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Caregiver e legge 104: nuovo contributo di 5mila euro dal Molise che affianca altre regioni in attesa del nazionale

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di Dott. Giovanni Matano pubblicato il

La Regione Molise riconosce 5mila euro ai caregiver familiari disoccupati o inoccupati. Requisiti, ISEE e condizioni per averli: tutte le novità.

La Regione Molise compie un passo che il Parlamento italiano discute da anni senza essere ancora arrivato a una sintesi definitiva: riconoscere concretamente il lavoro di cura svolto ogni giorno dai familiari che assistono una persona non autosufficiente. Il Consiglio regionale ha approvato una legge sul riconoscimento e la valorizzazione del caregiver familiare, anticipando di fatto la normativa nazionale, e ha previsto un contributo di 5mila euro per chi si trova in una specifica condizione di fragilità economica e lavorativa.

Una misura che riguarda da vicino migliaia di famiglie, soprattutto quelle in cui figli e nipoti si fanno carico dell’assistenza di genitori e nonni titolari di legge 104, spesso rinunciando al lavoro, alla carriera e a una vita sociale.

Chi è il caregiver familiare e perché serve una tutela

Il caregiver familiare è la persona che presta assistenza gratuita e continuativa a un congiunto non autosufficiente, malato cronico o con disabilità grave. Non è un professionista e non riceve una retribuzione: la sua attività nasce dal legame affettivo e dalla necessità, in un sistema in cui i servizi pubblici non sempre riescono a coprire l’intero fabbisogno assistenziale.

Secondo le stime più diffuse, in Italia i caregiver familiari sono milioni, e la maggior parte sono donne. Molti di loro lasciano il lavoro o riducono l’orario per dedicarsi alla cura, con conseguenze pesanti sul reddito, sui contributi previdenziali e sulla salute psicofisica. Per anni questa figura è rimasta priva di un riconoscimento giuridico organico, nonostante il ruolo decisivo che svolge nel welfare di prossimità.

Le norme esistenti, a partire dalla legge 104 del 1992, prevedono permessi retribuiti e altre agevolazioni, ma non hanno mai disegnato uno statuto completo del caregiver. È in questo vuoto che si inseriscono le iniziative regionali, e il Molise ha scelto di muoversi per primo con un intervento economico diretto.

La legge del Molise: cosa prevede e a chi spetta il controbuto da 5mila euro

La legge regionale approvata dal Consiglio regionale del Molise punta a riconoscere e valorizzare il caregiver familiare, stabilendo un quadro di principi e di interventi a suo sostegno. Il provvedimento arriva in anticipo rispetto alla legislazione nazionale, ancora in fase di definizione, e rappresenta un segnale politico oltre che pratico.

Il cuore operativo della misura è il contributo economico di 5mila euro, destinato ai caregiver che rispondono a precisi requisiti, in attesa della riforma della 104 al via da gennaio 2027 e relative novità nazionali per tuttiNon si tratta quindi di un sostegno universale, ma di un aiuto mirato a chi, per effetto dell’impegno assistenziale, si trova in una situazione di maggiore difficoltà economica.

Il bonus è pensato per i caregiver familiari residenti in Molise che soddisfano contemporaneamente alcune condizioni, che sono:

  • Avere la residenza nella regione: Il beneficiario deve essere residente in Molise. Il contributo è infatti finanziato con risorse regionali e rivolto alla comunità locale.
  • Assistenza gratuita e continuativa: Il caregiver deve svolgere un’attività di assistenza gratuita e continuativa a favore di un familiare. Il requisito della continuità è fondamentale: l’aiuto occasionale non basta, serve un impegno stabile e quotidiano nella cura della persona assistita.
  • Inserimento in un Piano assistenziale individuale: L’attività di cura deve rientrare in un Piano assistenziale individuale (PAI). Si tratta del documento che definisce gli interventi e i servizi a favore della persona non autosufficiente, predisposto dai servizi sociosanitari del territorio. La presenza del PAI serve a certificare in modo ufficiale la situazione assistenziale e il ruolo del caregiver al suo interno.
  • Disoccupazione o inoccupazione: Il caregiver deve trovarsi in condizione di disoccupazione o inoccupazione. È uno dei criteri più significativi, perché la misura intende sostenere chi, proprio a causa dell’impegno di cura, non riesce a lavorare o ha perso l’occupazione. Il contributo diventa così una forma di riconoscimento economico del lavoro di cura e di sostegno al reddito per chi non ha altre entrate da lavoro.

