Dal 2006 il tuo sito imparziale su Lavoro, Fisco, Investimenti, Pensioni, Aziende ed Auto

Etf, le prospettive per il 2026 e i migliori da comprare in base all'analisi di banche, analisti e società di investimento

di Marcello Tansini pubblicato il
Banch e analisti su Etf

Le prospettive degli ETF per il 2026 vengono esplorate attraverso analisi approfondite di banche e specialisti. Dalle tendenze dei mercati globali ai settori innovativi, fino ai criteri di selezione.

Gli Exchange-Traded Funds stanno vivendo una nuova fase di interesse nel 2026, riflettendo i cambiamenti strutturali dei mercati finanziari e la domanda crescente di soluzioni efficienti e diversificate da parte degli investitori. La rapida evoluzione delle economie sviluppate ed emergenti ha portato banche globali come JPMorgan e Deutsche Bank, insieme agli analisti di Morningstar e alle società di investimento come BlackRock e Amundi, a ridefinire i criteri di analisi e selezione degli ETF.

Secondo Paolo Cappelli, Senior ETF Strategist in UniCredit, la crescita del mercato europeo degli ETF «è guidata da richieste di prodotti trasparenti, liquidità elevata e temi d'investimento innovativi». Queste indicazioni sono state confermate nelle recenti pubblicazioni di Morningstar e JustETF, che sottolineano il ruolo chiave delle analisi basate sui dati e sulle tendenze macroeconomiche.

Nel panorama attuale, la valutazione sui migliori strumenti del 2026 emerge non solo dalle performance passate ma anche dalla capacità delle case di gestione di adeguarsi a scenari di incertezza e di proteggere i portafogli degli investitori. Le scelte vengono supportate da metodologie oggettive, ranking e parametri consolidati dalle principali fonti indipendenti. In questo contesto, le decisioni degli investitori trovano solido fondamento nell'expertise di analisti e nella credibilità delle grandi società internazionali.

Quali settori guideranno la crescita degli ETF

Lo sviluppo degli ETF nel 2026 si lega strettamente alle dinamiche economiche globali e ai principali macrotrend. Gli analisti di HSBC Global Asset Management e di BlackRock sottolineano che le maggiori opportunità arrivano da settori ad alto potenziale di espansione:

  • Tecnologia e Intelligenza Artificiale: Il segmento rimane trainante a livello mondiale, con il ruolo decisivo dei semiconduttori. Gli ETF legati a questi settori beneficiano della diffusione di applicazioni IA in sanità, industria e servizi finanziari, secondo le analisi di Federico Pini, Chief Investment Officer di AllianzGI Italy.
  • Difesa e sicurezza informatica: Il perdurare di tensioni geopolitiche e la necessità di innovazione militare spingono gli investimenti in aziende del comparto, con ETF dedicati seguiti attentamente da Crédit Agricole e Morgan Stanley.
  • Acqua e sostenibilità: Le soluzioni per la gestione delle risorse idriche attirano capitali grazie a trend globali legati alla scarsità idrica. Il team ESG di BNP Paribas AM individua questi strumenti come componente essenziale per i portafogli tematici.
  • Oro e materie prime: In contesti di inflazione persistente o incertezza, gli ETF su materie prime e produttori di oro sono valorizzati da analisti di State Street e SocGen per il ruolo di copertura dal rischio sistemico.
  • Blockchain e innovazioni digitali: L'interesse per applicazioni decentralizzate, tokenizzazione e monete digitali spinge ETF come VanEck Crypto and Blockchain, osservati da protagonisti quali Amundi e JustETF.
  • Mercati emergenti: Il focus è su ETF con esposizione ad Asia, America Latina e Africa, settori con governance e struttura solidi. Secondo Simon Frigerio, responsabile ETF Research di Eurizon, «questi mercati rappresentano un driver di alfa potenziale ma richiedono attenzione su volatilità e rischio paese».
L'innovazione di prodotto e la maggior attenzione ai fattori ESG proseguono nel favorire la crescita degli ETF a livello globale: i team di ricerca delle maggiori banche concordano sulla necessità di diversificare utilizzando strumenti core e tematici, calibrando il peso dei settori in base agli obiettivi e al profilo dell'investitore.

