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Stretta sulla case non affittate: maggiori tasse e limiti in arrivo in Italia e da direttive Ue

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di Arch. Giuseppe Bergodi pubblicato il

Tra crisi abitativa e pressioni fiscali, le case non affittate sono al centro del dibattito in Europa e Italia: dati, cause, nuove tasse e obblighi per i proprietari alla luce delle strategie più recenti.

In Europa si sta pensando di fare una legge a livello europeo per il pagamento di tasse su case non affittate. E anche in Italia si sta pensando alla istituzione di una sovratassa per chi lascia le case vuote.

Diversi milioni di abitazioni inutilizzate in Europa stanno, infatti, alimentando una situazione sempre più critica: mentre i prezzi degli affitti raggiungono livelli record e la domanda di case accessibili cresce senza sosta, proprietari lasciano immobili sfitti provocando tensioni economiche e sociali. Alla carenza di alloggi si somma ora l’urgenza di nuove politiche fiscali, con la prospettiva concreta di tasse aggiuntive per chi non immette le proprie proprietà sul mercato. L’Unione Europea, così come molte realtà nazionali, si trova costretta ad affrontare la questione per arginare una crisi che rischia di diventare strutturale.

Dietro i dati, si nascondono storie di famiglie in difficoltà, giovani esclusi dal mercato e città prive dell’equilibrio sociale necessario per crescere. La pressione degli organismi europei e delle istituzioni locali ha portato alla proposta di interventi normativi che puntano a colpire l’accumulo speculativo di case vuote, in favore della collettività e della stabilità abitativa.

Se fino a poco tempo fa la problematica interessava solo alcuni Paesi dell’area mediterranea o grandi metropoli, oggi rappresenta un’emergenza diffusa, tanto da giustificare la discussione di un nuovo quadro giuridico europeo sulle imposte agli immobili inutilizzati. In parallelo, anche in Italia si valutano sovrattasse e correttivi fiscali per mettere mano a un sistema che rischia di premiare l’immobilismo invece dell’effettivo utilizzo delle abitazioni.

Case vuote in Europa: dati, cause della crisi e proposte per una legge europea sulle tasse sugli immobili non locati

Il fenomeno delle case sfitte rappresenta una delle sfide principali che l’Europa deve affrontare nella gestione del suo patrimonio immobiliare. Secondo le stime più recenti, oltre 11 milioni di abitazioni risultano disabitate nei principali paesi europei, mentre la carenza di case accessibili è percepita come una delle principali minacce al benessere sociale.

Dati attuali sulla distribuzione delle abitazioni non affittate:

Paese Abitazioni vuote (stima)
Francia circa 3 milioni
Spagna oltre 3,5 milioni
Italia più di 2 milioni
Germania circa 1,5 milioni
Regno Unito poco meno di 800.000

Questi numeri impressionanti si riflettono sulle principali città, dove il costo medio degli affitti è aumentato fino al 30% negli ultimi cinque anni. In particolare, centri urbani come Parigi, Milano e Madrid registrano valori medi di locazione molto al di sopra della media nazionale, mentre aumentano le zone periferiche interessate dal fenomeno delle "seconde case" non utilizzate.

Le ragioni dell’elevato numero di immobili non locati:

  • Speculazione immobiliare: molti investitori preferiscono tenere le case sfitte per attendere eventuali rivalutazioni del mercato.
  • Gestione eredità complesse: numerosi immobili restano vuoti a causa di successioni non risolte o erediti multipli.
  • Vincoli urbanistici: cambiamenti normativi e rigidi criteri amministrativi impediscono la rapida immissione degli immobili sul mercato.
  • Timore dei proprietari: paura di morosità o difficoltà di sfratto in caso di affitti residenziali.
L’incremento delle unità abitative non locate rappresenta un doppio danno: sottrae alloggi a chi ne ha bisogno e genera una circolazione passiva di capitali, spesso con conseguente svalutazione delle aree interessate.

Al fine di contrastare l’immobilismo e ridare vitalità ai mercati urbani, è stata avanzata la proposta di una legge europea che prevede un contributo fiscale obbligatorio a carico dei proprietari di alloggi lasciati intenzionalmente vuoti per periodi superiori ai 6 o 12 mesi. Questa misura si inserisce all’interno del più ampio Piano Casa Ue, che individua alcuni capisaldi programmatici:

  • Rilancio dell’edilizia sociale attraverso investimenti in nuove costruzioni e ristrutturazioni di case abbandonate.
  • Disincentivazione finanziaria delle abitazioni non utilizzate tramite nuove forme di tassazione proporzionale al valore catastale e alla durata della sfittezza.
  • Incentivi per la locazione a canone calmierato e per trasformare gli immobili sfitti in alloggi sociali.
  • Semplificazione delle pratiche di affitto per i proprietari e contrasto alle pratiche abusive come i contratti "fantasma".
L’obiettivo dei vertici europei e dei governi nazionali è portare a una riduzione drastica del numero di case non locate, stimolando l’offerta attraverso strumenti fiscali mirati, minacciando sanzioni mentre si offrono alternative concrete.

Alcuni paesi, come la Francia con la "taxe sur les logements vacants", hanno già da tempo introdotto tasse specifiche sugli immobili sfitti, prevedendo importi che possono raggiungere anche i 4.000 euro l’anno in aree urbane molto richieste. La Spagna, invece, ha previsto aliquote differenziate per le principali città, mentre realtà più piccole sono esentate per promuovere la ripopolazione dei borghi.

L’esperienza accumulata dimostra che la mera imposizione di tasse non basta se non accompagnata da strategie integrate di pianificazione urbanistica, incentivi per la locazione e supporto per la ristrutturazione degli immobili vecchi o inabitabili. Le proposte attualmente al vaglio dell’UE mirano proprio alla creazione di un ambiente normativo equilibrato e armonizzato, capace di bilanciare interessi pubblici e privati, con attenzione alla sostenibilità sociale ed economica di ogni intervento.

Nuove misure in Italia e in Europa: interventi fiscali, errori da evitare e cosa devono fare i proprietari

L’Italia si trova oggi a un bivio sul fronte delle politiche abitative. Dopo anni di discussioni e analisi, il dibattito attorno all’introduzione di una sovratassa nazionale sugli immobili non locati si è fatto più intenso, seguendo la scia di quanto già sperimentato da altri paesi europei.

Le misure ipotizzate prevedono l’applicazione di un prelievo aggiuntivo proporzionale al valore catastale dell’abitazione lasciata vuota, con aliquote crescenti in base alla durata dell’inutilizzo e alla posizione geografica dell’immobile:

  • Zone ad alta tensione abitativa: possibilità di tassazione più elevata, fino a raggiungere importi simili a quelli vigenti in Francia (fino a 4.000 euro/anno nei grandi centri cittadini).
  • Durata delle sfittezza: aliquote incrementali oltre i 6, 12 o 24 mesi consecutivi di non utilizzo.
  • Immobili di pregio e seconde case al mare o in montagna: misure differenziate rispetto alle abitazioni di proprietà di anziani o eredi con basso reddito.
Nel contesto europeo, le azioni dei singoli stati si stanno muovendo verso una maggiore armonizzazione delle regole. Il rischio principale che molti osservatori segnalano riguarda l’adozione di misure punitive senza adeguato supporto agli affittuari e ai proprietari più vulnerabili. Affrontare la sfida significa, quindi, evitare alcuni errori frequenti:
  • Sovrapposizione normativa: troppe leggi locali, regionali e nazionali rischiano di creare confusione e rendere difficilmente applicabili le sanzioni.
  • Mancanza di incentivi alle ristrutturazioni: senza un sostegno economico, molti proprietari di immobili datati non possono permettersi interventi di adeguamento per mettere a norma le unità abitative.
  • Poca chiarezza nei criteri di esenzione: è necessario stabilire modalità trasparenti per esentare chi dimostra difficoltà oggettive o casi particolari come sfratti in corso o permanenza all’estero.
  • Assenza di strumenti di conciliazione: la conflittualità tra inquilini e locatori può aumentare se non affiancata da servizi di mediazione pubblici e accessibili.
Cosa devono fare i proprietari oggi per non esporsi a rischio di sanzioni:
  • Verificare la posizione degli immobili posseduti sulle banche dati comunali e catastali, per evitare irregolarità o aggiornamenti mancanti.
  • Considerare le opportunità offerte dalle locazioni a canone concordato, che beneficiano spesso di agevolazioni fiscali rispetto alle case sfitti.
  • Informarsi sulle possibili esenzioni in caso di immobili oggettivamente non locabili per motivi tecnici, ereditari o sanitari.
  • Valutare le formule di gestione condivisa o l’adesione ai piani di sostegno alla ristrutturazione, anche tramite bandi pubblici o convenzioni comunali.
Per i proprietari che scelgono di non affittare le case e che possiedono più immobili in aree urbane, la prospettiva di un’imposizione fiscale severa è oramai molto concreta. Tuttavia, la sostenibilità di questi interventi, secondo diversi esperti, passa dalla capacità dei governi di integrare strumenti di supporto e informazione per evitare effetti collaterali come l’aumento degli affitti o il trasferimento indiscriminato di proprietà verso grandi investitori.

Il quadro regolamentare europeo suggerisce sempre di bilanciare gli strumenti di pressione con misure di mediazione e incentivi mirati, garantendo una reale funzione sociale dell’abitazione e promuovendo la responsabilità dei singoli proprietari come parte di una strategia più ampia contro la crisi abitativa.

Il messaggio che traspare è quindi chiaro: la tassazione sugli immobili sfitti in Europa rappresenta una delle leve chiave per riportare equilibrio nel sistema abitativo, ma la sua efficacia dipende in modo decisivo dalla capacità delle istituzioni di intervenire in maniera integrata, competente e attenta alle diverse realtà locali.






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Arch. Giuseppe Bergodi

Giuseppe Bergodi è un esperto consulente immobiliare con oltre 35 anni di esperienza nel settore. Laureato in Architettura presso il Politecnico di Milano, ha dedicato la sua carriera alla valutazione e gestione di proprietà residenziali e commerciali. Grazie alla sua profonda conoscenza del mercato immobiliare milanese, offre analisi dettagliate e strategie efficaci per ottimizzare gli investi...