Il ruolo dell’ISEE e degli altri requisiti del bando

Le domande non saranno accolte in modo automatico. Saranno valutate sulla base dell’ISEE e degli altri requisiti previsti dal bando, che definirà nel dettaglio criteri, punteggi e modalità di accesso.

L’ISEE, l’indicatore della situazione economica equivalente, consente di misurare la condizione patrimoniale e reddituale del nucleo familiare. Utilizzarlo come parametro di selezione significa orientare le risorse verso chi ne ha più bisogno, secondo un principio di equità. Chi ha un ISEE più basso potrà quindi avere maggiori possibilità di ottenere il contributo, nei limiti delle risorse stanziate.

Per i potenziali richiedenti è utile aggiornare per tempo la DSU (Dichiarazione sostitutiva unica) e verificare di avere a disposizione un ISEE in corso di validità, in modo da non perdere tempo quando il bando sarà pubblicato.

Figli e nipoti caregiver: perché la misura li riguarda da vicino

Il titolo della notizia richiama in modo particolare figli e nipoti, categorie che rappresentano una quota importante dei caregiver familiari. Sono spesso persone in età lavorativa che si trovano a gestire l’assistenza di un genitore anziano o di un nonno con legge 104, a volte in assenza di altre figure di supporto.

Nei piccoli centri, come tanti di quelli molisani, la rete dei servizi può essere meno capillare e la cura ricade ancora più pesantemente sulla famiglia. In questo contesto, un contributo di 5mila euro non risolve ogni difficoltà, ma rappresenta un aiuto concreto e un segno di attenzione verso chi spesso lavora nell’ombra.

Resta importante ricordare che la legge 104 riconosce alla persona con disabilità grave una serie di tutele, tra cui i permessi per i familiari che lavorano. Il contributo molisano si rivolge invece a chi un lavoro non ce l’ha, completando in qualche modo il quadro delle misure disponibili.

Una legge che anticipa quella nazionale

L’aspetto più rilevante dal punto di vista politico è che il Molise si muove prima dello Stato. Da tempo il Parlamento discute di un disegno di legge nazionale sul caregiver familiare, con l’obiettivo di definire una figura giuridica, tutele previdenziali, diritti e sostegni economici omogenei su tutto il territorio, come il bonus fino a 400 euro al mese.

In attesa di una cornice unitaria, diverse regioni hanno scelto di intervenire con norme proprie. Il Molise si inserisce in questo filone, dimostrando che è possibile passare dalle dichiarazioni di principio ai fatti, anche se su scala regionale e con risorse limitate.

Un’eventuale legge nazionale potrebbe in futuro armonizzare le diverse esperienze, ma l’iniziativa molisana ha il merito di aprire la strada e di fornire un modello applicativo da cui trarre indicazioni utili, in particolare sui criteri di accesso e sull’efficacia del sostegno.

Contributi per i caregiver nelle altre regioni: cosa esiste già

Il Molise non è l’unica regione a sostenere economicamente chi assiste un familiare, ma la misura molisana ha una caratteristica particolare: il contributo di 5 mila euro all’anno è riservato ai caregiver in stato di disoccupazione o inoccupazione, con una graduatoria costruita sull’ISEE sociosanitario. Altrove esistono assegni e fondi, ma con logiche, importi e platee molto diverse. 

