano due filoni: la riduzione dell’importo del bonus annuale, che secondo le ultime indicazioni passa da 500 a 390 euro per ciascun docente, e l’ampliamento significativo della platea dei beneficiari. Con l’obiettivo di allineare la normativa italiana alle sentenze europee e alle richieste emerse negli ultimi anni, il benefit viene ora esteso anche a docenti supplenti annuali al 30 giugno e al personale educativo. Una misura che punta a riequilibrare le disparità tra lavoratori a tempo indeterminato e precari.
Le risorse aggiuntive per la formazione, provenienti da 270 milioni di euro di fondi europei, saranno assegnate direttamente alle scuole: grazie a ciò, chi ne ha la necessità potrà ottenere l’acquisto di computer, libri o corsi per la propria formazione tramite i propri istituti. Il Ministero ha inoltre disposto l’aggiornamento dei criteri sui beni acquistabili, aprendo nuove opportunità d’impiego della carta attraverso l’inserimento dei servizi di trasporto tra le voci ammesse e riformulando le cadenze degli acquisti tecnologici.
Secondo le dichiarazioni ufficiali, la misura è in attesa del via libera del Mef e la piena operatività potrebbe arrivare entro la fine di febbraio. Il numero dei beneficiari aumenterà sensibilmente, portandosi da circa 820.000 a oltre un milione di insegnanti.
Carta Docente 2026: riduzione dell’importo, ampliamento dei beneficiari e nuove possibilità di utilizzo
La svolta normativa del 2026 cambia in modo sostanziale la Carta dedicata agli insegnanti, adeguandosi alle recenti evoluzioni giurisprudenziali e alle aspettative della comunità educativa. Diverse le novità introdotte, tutte volte a migliorare accessibilità, tracciabilità e flessibilità della misura.
- Ammontare del bonus: taglio a 390 euro. La cifra annuale riconosciuta attraverso la carta viene ridimensionata rispetto agli anni precedenti, comportando una diminuzione di 100 euro a causa del maggior numero di aventi diritto. L’importo definitivo oscilla tra i 390 e 400 euro, secondo il confronto tra diverse fonti istituzionali e sindacali.
- Ampiamento della platea dei beneficiari. Sono finalmente inclusi tutti i docenti precari con incarico fino al 30 giugno e il personale educativo. Questa estensione si traduce nell’accesso alla misura per oltre 250.000 nuove persone, per un totale che supera un milione di beneficiari.
- Finanziamenti aggiuntivi alle scuole. Ulteriori 270 milioni di euro di fondi europei sono stati destinati agli istituti, che li utilizzeranno per acquistare materiale didattico, computer e servizi per aggiornamento, offrendo la possibilità di richiesta specifica da parte di ogni insegnante. Anche la gestione amministrativa delle pratiche sarà meglio supportata economicamente.
Nuove modalità di utilizzo: beni e servizi ammessi ed esclusioni temporali
- Acquisti di hardware e software: sarà consentito esclusivamente all’erogazione iniziale e, in seguito, con cadenza quadriennale. Per coloro che hanno già ricevuto la carta, il prossimo accesso a dispositivi tecnologici sarà l’anno scolastico 2025/2026 e poi nuovamente ogni quattro anni.
- Abilitazione ai servizi di trasporto pubblico: tra le principali innovazioni, la possibilità di destinare parte del bonus a spese per i trasporti, inclusi abbonamenti a mezzi pubblici, a partire dal 2026. Questa novità intende facilitare la mobilità dei docenti e l’accesso a corsi e seminari.
- Spese ammesse e nuove linee guida: la lista comprende l’acquisto di libri (anche digitali), riviste specializzate, formazione tramite enti accreditati presso il Ministero, corsi universitari e master inerenti al profilo professionale, eventi culturali e spettacoli dal vivo. Resta il vincolo sulla coerenza con i piani formativi triennali delle scuole e con quelli nazionali.
| Variazione |
Situazione precedente (2024-2025) |
Novità 2026 |
| Importo Carta |
500 euro |
390-400 euro |
| Beneficiari |
Solamente personale di ruolo |
Inclusi precari al 30/06, personale educativo |
| Hardware/Software |
Liberi ogni anno |
Soltanto ogni quattro anni |
| Servizi trasporto |
Non presenti |
Spese ammesse dal 2026 |
Tempistiche e punti critici dei processi attuativi
L’attesa per l’attivazione reale della carta resta elevata: nonostante la legge abbia fissato la data del 30 gennaio per l’adozione dei provvedimenti specifici, l’
erogazione dei voucher per il 2025/2026 è slittata e la piattaforma digitale dedicata risulta ancora inattiva ai primi giorni di febbraio. Il ministro Valditara ha rassicurato tutti circa l’imminente attuazione, promettendo che la situazione sarà sbloccata «entro fine febbraio». L’ampliamento dei beneficiari, la riduzione dell’importo e le
nuove destinazioni d’uso generano interrogativi tra il personale scolastico circa la sostenibilità futura e la stabilità degli importi annuali.
Pro e contro delle modifiche ufficiali alla Carta Docente 2026 e scenari futuri
Le variazioni apportate dal Ministero all’attuale sistema generano effetti compositi e suscitano opinioni diversificate tra i docenti e nelle principali organizzazioni di rappresentanza.
- Pro:
- Inclusività rafforzata: il beneficio è finalmente riconosciuto a una fascia più ampia di lavoratori, recependo le sentenze europee e uniformando i diritti dei precari a quelli dei colleghi di ruolo.
- Supporto diretto alle scuole e nuovi servizi: il trasferimento di fondi supplementari agli istituti permette acquisti centralizzati a vantaggio della collettività, consentendo agli insegnanti di usufruire di strumenti comuni anche tramite comodato d’uso.
- Maggiore varietà di spese ammissibili: l’introduzione dei trasporti pubblici tra i servizi disponibili contribuisce a sostenere la partecipazione dei docenti ad attività formative e culturali.
- Contro:
- Diminuzione del potere d’acquisto: con la nuova ripartizione il valore individuale dell’agevolazione si riduce, come sottolineato da molte sigle sindacali (Flc Cgil, Cisl Scuola).
- Limitazioni tecnologiche: il vincolo quadriennale rispetto agli acquisti hardware e software rischia di rallentare il ricambio tecnologico nelle scuole e di escludere chi necessita frequenti aggiornamenti degli strumenti digitali.
- Tempistiche incerte e ritardi procedurali: la lunga attesa degli ultimi mesi e la mancata attivazione della piattaforma generano disagio e sfiducia tra i beneficiari, che ancora non possono fruire delle risorse stanziate.
Prospettive e scenari in evoluzione:
Il ministro Valditara dichiara di avere tra le priorità una revisione generale del welfare dedicato al personale scolastico. Non solo sarà studiata la possibilità di
allargare la carta ai lavoratori ATA, ma nuovo impulso potrebbe essere dato ai servizi assicurativi dedicati e alla stabilizzazione delle regole di accesso ai benefit. Le principali organizzazioni sindacali richiedono invece sia il
ritorno all’importo originario dei voucher sia maggiori investimenti in formazione di qualità e strumenti innovativi.