Confrontando i nomi emergono alcune presenze in comune. Lavazza e AbbVie compaiono sia tra le aziende di Italy’s Best Employers 2026 sia nei risultati di Great Place to Work.
Lavazza è al primo posto in Italy’s Best Employers 2026. Nella classifica Best Workplaces Italia 2026 di Great Place to Work, invece, guida Hilton: due graduatorie recenti, con aziende e criteri diversi, che rispondono a domande non del tutto coincidenti. Per chi cerca lavoro, i nomi possono essere un punto di partenza, non un verdetto valido per tutti. A interpretarli concorrono il metodo, il campione e ciò che ciascuna ricerca misura.
Italy’s Best Employers è stata realizzata da Statista con il Corriere della Sera e prende in esame imprese con almeno 250 dipendenti e sede in Italia. Best Workplaces Italia è stata diffusa nel marzo 2026 da Great Place to Work Italia: seleziona 75 organizzazioni sulla base delle risposte dei collaboratori. Accostare i risultati permette di notare ricorrenze e tendenze, a patto di non perdere di vista le differenze tra le due rilevazioni.
Italy’s Best Employers cerca di individuare i datori di lavoro più apprezzati in Italia attraverso giudizi raccolti su un ampio gruppo di imprese. Per l’edizione 2026 sono stati coinvolti 20.000 dipendenti e raccolte oltre 300.000 valutazioni anonime. Ai partecipanti è stato chiesto di giudicare il proprio datore di lavoro e di esprimere indicazioni anche su altre aziende del settore.
Il modello di Great Place to Work parte da un’altra prospettiva: la società è specializzata nell’analisi dell’esperienza dei dipendenti. Best Workplaces Italia 2026 comprende 75 organizzazioni, selezionate tra 415 realtà italiane dopo aver ascoltato oltre 210.000 collaboratori. Le aziende sono poi distribuite in fasce di dimensione, dalle organizzazioni con 10-49 persone a quelle con più di 1.000 collaboratori.
Non sono numeri che si possano mettere sullo stesso piano senza precisazioni. Italy’s Best Employers indica quanti hanno partecipato e quante valutazioni sono state raccolte; Great Place to Work descrive invece il gruppo di aziende e collaboratori da cui nasce l’analisi. Cambia anche la soglia d’accesso: nel primo caso servono almeno 250 dipendenti, nel secondo sono comprese anche imprese piccole. La dimensione incide sul tipo di organizzazione rappresentata e sulle opportunità che può trovare chi si candida.
La graduatoria curata da Statista e Corriere della Sera apre con tre aziende italiane. Lavazza è prima, seguita da Sorgenia, attiva nel settore energetico, e da Granarolo, che opera nell’alimentare. I tre nomi appartengono a comparti differenti: il risultato non premia dunque un solo tipo di lavoro né un unico modello industriale.
Tra le prime dieci figurano anche Fratelli Carli, Istituto Nazionale dei Tumori, EssilorLuxottica e Bialetti. La ricerca registra la presenza di imprese locali, cooperative e università, accanto a organizzazioni di dimensioni maggiori. La percezione del luogo di lavoro non sembra legata soltanto alla notorietà dell’azienda o alla sua scala: conta anche l’esperienza riferita dai dipendenti.
Nel quadro delle aziende premiate sono rappresentati il commercio al dettaglio e all’ingrosso, l’alimentare e le bevande, l’istruzione e la ricerca, oltre alla sanità, alla scienza e all’industria. Per area geografica, la Lombardia è al primo posto; seguono Piemonte, Emilia-Romagna, Veneto e Marche. Si tratta della distribuzione delle imprese riconosciute, non di una classifica di tutte le opportunità di lavoro disponibili nelle singole regioni.
Great Place to Work non assegna un unico primo posto valido per tutte le aziende. I risultati sono organizzati in cinque fasce di organico. Tra le imprese con oltre 1.000 collaboratori è Hilton a guidare la classifica, davanti ad AbbVie e TP. Nella categoria da 500 a 999 persone, invece, al primo posto c’è Cisco, seguita da Bending Spoons e ConTe.it.
MetLife è prima tra le organizzazioni con 150-499 collaboratori; completano il podio Bristol-Myers Squibb e Jet HR. Nella fascia da 50 a 149 persone guida Biogen, davanti a Galileo Life e Reverse. Per le aziende con 10-49 collaboratori, infine, la prima posizione spetta ad Auditel, seguita da Trek Bicycle e ACSoftware.
Dividere le aziende per organico rende più agevole il confronto tra realtà di dimensioni simili. Va ricordato, però, che le 75 organizzazioni selezionate sono le migliori secondo i criteri del ranking, non un censimento di tutti i datori di lavoro italiani. Nel campione premiato, le imprese più piccole hanno in media un Trust Index più alto: 94% nella fascia piccola, contro il 79% delle aziende grandi e super grandi. Il dato riguarda questo gruppo di realtà e non dimostra che ogni piccola impresa offra un ambiente di lavoro migliore.
Confrontando i nomi emergono alcune presenze in comune. Lavazza e AbbVie compaiono sia tra le aziende di Italy’s Best Employers 2026 sia nei risultati di Great Place to Work. Lavazza è prima nella classifica Statista-Corriere; AbbVie occupa il secondo posto nella categoria GPTW con oltre 1.000 collaboratori. Sono riconoscimenti ottenuti attraverso percorsi distinti, quindi le posizioni non sono equivalenti.
Anche Bending Spoons è presente in entrambi i panorami: compare in Italy’s Best Employers e si colloca seconda tra le aziende con 500-999 collaboratori di Great Place to Work. Bristol-Myers Squibb figura a sua volta in entrambe le rilevazioni e arriva seconda nella fascia GPTW da 150 a 499 persone. Queste ricorrenze aiutano a individuare datori di lavoro apprezzati in più indagini; non costituiscono una certificazione unica e non dicono, da sole, com’è un determinato ruolo.
Le differenze tra le graduatorie dipendono anche da chi può partecipare e da come vengono costruiti i giudizi. Italy’s Best Employers richiede almeno 250 dipendenti e unisce le valutazioni sul proprio datore a quelle indirette sulle aziende del settore. Great Place to Work ammette invece organizzazioni con almeno 10 collaboratori e basa il riconoscimento sulle risposte raccolte nelle imprese partecipanti. Anche le posizioni vanno lette entro la rispettiva fascia: il primo posto tra 10 e 49 addetti non è direttamente confrontabile con quello delle aziende che superano i mille.
Le due indagini restituiscono così immagini complementari. La classifica Statista-Corriere mette a confronto a livello nazionale aziende sopra una certa soglia di organico; Great Place to Work si concentra sulla fiducia dichiarata dai collaboratori e separa i risultati in base alla dimensione. Nessuno dei due ranking misura in modo assoluto lo stipendio, la sicurezza contrattuale o la qualità di ogni reparto.
In Best Workplaces Italia 2026, circa un’organizzazione su quattro appartiene al settore IT. Seguono biotecnologie e farmaceutica, servizi finanziari e assicurazioni, manifattura e servizi professionali. Lombardia e Lazio raccolgono insieme il 72% delle sedi delle aziende in classifica; nel complesso, le organizzazioni rappresentano 11 regioni. La distribuzione dipende anche dalla composizione del panel e dalla partecipazione delle imprese all’indagine.
Un altro esempio di quanto conti il perimetro è il ranking manifatturiero Best Workplaces for Blue Collar 2025. Great Place to Work ascoltò 4.193 operai e selezionò 15 imprese: AbbVie si classificò prima, ARD Raccanello seconda e Rheinmetall Italia terza. Il Trust Index medio fu del 66%. I riscontri furono positivi per sicurezza fisica, infrastrutture, imparzialità e autonomia operativa. Questa classifica riguarda nello specifico le tute blu: è distinta dal ranking generale del 2026.
Va tenuta separata anche la classifica Top Employers Italia 2026, che assegna una certificazione HR. La ottennero 144 aziende, dopo una valutazione delle pratiche in ambiti come strategia delle persone, ambiente di lavoro, talenti, formazione, inclusione, benessere e sostenibilità. Non si tratta di una graduatoria costruita sulle stesse risposte dei dipendenti utilizzate nei due ranking qui messi a confronto. L’espressione “migliore azienda”, quindi, può riferirsi a criteri e riconoscimenti diversi.
Il Dott. Marco Castagna è un esperto consulente senior nel settore delle imprese con oltre 15 anni di esperienza. Laureato in Economia Aziendale, la sua competenza si estende alla consulenza strategica, gestione delle risorse e ottimizzazione dei processi aziendali, rendendolo una figura di riferimento per molte aziende in crescita. Residente a Venezia, Marco ha collaborato con diverse start-up...