Criteri di banche e analisti per selezionare i migliori ETF

La scelta degli ETF avviene tramite una metodologia strutturata e oggettiva, condivisa da banche e case di consulenza per assicurare sicurezza e trasparenza. Antonio Borsa, responsabile ETF selection Banca Sella, espone in una recente intervista i principali filtri utilizzati:

  • Dimensione e liquidità: preferenza per ETF con patrimonio gestito superiore ai 50 milioni di euro e alto volume di scambi, per ridurre rischio di illiquidità.
  • Costi di gestione: analisi dei Total Expense Ratio (TER) e attenzione ad eventuali costi nascosti, con verifica di trasparenza nei prospetti informativi.
  • Metodologia di replica: valutazione tra replica fisica e sintetica e rischio di controparte. Le società favoriscono ETF fisici per trasparenza mentre quelli sintetici sono scelti in casi specifici di efficienza fiscale.
  • Performance storica e tracking error: attenzione alla stabilità dei rendimenti su orizzonti pluriennali e alla capacità dell'ETF di replicare fedelmente l'indice di riferimento.
  • Diversificazione interna: valutazione della composizione geografica, settoriale e dell'esposizione a singoli emittenti. Le banche prediligono strumenti ampiamente diversificati per il core del portafoglio.
  • Reputazione dell'emittente: selezione di provider solidi (BlackRock, Amundi, Vanguard, Xtrackers) con rating positivi da parte di società di rating indipendenti come Morningstar.
  • Profilo di rischio: classificazione degli ETF in core, satellite e tematici, secondo parametri predefiniti e allineati agli obiettivi e all'orizzonte temporale del cliente.
Il processo decisionale si conclude con audit e verifiche periodiche, integrando i dati provenienti da fornitori certificati e benchmark di settore. Le metodologie condivise e l'attenzione ai parametri oggettivi sono una garanzia per l'investitore privato, afferma Stefania Visconti, Senior Analyst ETF Research BNP Paribas.

I migliori ETF da comprare per il 2026 secondo le analisi

Le raccomandazioni delle maggiori case di investimento e degli analisti per il 2026 convergono su una rosa di ETF che rispondono a esigenze diverse di crescita e protezione. Le scelte evidenziano l'importanza di un portafoglio bilanciato e multi-tematico, che abbraccia:

  • VanEck Defense UCITS ETF A: selezionato da analisti di HSBC e citato da Simone Rasetti (portfolio specialist) per la solidità delle aziende difensive internazionali.
  • Xtrackers Artificial Intelligence & Big Data UCITS ETF: individuato da team di ricerca Morgan Stanley e Amundi, offre esposizione a società tech innovative e IA.
  • iShares Global Water UCITS ETF: consigliato da BNP Paribas AM per la crescente domanda mondiale di infrastrutture idriche.
  • iShares Gold Producers UCITS ETF: suggerito dagli strategist di State Street Global Advisors per diversificare e proteggersi dall'inflazione.
  • VanEck Semiconductor UCITS ETF: proposto dai research team di J.P. Morgan e BlackRock per cavalcare il ciclo di crescita dell'industria dei microchip.
  • VanEck Crypto and Blockchain Innovators UCITS ETF: selezionato per l'innovazione digitale secondo i ranking periodici di JustETF e XTB.
Questi ETF soddisfano requisiti di trasparenza, liquidità e diversificazione. Il focus sulla crescita del 2026 emerge anche nei commenti di Laura Ferri (head of product selection Lemanik), che sottolinea l'importanza di calibrare il peso di ciascun ETF nel portafoglio, ponderando volatilità e risk exposure.

ETF Difesa: focus su VanEck Defense UCITS ETF A e analisi delle società principali secondo le banche internazionali

Il VanEck Defense UCITS ETF A ha visto una forte crescita grazie all'aumento della spesa militare a livello globale, guidato dai principali trend geopolitici. Questo ETF replica l'indice MarketVector Global Defense Industry e offre esposizione a leader del settore quali Palantir Technologies, RTX Corporation e Leonardo S.p.A., secondo le analisi di Simone Rasetti, portfolio specialist presso HSBC AM.

L'asset allocation di questo prodotto mostra una concentrazione significativa negli Stati Uniti (quasi 50%), ma con una presenza rilevante anche di società europee come Leonardo e BAE Systems. Le analisi di Morgan Stanley evidenziano il potenziale di resilienza di questo comparto, sottolineando come la domanda difensiva rimanga sostenuta anche in contesti economici incerti.

Dal punto di vista della gestione del rischio, banche come Société Générale suggeriscono di utilizzare l'ETF nel segmento «satellite» piuttosto che core, a causa dell'elevata volatilità tipica del settore difesa.

