L'Assegno di Inclusione emerge come misura cardine del welfare: analisi delle caratteristiche, distribuzione territoriale e requisiti dei beneficiari secondo INPS, tra nuove sfide normative e dinamiche familiari nel contesto italiano.
L'Assegno di Inclusione (ADI) rappresenta dal 2024 il pilastro principale delle politiche di sostegno al reddito e promozione dell'inclusione in Italia, succedendo al Reddito di Cittadinanza nell'ambito degli interventi di contrasto alla povertà. Introdotta con la legge 85 del 3 luglio 2023 e regolata da successive circolari dell'INPS, la misura mira a offrire un contributo economico a singoli e famiglie che si trovino in condizione di vulnerabilità sociale ed economica. Il nuovo paradigma non si limita a trasferimenti monetari: integra obblighi di attivazione lavorativa e sociale, proponendo percorsi di inclusione gestiti dai Servizi Sociali e dal Sistema Informativo per l'Inclusione Sociale e Lavorativa (SIISL).
La finalità dell'ADI si sostanzia in un approccio multiplo: sostegno economico, accesso a servizi di assistenza e formazione lavorativa, integrazione con politiche attive. Il beneficio, la cui erogazione è subordinata a requisiti anagrafici, reddituali e patrimoniali specifici, è riconosciuto mensilmente attraverso una carta prepagata dedicata. L'innovazione del modello italiano consiste nella stretta correlazione tra il supporto al reddito e i percorsi personalizzati di attivazione, valorizzando la dimensione familiare, la presenza di minori, disabili, over 60 e persone con carichi di cura.
Dall'entrata in vigore, l'analisi condotta dall'INPS evidenzia che tra gennaio 2024 e dicembre 2025 sono stati circa 936mila i nuclei familiari che hanno ricevuto almeno una mensilità dell'ADI, coinvolgendo complessivamente 2,2 milioni di persone. Nello stesso periodo, le famiglie che hanno beneficiato di almeno un pagamento durante il 2025 sono state 833mila, a testimonianza di una platea ampia e variegata.
Il valore medio dell'assegno mensile si è attestato intorno ai 685 euro, con variazioni dovute a incrementi legati a rivalutazioni ISEE e alla riforma delle soglie di accesso avvenuta nel 2025. Il numero medio di componenti per nucleo si aggira sulle 2,4 persone, salendo nelle regioni meridionali a 2,6. Questi dati mostrano la centralità dei nuclei multipersonali, spesso caratterizzati da più generazioni conviventi o da rilevanti esigenze di cura.
L'identikit dei beneficiari evidenzia una netta prevalenza di famiglie vulnerabili: il 38% dei nuclei in pagamento a dicembre 2025 presentava minori; il 40% almeno un disabile; più della metà aveva tra i componenti almeno un over 60. La misura si è mostrata uno strumento essenziale per categorie storicamente escluse dai mercati del lavoro, segnalando la capacità dell'ADI di intercettare il disagio anche tra le famiglie con carichi di cura complessi e situazioni di svantaggio sociale.
Nei nuclei con accesso all'Assegno, emerge spesso una combinazione di fragilità: minori conviventi, disabili, anziani. L'ADI si inserisce così al centro della rete di protezione sociale, garantendo un supporto misurato sulla reale complessità del bisogno domestico.
L'osservatorio INPS mostra che la distribuzione dei percettori dell'ADI segue un pattern territoriale ben preciso. Quasi sette nuclei familiari su dieci tra quelli che hanno ricevuto il beneficio tra il 2024 e il 2025 risiedono nel Mezzogiorno e nelle Isole: si tratta di 630mila nuclei, per un totale di 1,6 milioni di persone.
Nel dettaglio delle regioni:
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Area/Regione |
Nuclei |
Persone |
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Sud e Isole |
630.000 |
1.600.000 |
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Nord |
180.000 |
359.000 |
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Centro |
125.000 |
262.000 |
Questa forte sperequazione regionale conferma il legame tra disagio socio-economico e accesso all'ADI.
L'accesso alla misura è regolato da criteri dettagliati e da un processo di valutazione multidimensionale, aggiornato dalla legge di bilancio 2025. Gli elementi principali riguardano:
L'obiettivo è assicurare che la risorsa pubblica sia destinata a chi ne ha reale necessità, distinguendo fra i diversi livelli di vulnerabilità e promuovendo l'attivazione sociale e l'autonomia economica.
L'Assegno di inclusione raggiunge una pluralità di strutture familiari, intercettando le principali aree di fragilità sociale. Nel dicembre 2025, i dati INPS mostrano che:
L'orientamento è quello di sostenere maggiormente le famiglie numerose e multiproblematiche, evitando il rischio di esclusione dalla rete di protezione sociale statale.
L'importo dell'ADI è calcolato sulla base della situazione economica e familiare, secondo parametri oggettivi e rivalutazioni annuali. Nel 2025, la media mensile è stata di 685 euro, in crescita rispetto agli anni precedenti: rivalutazioni legate a inflazione e incremento delle soglie ISEE hanno portato nel secondo semestre 2025 l'importo medio mensile a 697 euro.
La durata ordinaria della prestazione è prevista per 18 mesi continuativi, con possibilità di proroga annuale subordinata alla verifica dei requisiti e alla partecipazione ai percorsi di attivazione. Dal 2026, la legge di bilancio ha eliminato il cosiddetto mese di pausa tra un ciclo e l'altro, garantendo continuità nell'erogazione. Al rinnovo, la mensilità di passaggio può essere dimezzata, e non è più prevista l'erogazione straordinaria da 500 euro, già sperimentata nel 2025.
Le principali tappe del rinnovo prevedono:
Il SFL si affianca all'ADI nell'architettura delle misure di contrasto alla povertà, rivolgendosi ai soggetti occupabili che si impegnano in percorsi di formazione o riqualificazione professionale. Dal settembre 2023 al dicembre 2025, 228mila persone hanno ricevuto almeno un pagamento legato al SFL.
L'importo mensile è stato innalzato dal governo, raggiungendo i 500 euro dal 2025 (in precedenza 350 euro), con possibilità di fruizione fino a 12 mesi, prorogabili a 24 per chi continua a partecipare a corsi di formazione. L'85% dei beneficiari si concentra nel Mezzogiorno e nelle Isole, a testimonianza della vicinanza tra questa misura e le aree più esposte alla disoccupazione strutturale.
Tra i percettori in pagamento a dicembre 2025, la composizione è la seguente: