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Hvo costa molto meno di diesel e benzina e sono oltre 1500 i distributori che lo hanno: mappa aggiornata e auto compatibili

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di Alberto Pelletti pubblicato il

L'HVO si sta affermando come carburante alternativo sempre più diffuso e conveniente: dalle sue peculiarità rispetto a diesel e biodiesel, alle informazioni su costi, diffusione dei distributori.

L'Hydrotreated Vegetable Oil, noto anche come HVO, si distingue come uno dei biocarburanti di seconda generazione più avanzati oggi disponibili. Questa soluzione risponde alla crescente domanda di carburanti sostenibili e rappresenta una valida alternativa al diesel fossile. L'origine dell'HVO risiede nella lavorazione di oli vegetali esausti, grassi animali recuperati e scarti alimentari o industriali.

La principale differenza rispetto al biodiesel tradizionale (FAME) risiede nel processo produttivo: mentre il FAME viene ottenuto tramite transesterificazione, l'HVO subisce un processo di idrotrattamento con idrogeno, generando un prodotto senza ossigeno e aromatici, molto più stabile.

L'HVO rientra nella normativa EN 15940 come carburante paraffinico sintetico. Gli standard, tra cui densità, numero di cetano e contenuto di zolfo, garantiscono performance assimilabili a quelle del diesel convenzionale. Questo carburante drop-in può essere impiegato nei motori diesel di ultima generazione senza necessità di modifiche particolari.

Come si produce l'HVO: vantaggi ambientali e tecnologici

La produzione di HVO parte dalla selezione di materie prime rinnovabili: oli di frittura esausti, scarti di grassi animali e sottoprodotti della filiera agricola e alimentare. Gli oli vengono sottoposti a idrotrattamento, ovvero una reazione con idrogeno ad alta pressione e temperatura, superando i 300°C. Questo processo si articola in due fasi: saturazione con idrogeno (rimozione dell'ossigeno e dei legami insaturi) e isomerizzazione per ottenere idrocarburi paraffinici stabili e performanti.

L'impatto ambientale del percorso produttivo dell'HVO è di grande rilievo. Utilizzando prevalentemente scarti e residui, la sostenibilità complessiva risulta aumentata: vengono limitati il consumo di suolo e il conflitto con colture alimentari, con ricadute positive sul bilancio globale di CO2. L'HVO consente un abbattimento delle emissioni di CO2 fino al 90% rispetto al diesel fossile lungo tutto il ciclo vita, favorendo la transizione verso una mobilità più pulita.

Dai risultati di laboratorio e sul campo risultano evidenti anche i vantaggi tecnologici dell'HVO: elevato numero di cetano (oltre 70), assenza di aromatici, maggiore stabilità chimica e di stoccaggio, ottime prestazioni a basse temperature (il CFPP può scendere a -30°C/-50°C), oltre a un comportamento alla combustione estremamente pulito, ideale per motori Diesel Euro 5 e Euro 6.

Compatibilità delle auto e motori con il Diesel HVO

La verifica della compatibilità tra veicoli diesel e HVO rappresenta un passaggio cruciale per automobilisti e flotte. La norma EN 15940 individua l'HVO come carburante paraffinico idoneo all'uso nei veicoli progettati o omologati per questo standard: basta controllare la presenza della sigla XTL sullo sportellino carburante o nel manuale di uso e manutenzione:

  • Tutti i motori Euro 6 delle principali case automobilistiche, tra cui Stellantis, BMW, Mercedes-Benz (nuove generazioni), Volkswagen, Audi, Skoda, Seat, Mini, Volvo, risultano in larga parte omologati per l'uso di HVO, soprattutto se prodotti dal 2017/2020 in poi.
  • Alcune case, come Stellantis, hanno dichiarato la piena retrocompatibilità per i motori 1.3, 1.6 e 2.3 MultiJet di Fiat, Jeep, Alfa Romeo, Lancia, estendendo l'idoneità anche a modelli prodotti dal 2016/2017, non sempre provvisti di etichetta XTL.
  • Gruppi come Volkswagen e Audi collegano la compatibilità a precisi lotti di produzione: per i 4 cilindri TDI l'approvazione parte dalla settimana 25 del 2021, mentre per i V6 Audi sono richiesti modelli prodotti dopo febbraio 2022. Analoghe regole si applicano a Skoda, Seat, Cupra e specifici modelli di Touareg.
  • BMW ha scelto una validazione per piattaforme: i motori B37, B47, B57 sono ufficialmente idonei dal 2020, con uso diffuso anche su vetture prodotte negli anni precedenti, pur con le dovute cautele normative.
  • Mercedes-Benz approva senza riserve l'uso dell'HVO su motori OM 654 e OM 656, sconsigliandolo però sui propulsori di generazione più datata (OM 642, OM 651) privi di certificazione specifica.
  • Toyota ha omologato per HVO100 solo i veicoli diesel prodotti dal 2023, dopo aver modificato il sistema di iniezione.
  • Porsche non dichiara compatibilità ufficiale, malgrado la parentela dei motori con altre case.
  • Volvo, pioniera scandinava, approva tutti i modelli Euro 6 basati su piattaforma SPA/CMA dal 2015.
La verifica pratica richiede un controllo sull'auto:
  • Adesivo XTL all'interno dello sportellino carburante
  • Informazione nel manuale o sul portale ufficiale del produttore
La presenza dell'etichetta XTL, anche su distributori, rappresenta la garanzia fornita dal costruttore e dal gestore dell'impianto. In caso di dubbi, il canale ufficiale dell'assistenza con targa o VIN è la risorsa definitiva per chiarire la compatibilità senza rischiare sulla garanzia.

Mappa aggiornata dei distributori HVO in Italia

Negli ultimi mesi, oltre 2000 stazioni di servizio offrono HVO su territorio italiano. La distribuzione si concentra principalmente presso reti come ENI (sotto il marchio HVOlution in circa 1500 stazioni) e Q8 (HVO+ in circa 500 stazioni), oltre a operatori come Socogas, Retitalia e Costantin, con stazioni prevalentemente nel Nord Italia (Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna). Per individuare i distributori compatibili, è consigliabile:

  • Utilizzare strumenti come Eni Station Finder e i siti web dei principali distributori, selezionando il filtro per carburanti paraffinici (HVO/XTL/HVOlution).
  • Verificare la presenza del simbolo XTL o delle diciture Diesel rinnovabile, HVO100, HVO+, Senza Olio di Palma sugli impianti.
  • L'identificazione visiva può avvenire anche tramite il colore delle pistole (spesso blu, verde scuro o grigio), ma la normativa EN 16942 richiede obbligatoriamente la presenza di una chiara etichetta XTL sia sulla pompa che sul serbatoio dei veicoli compatibili.
La presenza diffusa di questi distributori ha abilitato un accesso capillare all'HVO, permettendo l'approvvigionamento sia nelle grandi città sia lungo le principali direttrici autostradali. L'infrastruttura, supportata anche da reti indipendenti, è in costante espansione, con aggiornamenti frequenti delle mappe digitali e delle liste ufficiali dei punti vendita.

Pro e contro dell'HVO per l'automobilista privato e aziendale

L'adozione dell'HVO si traduce per utenti privati e aziende in una serie di vantaggi e alcune considerazioni da valutare:

  • Emissioni ridotte: Sostanziale abbattimento delle emissioni di CO2, particolato fine e altri inquinanti nocivi.
  • Compatibilità drop-in: Nessuna modifica necessaria ai motori Diesel ìì omologati EN 15940.
  • Minori costi di manutenzione: Il motore resta più pulito, con minori residui su EGR e filtro antiparticolato.
  • Migliore risposta a freddo: Accensioni più rapide e minore rumorosità, soprattutto in clima invernale.
  • Disponibilità crescente: Ampia presenza di distributori, soprattutto presso i principali operatori italiani.
Gli svantaggi principali sono:
  • Leggera perdita di potenza teorica (1-2%) per la densità leggermente inferiore rispetto al gasolio fossile.
  • Costo potenzialmente più elevato al litro rispetto al diesel, a seconda delle politiche promozionali e delle fluttuazioni di mercato.
  • Compatibilità non sempre garantita nei motori diesel meno recenti o privi di esplicita omologazione EN 15940/XTL.
  • Ruolo transitorio: Non sostituisce il percorso verso l'elettrificazione, ma rappresenta una soluzione sostenibile per la fase attuale.

Sicurezza, miscelazione, additivi e garanzia

L'introduzione dell'HVO si inserisce nei più ampi scenari di transizione energetica europea e italiana. Dal 2021 la normativa EN 15940 regolamenta la diffusione e l'etichettatura dei carburanti paraffinici. Grazie a una filiera tracciata e all'impiego di materie prime rinnovabili, l'HVO è riconosciuto come biocarburante avanzato in ambito UE:
  • Le politiche fiscali in Italia non prevedono (ad oggi) una riduzione specifica delle accise, diversamente da quanto accade in altri Paesi europei, ma sono in atto proposte legislative per favorire l'impiego dell'HVO e premiare chi utilizza carburanti sostenibili.
  • Il bando all'immatricolazione di veicoli endotermici dal 2035 pone l'HVO come soluzione ponte verso l'abbattimento delle emissioni.
  • Le case automobilistiche stanno ampliando la validazione retroattiva a modelli prodotti nella decade precedente, stimolando così il rinnovo efficiente del parco circolante.
  • Si rafforza la tracciabilità e la certificazione della filiera HVO, elemento essenziale secondo i regolamenti comunitari, per garantire sia la sostenibilità sia la conformità agli obiettivi GHG Saving.
L'HVO si consolida così nel panorama della decarbonizzazione dei trasporti, risultando strategico per settori industriali, operatori logistici e utenti privati. Il progresso normativo e la spinta verso accise dedicate potrebbero ampliare ulteriormente il parco auto compatibili e la competitività economica, consolidando la mappa distributori HVO auto compatibili come strumento centrale per la mobilità sostenibile.




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Alberto Pelletti

Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...