ETF Tecnologia e Intelligenza Artificiale: performance, opportunità e analisi di Xtrackers Artificial Intelligence & Big Data

L'Xtrackers Artificial Intelligence & Big Data UCITS ETF è stato identificato da Amundi e Morgan Stanley come lo strumento di riferimento per investire sull'espansione della IA. Il fondo offre una diversificazione su più di cento aziende, privilegiando realtà leader quali Alphabet, Oracle, Apple e Nvidia. Secondo Mario Loforte, analista senior presso Amundi, la domanda di soluzioni basate su IA e Big Data è in forte crescita in settori come sanità, industria 4.0 e finanza.

Il prodotto presenta una predominanza di titoli statunitensi ma mantiene un equilibrio grazie all'inclusione di compagnie asiatiche ed europee, riducendo così il rischio legato a individui mercati regionali. Le performance annuali hanno mostrato resilienza anche in fasi di volatilità, con rendimenti a doppia cifra negli ultimi anni.

ETF Oro e materie prime: le strategie di banche e investitori per il 2026

Nel 2026, iShares Gold Producers UCITS ETF rappresenta una delle principali scelte per gli investitori che cercano una copertura dall'inflazione e dalla volatilità dei mercati. Lo strumento è fortemente consigliato dagli strategist di State Street e SocGen: la sua replica di società attive nella produzione aurifera - tra cui Agnico Eagle Mines e Newmont - garantisce diversificazione rispetto all'andamento dell'oro fisico.

Secondo il parere di Andrea Borghi, Head of Commodity ETF Research SocGen, l'inclusione di ETF sui produttori di materie prime, accanto a strumenti sul metallo fisico, amplifica le possibilità di performance e assicura una minore correlazione rispetto ai principali indici azionari. Tali posizionamenti risultano particolarmente efficaci se usati come strumento satellite nei portafogli multi-asset.

ETF Acqua e semiconduttori: prospettive innovative per diversificare il portafoglio

L'ETF iShares Global Water rappresenta una risposta concreta alle esigenze di investimento ESG, offrendo esposizione alle maggiori aziende mondiali attive nel trattamento e nella distribuzione idrica. BNP Paribas AM evidenzia come questo settore sia destinato a una crescita sostenuta favorito da trend demografici e climatici.

Per i semiconduttori, il VanEck Semiconductor UCITS ETF è suggerito dai research team di BlackRock anche come strumento di diversificazione e crescita. Aziende chiave: AMD, ASML, Taiwan Semiconductor e NVIDIA. Il segmento beneficia delle trasformazioni in atto - cloud, auto elettriche, IA - con analisi di scenario che mantengono positivo l'outlook triennale, come sottolineato dal team ETF di Deutsche Bank.

ETF Core, satellite e tematici: come costruire un portafoglio bilanciato per il 2026

La costruzione di un portafoglio solido per il 2026 richiede una struttura «core-satellite», secondo i modelli di asset allocation di BlackRock e di Morningstar:

  • Core: strumenti azionari globali come iShares Core MSCI World UCITS ETF, a bassa volatilità e costi contenuti, formano la base del portafoglio.
  • Satellite: ETF su settori, regioni o tematici (difesa, acqua, semiconduttori, innovazione digitale), destinati a massimizzare il rendimento e intercettare trend specifici.
  • Componenti obbligazionari e a breve termine: strumenti short-term bond ed ETF inflation-linked aumentano la protezione dal rischio mercato, secondo le strategie di Amundi e AllianzGI.
Antonella Rosina, Chief Asset Allocation Strategist Intesa Sanpaolo, insiste sulla necessità di «limitare la quota satellite al 20% del portafoglio per contenere la volatilità e mantenere l'equilibrio». I fattori da considerare comprendono orizzonte temporale, obiettivi di rendimento e tolleranza al rischio, specificando regole di ribilanciamento annuale.

Tassazione, costi e rischi degli ETF: cosa sapere per investire in Italia

Chi investe con strumenti quotati deve conoscere i regimi fiscali applicabili. In Italia gli ETF sono soggetti a:

  • Imposta sostitutiva del 26%: su redditi di capitale e plusvalenze, secondo D.L. n. 66/2014.
  • Aliquota ridotta (12,5%) per ETF legati a titoli di Stato europei.
  • Ritenute estere per ETF domiciliati fuori dall'Italia, con eventuale credito di imposta possibile.
I costi principali sono rappresentati dal TER (Total Expense Ratio), con valori medi tra 0,15% e 0,65%. Bisogna monitorare spread bid-ask e costi di negoziazione del broker scelto.

I principali rischi sono rischi di mercato, di liquidità (nei prodotti meno scambiati) e tracking error; il rischio valuta è rilevante su ETF non coperti (hedged).



Leggi anche