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Dacia Bigster, cosa ne pensa chi guida ogni giorno questo Suv e se vale più di Duster, Sandero, concorrenti

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di Dott. Stefano Gallo pubblicato il
Chi  possiede questo Suv

La Dacia Bigster promette spazio e praticità, ma nella vita di tutti i giorni contano anche ingombri, consumi e prezzo. Ecco come si confronta con Duster, Sandero e le rivali, tra famiglie e pendolari.

La Dacia Bigster Hybrid 155 ha registrato circa 6 l/100 km su un percorso misto, con quattro persone e i bagagli a bordo. È un dato raccolto nell’uso familiare, utile per mettere in rapporto lo spazio offerto dal SUV e la spesa per il carburante. In omologazione il valore WLTP si avvicina ai 5 l/100 km; nella prova, anche a pieno carico, i consumi sono rimasti contenuti. Per chi sta valutando l’acquisto, il punto è capire quanto contino i centimetri e il comfort in più rispetto alla Duster.

Bigster nella vita quotidiana: spazio che si usa

Con i suoi 4,57 metri di lunghezza e un passo di 2,70 metri, la Bigster supera la Duster di 23 centimetri in lunghezza e di 4 centimetri nella distanza fra gli assi. Il vantaggio si nota soprattutto sui sedili posteriori: adulti e ragazzi hanno più spazio per le gambe. Si apprezza anche quando si parte con passeggini, valigie o attrezzatura per le vacanze. L’abitacolo è omologato per cinque persone; la panca posteriore, divisibile nel rapporto 40/20/40, consente di caricare oggetti lunghi lasciando due posti disponibili.

Il bagagliaio cambia a seconda della motorizzazione e raggiunge una capacità massima di 702 litri VDA. Il vano ha una forma regolare, facile da sfruttare, e il doppio fondo permette di sistemare gli oggetti più piccoli. Abbattendo gli schienali, il volume supera i 2.000 litri nella configurazione descritta per il modello. È una risorsa per chi deve trasportare mobili o carichi voluminosi. La soglia di carico, però, è piuttosto alta: sollevare valigie pesanti richiede un po’ di sforzo.

Sulle strade dissestate emergono il comfort delle sedute e la capacità delle sospensioni di assorbire le asperità. La posizione rialzata offre una visuale ampia e rende più agevoli salita e discesa; per chi viaggia dietro ci sono anche le bocchette di ventilazione. Con l’allestimento Journey si trovano il sedile del conducente regolabile elettricamente e il portellone motorizzato, due dotazioni comode nei viaggi frequenti o quando si hanno le mani occupate. La taratura privilegia il comfort: nelle curve affrontate rapidamente il rollio si avverte.

In città e in viaggio: i compromessi degli ingombri

Sterzo leggero, comandi intuitivi ed erogazione progressiva dei motori rendono la Bigster semplice da guidare negli spostamenti quotidiani. Nei percorsi misti la carrozzeria resta composta e la frenata è modulabile. Nel traffico aiuta la posizione di guida alta; durante le manovre torna utile la telecamera posteriore. Le telecamere a 360 gradi fanno invece parte del pacchetto Parking, disponibile a pagamento. La lunghezza di 4,57 metri si fa sentire nei parcheggi stretti e sulle strade anguste, dove serve più attenzione che al volante di Duster o Sandero.

In autostrada, il passo lungo e la seduta confortevole accompagnano bene i trasferimenti. L’insonorizzazione è migliore rispetto alla Duster, anche grazie ai vetri più spessi e al parabrezza acustico. Quando si accelera con decisione, il motore termico si fa sentire di più, soprattutto nelle riprese; sulle versioni a tre cilindri può emergere il timbro caratteristico del propulsore. Fra gli assistenti alla guida ci sono la frenata automatica e il mantenimento della corsia. Il cruise control adattativo varia invece in base a motorizzazione e allestimento.

La plancia punta sulla funzionalità. Al centro c’è uno schermo da 10,1 pollici, affiancato dalla strumentazione digitale, da 7 o 10 pollici secondo la versione. Apple CarPlay e Android Auto funzionano anche senza cavo. Dacia utilizza plastiche rigide e materiali resistenti, con forme curate e inserti colorati: l’abitacolo dà un’impressione concreta. I comandi fisici restano a portata di mano per le funzioni più usate e riducono i passaggi nei menu durante la guida.

Consumi reali e motori: quale scegliere

La gamma comprende motori mild hybrid a benzina, versioni bifuel benzina/GPL e una full hybrid. La Mild Hybrid 140 abbina un tre cilindri turbo 1.2 a un sistema a 48 volt e a un cambio manuale a sei marce. In una prova su strada, una versione mild hybrid a benzina ha percorso circa 12 km/l in città, oltre 18 km/l fuori città e circa 14 km/l in autostrada. Traffico, velocità e stile di guida incidono sui risultati; i valori mostrano quanto il tipo di percorso pesi sui consumi reali di un SUV di queste dimensioni.

La 1.2 GPL mild hybrid dispone di due serbatoi da 50 litri, uno per la benzina e uno per il gas. L’autonomia dichiarata arriva fino a circa 1.450 km complessivi. Il passaggio da un carburante all’altro si gestisce dalla plancia e il serbatoio GPL lascia libero il bagagliaio. Il sistema a 48 volt aiuta nelle partenze e nelle accelerazioni, mentre il risparmio legato al GPL dipende dal costo del rifornimento, dai prezzi locali e dai chilometri percorsi. Per chi macina strada, la doppia alimentazione allunga gli intervalli fra una sosta e l’altra e offre maggiore flessibilità.

