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Come cambiano i controlli sugli scontrini e accertamenti fiscali dopo collegamento cassa-pos obbligatorio

di Marianna Quatraro pubblicato il
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Quali controlli fiscali scattano e quando dopo il debutto dell'obbligo di collegamento pos-cassa

Il panorama italiano della fiscalità sta attraversando una profonda trasformazione grazie al collegamento obbligatorio tra i sistemi cassa e POS. Dal 2026, ogni pagamento elettronico dovrà essere associato, in modo trasparente, all’emissione dello scontrino telematico. Questa riforma rappresenta una risposta decisa a richieste di maggiore trasparenza e tracciabilità negli incassi, mirando a ridurre sensibilmente fenomeni di evasione e aumentare la fiducia nel sistema fiscale.

Le novità normative: cosa prevede la legge sul collegamento obbligatorio

La nuova legge approvata impone l’obbligo per tutti gli esercenti tenuti all’emissione di scontrini telematici di registrare digitalmente il collegamento tra POS e registratori di cassa. Questo vincolo interessa chiunque riceva pagamenti elettronici, inclusi commercianti, artigiani e attività di somministrazione al pubblico.

I punti qualificanti della normativa prevedono che:

  • il dispositivo per i pagamenti (POS) debba essere censito e agganciato, tramite procedura digitale, al relativo registratore telematico;
  • la trasmissione dei dati fiscali mantenga integrità e sicurezza, assicurando che le informazioni siano raccolte in modo non modificabile e protetto;
  • il collegamento sia di tipo logico e amministrativo, senza obblighi di cablaggio fisico, sfruttando un servizio dedicato nel portale dell’Agenzia delle Entrate denominato “Gestisci collegamenti”;
  • vengano trasmessi giornalmente i dati aggregati delle transazioni elettroniche, evitando la raccolta di dati personali dei clienti.
Il collegamento tra i pos per il pagamento elettronico e i registratori telematici avviene, secondo le ultime specifiche dell’Agenzia delle Entrate, attraverso:
  • Una procedura online di associazione, accessibile dall’area riservata “Fatture e Corrispettivi”, che consente all’esercente o a un intermediario delegato di collegare ciascun POS attivo al proprio registratore.
  • L’invio aggregato dei dati, in cui il registratore memorizza le operazioni della giornata, includendo l’ammontare complessivo dei pagamenti elettronici.
  • La trasmissione telematica avviene secondo modalità già previste per i corrispettivi giornalieri, senza dati sensibili, limitando la raccolta alle informazioni su importi e modalità di incasso.
Il flusso prevede quindi che, a ogni pagamento digitale, il registratore sia in grado di riscontrare e memorizzare la transazione, per poi comunicarla in maniera automatica e sicura all’Agenzia delle Entrate. Nessun obbligo di aggiornamento hardware o sostituzione dei dispositivi: la soluzione, infatti, è digitale e amministrativa, minimizzando i costi di adeguamento.

Coerenza tra pagamenti elettronici e scontrini: nuovi standard di tracciabilità e controllo

La nuova disciplina introduce un sistema automatico di controllo e verifica incrociata tra importi incassati con strumenti elettronici e le registrazioni fiscali dei corrispettivi. L’obiettivo è rilevare in tempo reale ogni eventuale disallineamento tra quanto incassato tramite POS e la corrispondente certificazione fiscale. Questo meccanismo consente all’Agenzia delle Entrate di effettuare direttamente controlli tempestivi e prevenire eventuali omissioni o errori.

Se dai controlli dovessero risultare irregolarità, il sistema adotterà un approccio graduale. Gli esercenti riceveranno, prima delle sanzioni, una lettera di compliance, per poter correggere eventuali errori o dimenticanze. Tuttavia, la mancata regolarizzazione potrebbe portare a multe pesanti.

Tra i principali vantaggi di questo sistema spiccano:

  • Eliminazione delle discrepanze tra incassi e scontrini emessi, azzerando il rischio di mancata registrazione dei pagamenti digitali;
  • Aggiornamento del tracciato XML dei corrispettivi per accogliere tutte le tipologie di pagamenti e introdurre campi specifici;
  • Garanzia di coerenza e trasparenza, con automatizzazione della chiusura di cassa e facilità di riconciliazione contabile

Procedura pratica: come adeguarsi ai nuovi obblighi per esercenti e attività

Per l’adeguamento ai nuovi obblighi è necessario seguire precisi passaggi, con attenzione alle scadenze e alle procedure operative pubblicate dall’Agenzia delle Entrate. Le fasi principali da seguire sono:
  • Verifica che il registratore telematico sia aggiornato e censito correttamente, in modo da supportare le nuove funzioni di tracciabilità;
  • Controllo della compatibilità dei POS in uso e, qualora necessario, richiedere assistenza tecnica per integrare i dispositivi nella piattaforma digitale;
  • Accesso al portale “Fatture e Corrispettivi”, utilizzando credenziali SPID, CIE o CNS, e avvio della funzione “Gestisci collegamenti” per abbinare ciascun POS a un registratore telematico;
  • Registrazione online del collegamento logico, scegliendo dal servizio gli strumenti già censiti e associando codici identificativi univoci.
Il collegamento dovrà essere completato una sola volta, salvo variazioni (attivazione o cessazione di dispositivi). Nel caso di problematiche tecniche, è consigliabile rivolgersi con anticipo a fornitori e consulenti, così da evitare impedimenti operativi e ritardi.

Soggetti interessati ed esclusioni: chi deve adeguarsi e chi è esente

Il campo di applicazione dell’obbligo di collegamento pos-registratore di cassa è ampio. Devono dotarsi di collegamento logico tutti gli esercenti e attività che rilasciano scontrini telematici e accettano pagamenti elettronici, ovvero:

  • negozianti e operatori al dettaglio;
  • bar e ristoranti;
  • attività artigianali con vendita diretta;
  • venditori ambulanti muniti di registratori RT;
  • tutte le attività di servizi al consumatore finale.
Sono esclusi dall’obbligo coloro i quali non sono soggetti alla certificazione dei corrispettivi, come tabaccai, giornalai, venditori di prodotti agricoli, operatori di telecomunicazioni e trasporto pubblico, nonché chi presta servizi marginali o opera tramite fatture senza scontrino. Tuttavia, in caso di attivazione di una nuova postazione o modifica della configurazione, è necessario aggiornare la registrazione anche se si rientra negli esenti.

Tempistiche di applicazione e periodo transitorio

L’applicazione generalizzata del nuovo obbligo decorre dal 1° gennaio 2026, secondo quanto stabilito dalla normativa e dai provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate. Per agevolare l’adeguamento, la fase di avvio prevede alcune scadenze specifiche:

  • POS già in esercizio: i titolari avranno 45 giorni, dalla data in cui il servizio online sarà reso disponibile (stimata nei primi giorni di marzo), per regolarizzare la posizione;
  • Nuovi POS: per i terminali attivati successivamente, la comunicazione del collegamento dovrà essere effettuata tra il sesto giorno e la fine del secondo mese seguente all’attivazione del dispositivo;
  • Fase pilota: nel corso del 2025 sono state attuate sperimentazioni su gruppi selezionati di esercenti, seguite da estensioni progressive ai vari segmenti di mercato.
Terminato il periodo transitorio, il sistema entrerà a pieno regime, con tutti gli esercenti obbligati a trasmettere le nuove tipologie di dati secondo le procedure aggiornate.

Sanzioni e conseguenze per mancato adeguamento

La disciplina sanzionatoria collegata al nuovo obbligo si caratterizza per severità e proporzionalità, con l’intento di incentivare la conformità. In caso di mancato collegamento tra POS e registratore:

  • Sanzioni amministrative da 1.000 a 4.000 euro per ogni violazione dell’obbligo di associazione digitale;
  • Penalità di 100 euro per ogni trasmissione omessa o irregolare, con un massimo di 1.000 euro per trimestre;
  • Sospensione temporanea della licenza da tre giorni a un mese per recidiva (quattro violazioni in cinque anni);
  • Nei casi di manomissione dei dispositivi, sospensione dell’attività per un periodo esteso da quindici giorni a due mesi.
Le sanzioni si applicano sia alle omissioni di trasmissione che ai ritardi rispetto ai termini previsti. La normativa si distingue anche per la possibilità di sospendere l’attività in presenza di violazioni gravi o reiterate, rafforzando la tutela della regolarità fiscale.

 

 



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