Tra crisi abitativa e pressioni fiscali, le case non affittate sono al centro del dibattito in Europa e Italia: dati, cause, nuove tasse e obblighi per i proprietari alla luce delle strategie più recenti.
In Europa si sta pensando di fare una legge a livello europeo per il pagamento di tasse su case non affittate. E anche in Italia si sta pensando alla istituzione di una sovratassa per chi lascia le case vuote.
Diversi milioni di abitazioni inutilizzate in Europa stanno, infatti, alimentando una situazione sempre più critica: mentre i prezzi degli affitti raggiungono livelli record e la domanda di case accessibili cresce senza sosta, proprietari lasciano immobili sfitti provocando tensioni economiche e sociali. Alla carenza di alloggi si somma ora l’urgenza di nuove politiche fiscali, con la prospettiva concreta di tasse aggiuntive per chi non immette le proprie proprietà sul mercato. L’Unione Europea, così come molte realtà nazionali, si trova costretta ad affrontare la questione per arginare una crisi che rischia di diventare strutturale.
Dietro i dati, si nascondono storie di famiglie in difficoltà, giovani esclusi dal mercato e città prive dell’equilibrio sociale necessario per crescere. La pressione degli organismi europei e delle istituzioni locali ha portato alla proposta di interventi normativi che puntano a colpire l’accumulo speculativo di case vuote, in favore della collettività e della stabilità abitativa.
Se fino a poco tempo fa la problematica interessava solo alcuni Paesi dell’area mediterranea o grandi metropoli, oggi rappresenta un’emergenza diffusa, tanto da giustificare la discussione di un nuovo quadro giuridico europeo sulle imposte agli immobili inutilizzati. In parallelo, anche in Italia si valutano sovrattasse e correttivi fiscali per mettere mano a un sistema che rischia di premiare l’immobilismo invece dell’effettivo utilizzo delle abitazioni.
Il fenomeno delle case sfitte rappresenta una delle sfide principali che l’Europa deve affrontare nella gestione del suo patrimonio immobiliare. Secondo le stime più recenti, oltre 11 milioni di abitazioni risultano disabitate nei principali paesi europei, mentre la carenza di case accessibili è percepita come una delle principali minacce al benessere sociale.
Dati attuali sulla distribuzione delle abitazioni non affittate:
| Paese | Abitazioni vuote (stima) |
| Francia | circa 3 milioni |
| Spagna | oltre 3,5 milioni |
| Italia | più di 2 milioni |
| Germania | circa 1,5 milioni |
| Regno Unito | poco meno di 800.000 |
Questi numeri impressionanti si riflettono sulle principali città, dove il costo medio degli affitti è aumentato fino al 30% negli ultimi cinque anni. In particolare, centri urbani come Parigi, Milano e Madrid registrano valori medi di locazione molto al di sopra della media nazionale, mentre aumentano le zone periferiche interessate dal fenomeno delle "seconde case" non utilizzate.
Le ragioni dell’elevato numero di immobili non locati:
Al fine di contrastare l’immobilismo e ridare vitalità ai mercati urbani, è stata avanzata la proposta di una legge europea che prevede un contributo fiscale obbligatorio a carico dei proprietari di alloggi lasciati intenzionalmente vuoti per periodi superiori ai 6 o 12 mesi. Questa misura si inserisce all’interno del più ampio Piano Casa Ue, che individua alcuni capisaldi programmatici:
Alcuni paesi, come la Francia con la "taxe sur les logements vacants", hanno già da tempo introdotto tasse specifiche sugli immobili sfitti, prevedendo importi che possono raggiungere anche i 4.000 euro l’anno in aree urbane molto richieste. La Spagna, invece, ha previsto aliquote differenziate per le principali città, mentre realtà più piccole sono esentate per promuovere la ripopolazione dei borghi.
L’esperienza accumulata dimostra che la mera imposizione di tasse non basta se non accompagnata da strategie integrate di pianificazione urbanistica, incentivi per la locazione e supporto per la ristrutturazione degli immobili vecchi o inabitabili. Le proposte attualmente al vaglio dell’UE mirano proprio alla creazione di un ambiente normativo equilibrato e armonizzato, capace di bilanciare interessi pubblici e privati, con attenzione alla sostenibilità sociale ed economica di ogni intervento.
L’Italia si trova oggi a un bivio sul fronte delle politiche abitative. Dopo anni di discussioni e analisi, il dibattito attorno all’introduzione di una sovratassa nazionale sugli immobili non locati si è fatto più intenso, seguendo la scia di quanto già sperimentato da altri paesi europei.
Le misure ipotizzate prevedono l’applicazione di un prelievo aggiuntivo proporzionale al valore catastale dell’abitazione lasciata vuota, con aliquote crescenti in base alla durata dell’inutilizzo e alla posizione geografica dell’immobile:
Il quadro regolamentare europeo suggerisce sempre di bilanciare gli strumenti di pressione con misure di mediazione e incentivi mirati, garantendo una reale funzione sociale dell’abitazione e promuovendo la responsabilità dei singoli proprietari come parte di una strategia più ampia contro la crisi abitativa.
Il messaggio che traspare è quindi chiaro: la tassazione sugli immobili sfitti in Europa rappresenta una delle leve chiave per riportare equilibrio nel sistema abitativo, ma la sua efficacia dipende in modo decisivo dalla capacità delle istituzioni di intervenire in maniera integrata, competente e attenta alle diverse realtà locali.
Giuseppe Bergodi è un esperto consulente immobiliare con oltre 35 anni di esperienza nel settore. Laureato in Architettura presso il Politecnico di Milano, ha dedicato la sua carriera alla valutazione e gestione di proprietà residenziali e commerciali. Grazie alla sua profonda conoscenza del mercato immobiliare milanese, offre analisi dettagliate e strategie efficaci per ottimizzare gli investi...