La Hybrid 155 automatica combina un quattro cilindri 1.8, due unità elettriche e una batteria da 1,4 kWh, che si ricarica durante la marcia. La batteria recupera energia nelle decelerazioni e, nel traffico, il sistema può procedere spesso in modalità elettrica. Nella prova familiare a pieno carico il consumo si è attestato vicino a 6 l/100 km, a fronte di valori WLTP che, secondo versione e configurazione, possono avvicinarsi ai 5 l/100 km. È la soluzione più immediata per chi vuole il cambio automatico e alterna città e viaggi; in autostrada il vantaggio dell’ibrido tende a ridursi.

Per affrontare fondi difficili sono disponibili configurazioni a trazione integrale: la mild hybrid 140 4x4 e la Hybrid-G 150 4x4, con alimentazione benzina/GPL e motore elettrico posteriore. Hanno una meccanica più complessa e un prezzo superiore. Per un impiego soprattutto urbano o autostradale, la trazione anteriore è più adatta alle esigenze d’uso.

Prezzi e dotazioni: il divario con Duster

Il listino riportato per la gamma Bigster parte da 24.800 euro per la Essential mild hybrid. La full hybrid 155 parte da circa 29.300 euro, mentre le versioni più accessoriate e le varianti GPL o 4x4 salgono ulteriormente: per le configurazioni di vertice sono indicati prezzi fino a circa 31.900 euro. Listini, disponibilità e promozioni possono variare; per fare i conti conta il preventivo completo, non soltanto la rata pubblicizzata.

Essential ed Expression coprono le funzioni essenziali e il comfort di tutti i giorni. Journey aggiunge dotazioni pensate per i viaggi, fra cui, secondo la configurazione, il sedile elettrico e il portellone motorizzato. Extreme si riconosce per i dettagli dedicati e l’impostazione orientata all’uso all’aperto. Salendo di allestimento si possono trovare il climatizzatore bi-zona, la navigazione, la ricarica wireless, l’accesso senza chiave e altri sistemi di assistenza. Nel confronto con Duster conviene quindi considerare motore e dotazioni oltre al prezzo: la Bigster costa di più perché offre più spazio, e la gamma può comprendere equipaggiamenti differenti.

Duster condivide con la Bigster impostazione, stile e parte della meccanica, ma è più corta e più facile da sistemare nei parcheggi. Per una coppia o una famiglia che viaggia con pochi bagagli, la sua abitabilità e il volume di carico possono bastare; si evita così di pagare spazio che resterebbe inutilizzato. La Bigster convince soprattutto quando viaggiano cinque persone, si parte spesso o si trasportano oggetti ingombranti. Sono queste abitudini a rendere tangibile la differenza di prezzo, più dell’aspetto esterno.

Sandero e rivali: quando il SUV grande non serve

La Sandero appartiene a una categoria diversa: è una berlina compatta, con meno spazio per passeggeri e bagagli, una posizione di guida più bassa e dimensioni esterne più contenute. In cambio, richiede una spesa d’acquisto inferiore e si presta meglio agli spostamenti urbani. Per chi viaggia soprattutto da solo o in coppia, non ha bisogno di un grande vano e cerca un’auto facile da parcheggiare, Sandero può essere la scelta più razionale. Le due auto rispondono a esigenze diverse, quindi un confronto diretto su litri e dotazioni va letto tenendo conto della categoria.

Tra i SUV di dimensioni simili alla Bigster ci sono modelli generalisti come Hyundai Tucson, Kia Sportage e Toyota Corolla Cross. Sono alternative da prendere in considerazione per chi dà più peso alle finiture, alle dotazioni, alle motorizzazioni o ai servizi della rete. Prezzi e promozioni dipendono dalla versione e possono salire con gli equipaggiamenti più ricchi. La Bigster si fa notare per il prezzo d’ingresso e per la disponibilità del GPL; un concorrente può essere più adatto a chi cerca una specifica tecnologia ibrida, una qualità percepita diversa o una dotazione di serie più completa. Nel confronto entrano anche garanzia, manutenzione, assicurazione e valore dell’usato, insieme al prezzo di listino.

Il verdetto per famiglie, pendolari e automobilisti urbani

La Bigster ha senso per le famiglie che utilizzano davvero cinque posti, caricano spesso i bagagli e alternano città e viaggi. La Hybrid 155 si rivolge a chi preferisce il cambio automatico e percorre molta strada in ambito urbano; la bifuel è interessante per i chilometraggi elevati e per chi può rifornirsi facilmente di GPL. La mild hybrid manuale, invece, permette di contenere la spesa iniziale e offre una meccanica semplice. Il consumo vicino a 6 l/100 km rilevato con la Hybrid a pieno carico dà un riferimento concreto per l’uso familiare, da rapportare ai propri percorsi.

Duster è sufficiente quando lo spazio aggiuntivo serve di rado e contano dimensioni più facili da gestire. Sandero risponde meglio a chi mette al primo posto prezzo e maneggevolezza in città, mentre un SUV concorrente può attirare chi cerca finiture, dotazioni specifiche o una tecnologia particolare. La Bigster vale la differenza quando il suo volume si usa ogni settimana. Se sedili posteriori e bagagliaio restano spesso vuoti, una Dacia più piccola lascia più margine nel bilancio e copre comunque le necessità quotidiane.






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Dott. Stefano Gallo

Stefano Gallo (nato nel 1978 a Torino) è un esperto di automotive con oltre 20 anni di esperienza nel settore, riconosciuto per la sua competenza tecnica e la capacità di analizzare in modo chiaro e approfondito le evoluzioni del mondo dell’auto.

Laureato in Ingegneria Meccanica con specializzazione in veicoli a motore presso il Politecnico di Torino, Stefano ha iniziato la sua carrie...