Le recenti indagini dei Carabinieri del NAS hanno portato alla luce numerose frodi nelle liste d'attesa, nell'intramoenia e nelle visite mediche private, evidenziando gravi irregolarità e criticità nel sistema sanitario
Le attività di controllo dei Carabinieri per la Tutela della Salute (NAS) sul Servizio Sanitario Nazionale hanno acquisito, negli ultimi anni, una centralità crescente, diventando un punto di riferimento nell’assicurare trasparenza, legalità e affidabilità nel sistema sanitario pubblico e privato. Nel corso del 2025, l’azione di contrasto a pratiche illecite nelle liste d’attesa e nelle prestazioni mediche in regime intramoenia ha visto impegnati i NAS in 1.930 controlli presso le direzioni sanitarie, i reparti specialistici e i Centri Unici di Prenotazione (CUP) sparsi su tutto il territorio nazionale.
Gli interventi hanno riguardato settori chiave: verifica della gestione delle liste d’attesa, controllo dell’operatività delle agende di prenotazione, indagine sull’uso dei sistemi informativi e sulla correttezza nell’erogazione delle prestazioni intramurarie (intramoenia). Il potenziamento dei controlli avviato a partire dal 2023, in seguito alle precise disposizioni del Ministero della Salute, è stato motivato non solo dall’aumento delle segnalazioni da parte dei cittadini, ma anche dalla necessità di mantenere standard di qualità e accesso alle cure.
L’obiettivo delle indagini, dunque, si è focalizzato sull’accertare l’osservanza della normativa vigente, sulla legalità della gestione delle agende e sull’equità nell’accesso ai servizi, evidenziando una svolta in termini di attenzione istituzionale e operativa su un tema di stringente interesse pubblico.
I dati presentati dalle recenti attività dei Carabinieri NAS rivelano come, nel solo 2025, siano stati riscontrati fenomeni diffusi di irregolarità e illeciti nel comparto sanitario, specialmente nell’ambito della gestione delle prenotazioni delle liste di attesa e delle prestazioni in regime di libera professione intramuraria. Dai 1.930 controlli effettuati presso le strutture coinvolte, sono emerse numerose fattispecie di reato che vanno dalla truffa al peculato, passando per la corruzione, la concussione e la frode nelle pubbliche forniture.
Queste ispezioni hanno portato a 9 arresti e 105 denunce all’autorità giudiziaria, oltre a circa 474 segnalazioni trasmesse alle autorità amministrative competenti. Le operazioni dei NAS hanno analizzato in profondità il funzionamento dei sistemi di prenotazione e la corrispondenza tra i volumi delle prestazioni intramoenia e quelle istituzionali, riscontrando accessi non autorizzati agli applicativi, manipolazioni illecite delle agende e chiusure anomale attribuite a presunti malfunzionamenti informatici.
Particolarmente allarmante il dato riguardante le attività in intramoenia: sono state indicate oltre 900 criticità relative proprio a questa tipologia di attività, in cui i volumi delle prestazioni rese superavano spesso il 50% di quelle garantite a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Tale sproporzione viola chiaramente la normativa vigente, secondo cui il cittadino deve poter accedere alle prestazioni in regime istituzionale e, solo se lo desidera, può usufruire di quelle a pagamento senza che le seconde superino quantitativamente le prime.
| Controlli NAS 2025 su liste di attesa e intramoenia | |
| Numero controlli | 1.930 |
| Arresti | 9 |
| Denunce | 105 |
| Segnalazioni amministrative | 474 |
| Criticità intramoenia rilevate | >900 |
L’indagine ha evidenziato ulteriori problematiche nel processo di prenotazione, come abusi nell’accesso ai sistemi informatici (compresi tentativi di modificare a proprio vantaggio le disponibilità), e casi di strutture che apparivano regolari solo sulla carta grazie a pratiche elusive e azioni manipolatorie sulle agende dei servizi.
L’impegno dei NAS si estende anche all’azione repressiva contro i cosiddetti gettonisti, medici ingaggiati tramite cooperative, con 49 denunce specificamente per irregolarità nei contratti, nei controlli sulle abilitazioni e nella congruità delle condizioni di lavoro e dei corrispettivi economici. Oltre all’aspetto penale, le ispezioni hanno comportato importanti conseguenze amministrative, con numerose strutture segnalate o sospese per garantire la legalità nell’accesso alle prestazioni specialistiche e nell’ambito della sanità convenzionata e privata.
Le risultanze delle indagini dei Carabinieri NAS evidenziano l’urgenza di riformulare strategie per il monitoraggio, la trasparenza e l’efficacia nella gestione delle liste d’attesa. L’accertamento di reati quali truffa, corruzione e manipolazione delle agende informatiche sottolinea quanto la digitalizzazione, se non adeguatamente presidiata, possa trasformarsi da opportunità a fattore di rischio per l’equità e l’accessibilità ai servizi sanitari.
Tra le criticità più ricorrenti emerse si segnalano: