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Le prossime 2 tasse più invise dagli italiani che potrebbero essere cancellate in vista elezioni dopo il bollo auto

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di Dott. Giovanni Matano pubblicato il

Il Consiglio dei Ministri ha varato una misura destinata a far discutere a lungo, la sospensione del bollo auto per il 2027, e si pensa a ulteriori misure 'elettorali' cone l'abolizione del Canone Rai o la cancelllazione delle accise sui carburanti. Cosa aspettarsi.

Il 16 settembre 2026 il Consiglio dei Ministri ha varato una misura destinata a far discutere a lungo: la sospensione del bollo auto per il 2027. Una decisione arrivata a sorpresa, annunciata in conferenza stampa dalla premier Giorgia Meloni insieme ai vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini e al ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, che apre ufficialmente la stagione delle promesse fiscali in vista delle elezioni politiche del 2027.

Cosa prevede la sospensione del bollo auto

Il provvedimento riguarda i veicoli fino a 80 kW di potenza (circa 109 cavalli) e tutte le moto, comprese quindi le cilindrate più basse utilizzate quotidianamente da milioni di italiani per lavoro e spostamenti familiari. Secondo le stime diffuse dal governo, la platea coinvolta è di circa 14,5 milioni di veicoli, pari a oltre il 70% del parco circolante nazionale.

L'esenzione vale una sola volta per persona: chi possiede più mezzi non pagherà il bollo soltanto per quello con l'importo più basso, non per l'intero parco veicoli di famiglia. Trattandosi di un tributo di competenza regionale, l'esecutivo ha previsto una compensazione da 2,3 miliardi di euro da destinare alle Regioni per coprire il mancato gettito.

Il punto più controverso riguarda la natura della misura. Al momento, infatti, il provvedimento copre soltanto l'anno 2027: non si tratta quindi di una vera abolizione del bollo auto, ma di un'esenzione una tantum, finanziata per un solo esercizio fiscale.

Durante la presentazione, tuttavia, sia Giorgetti sia Meloni, Tajani e Salvini hanno lasciato intendere l'intenzione di rendere la misura strutturale, integrandola nella prossima legge di bilancio. Resta però da capire dove il governo troverà le risorse per finanziare la sospensione anche oltre il 2027, dato che al momento la copertura riguarda solo il primo anno. Tra le ipotesi circolate ci sarebbe anche l'utilizzo di fondi residui del PNRR, opzione che però solleva non pochi dubbi tecnici e di compatibilità con i vincoli europei legati alla transizione energetica, visto che l'esenzione dal bollo rappresenta anche uno strumento di incentivo per le auto elettriche.

Come prevedibile, la misura è stata accolta con forte scetticismo dai partiti di opposizione, che l'hanno bollata come operazione di demagogia elettorale, orchestrata a pochi mesi dall'appuntamento con le urne del 2027. Il timore, condiviso anche da diversi osservatori economici, è che si tratti di un classico esempio di promessa elettorale a termine: un beneficio concreto e immediato per i cittadini, ma privo di una copertura finanziaria di lungo periodo, che rischia di lasciare in eredità al prossimo esecutivo (chiunque esso sia) il problema di reintrodurre il bollo già nei primi mesi di legislatura, con tutte le conseguenze politiche del caso.

La sospensione del bollo auto si inserisce all'interno di un pacchetto più ampio di interventi pensati per contrastare l'aumento dei prezzi di benzina e gasolio, alimentato dalle tensioni internazionali legate alla crisi in Medio Oriente. Non a caso, lo stesso decreto ha prorogato, seppur in forma ridotta, lo sconto sulle accise del diesel, che scenderà progressivamente da circa 17 centesimi al litro fino a poco più di 6 centesimi entro il 5 ottobre.

Le prossime due tasse più odiate nel mirino: canone Rai e accise sui carburanti

Tolto il bollo auto dal tavolo delle trattative, gli osservatori politici ed economici concordano su un punto: la stagione delle promesse fiscali in vista del voto del 2027 è appena iniziata. Tra le misure più attese e discusse, due in particolare emergono come possibili prossimi obiettivi del governo: il canone Rai e le accise sui carburanti.

Il canone Rai, tra le tasse più contestate dagli italiani

Il canone Rai, che oggi viene addebitato automaticamente in bolletta elettrica, è da anni una delle imposte più impopolari nel dibattito pubblico italiano. Le critiche riguardano soprattutto le modalità di riscossione, ritenute poco trasparenti da larga parte dell'opinione pubblica, e il fatto che il pagamento sia legato all'utenza elettrica e non all'effettivo possesso di un apparecchio televisivo.

Negli anni diverse forze politiche, anche di maggioranza, hanno più volte ventilato ipotesi di riduzione o abolizione del canone, senza però mai arrivare a una riforma strutturale definitiva. Con l'avvicinarsi delle elezioni politiche, non è escluso che il tema torni con forza sul tavolo del governo, magari attraverso una riduzione progressiva dell'importo o una revisione del meccanismo di riscossione, entrambe misure capaci di avere un impatto immediato e visibile sulle tasche degli italiani, proprio come accaduto con il bollo auto.

Accise sui carburanti, la partita più delicata

Il secondo grande fronte riguarda le accise sui carburanti, storicamente tra le componenti più pesanti del prezzo finale di benzina e gasolio alla pompa. Si tratta di un tema particolarmente sensibile in questa fase, dato che proprio il caro carburanti legato alle tensioni internazionali ha già spinto il governo a intervenire con sconti temporanei, ora in fase di progressiva riduzione.

Una riforma strutturale delle accise rappresenterebbe però un intervento molto più oneroso rispetto agli sconti temporanei già messi in campo, con un impatto potenziale sui conti pubblici ben superiore ai 2,3 miliardi stanziati per il bollo auto. Per questo motivo, gli analisti ritengono che un intervento di questo tipo, se dovesse arrivare, sarebbe probabilmente parziale e mirato, magari concentrato su specifiche categorie di consumatori o attività produttive particolarmente esposte al rincaro dei carburanti, piuttosto che una riduzione generalizzata.

Cosa aspettarsi nei prossimi mesi

Nei prossimi mesi sarà fondamentale seguire con attenzione l'iter parlamentare del decreto sul bollo auto, che dovrà essere convertito in legge, e capire se il governo scioglierà il nodo delle coperture finanziarie per il 2028 e oltre. Parallelamente, non è escluso che canone Rai e accise sui carburanti diventino oggetto di nuovi annunci nelle prossime settimane, magari in occasione della presentazione della legge di bilancio o di altri provvedimenti collegati al contrasto del caro vita.

Per i contribuenti italiani, che da anni chiedono una riduzione strutturale della pressione fiscale, la vera domanda resta una sola: queste misure segneranno un cambio di passo reale, oppure resteranno l'ennesimo capitolo di promesse elettorali destinate a sgonfiarsi dopo il voto? La risposta, con ogni probabilità, arriverà solo con la prossima legge di bilancio, quando si capirà se il governo avrà davvero trovato le coperture per rendere strutturali le esenzioni annunciate.






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Dott. Giovanni Matano

Il Dott. Giovanni Matano è un esperto di fiscalità pratica e consulente fiscale con oltre 15 anni di esperienza nel settore. Laureato in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi di Milano, ha dedicato la sua carriera a supportare piccole e medie imprese nella pianificazione fiscale e nell'ottimizzazione delle agevolazioni fiscali. La sua competenza si estende anche ...