Lombardia: contributi mensili legati al bisogno assistenziale

In Lombardia non c’è un bonus una tantum paragonabile, ma un sistema di sostegni mensili. La nuova programmazione del Fondo per la Non Autosufficienza 2026 2028 sostituisce le Misure B1 e B2 con la Misura Sostegno e la Misura Servizi, e la prima prevede, tra le altre cose, un contributo per il caregiver familiare. Secondo il volantino regionale, il contributo mensile per il caregiver va da 100 a 900 euro in base al bisogno assistenziale rilevato, mentre le domande per le nuove attivazioni si presentano dal 22 giugno al 31 ottobre 2026.

La differenza di impostazione è netta: in Lombardia il criterio è la gravità della disabilità della persona assistita, non la condizione occupazionale del caregiver. Va ricordato anche che negli anni scorsi la regione è stata al centro di una polemica sulla riduzione dei contributi monetari ai caregiver, che secondo Aisla avrebbe fatto scendere da 650 a 400 euro mensili il sussidio per circa 3mila persone, con successive correzioni. 

Friuli Venezia Giulia: 300 euro al mese per un anno

Il Friuli Venezia Giulia ha una legge regionale dedicata, la n. 8 del 2023, e un fondo specifico. Il contributo è di 300 euro mensili per un massimo di 12 mesi, quindi fino a 3.600 euro complessivi, destinato a caregiver residenti che assistono a domicilio persone residenti in regione. Nei bandi territoriali del 2023 e 2024 la soglia di ammissibilità era un ISEE del nucleo del caregiver pari a 30.000 euro, mentre non possono accedere i soggetti che ne hanno già beneficiato nelle tornate precedenti. Rispetto al Molise, quindi, l’importo annuo è più basso e non è condizionato allo stato di disoccupazione. 

Trentino: assegno di cura alla persona assistita

Il Trentino segue un’altra strada. Secondo un report istituzionale sulle politiche regionali, la Provincia autonoma di Trento non dispone di una legge provinciale specifica per i caregiver, ma riconosce la figura attraverso l’assegno di cura previsto dalla legge provinciale 15 del 2012. Si tratta di un contributo economico integrativo dell’indennità di accompagnamento, che dipende dal grado di non autosufficienza e dalla condizione economica familiare (ICEF). In pratica il beneficiario è la persona non autosufficiente, non il caregiver come individuo. Più di recente l’assessore provinciale ha annunciato una nuova impostazione dell’Assegno Unico Provinciale, con servizi accanto al contributo economico, ma senza che emerga una misura simile a quella molisana. 

Altre regioni: Lazio, Emilia Romagna e proposte in cammino

Tra le regioni che hanno già legiferato spicca il Lazio, che ha approvato una legge sui caregiver con 15 milioni di euro stanziati per il triennio 2024 2026. L’Emilia Romagna ha una legge del 2014 e, con la legge del 2024, ha creato un fondo regionale che per la prima volta viene alimentato con 3 milioni di risorse proprie, a cui si sommano 2,3 milioni di fondi nazionali. 

Sul fronte delle regioni che stanno muovendosi, in Campania è depositata una proposta di legge che istituisce un Fondo regionale per il sostegno del caregiver familiare, mentre in Calabria è all’esame del Consiglio una proposta di legge sul riconoscimento e il sostegno del caregiver familiare. Non risultano invece annunci recenti, da fonti verificabili, di una misura analoga al bonus molisano in Lombardia, Trentino o Friuli: le tre realtà proseguono con i propri strumenti già in vigore.






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Dott. Giovanni Matano

Il Dott. Giovanni Matano è un esperto di fiscalità pratica e consulente fiscale con oltre 15 anni di esperienza nel settore. Laureato in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi di Milano, ha dedicato la sua carriera a supportare piccole e medie imprese nella pianificazione fiscale e nell'ottimizzazione delle agevolazioni fiscali. La sua competenza si estende anche ...