Nuove tecnologie e controlli fiscali trasformano il rapporto con il Fisco: i pagamenti effettuati al supermercato sono ora oggetto d'analisi tramite algoritmi avanzati, incrocio di dati bancari e verifica delle spese dichiarate
La recente evoluzione degli strumenti digitali ha impresso una svolta significativa nelle attività di monitoraggio fiscale in Italia. Le autorità tributarie hanno adottato sistemi di analisi sempre più sofisticati, orientati ad allineare i dati reddituali dichiarati dai contribuenti con le informazioni ricavate dalle loro abitudini di spesa e dai pagamenti elettronici. In questo contesto, l’Agenzia delle Entrate pone attenzione anche agli acquisti effettuati nei supermercati, considerando ogni scontrino della spesa come un potenziale indicatore del reale tenore di vita.
L’introduzione di questi nuovi strumenti di controllo risponde all’esigenza di contrastare fenomeni di evasione non solo su larga scala, ma anche nelle situazioni in cui vi siano disallineamenti tra lo stile di vita e i redditi ufficialmente dichiarati. L’affermarsi dei pagamenti digitali, la dematerializzazione dei documenti fiscali e la crescente interconnessione delle banche dati hanno infatti reso possibile una tracciabilità pressoché completa delle transazioni relative a ogni soggetto.
Nel nuovo scenario, anche i parametri ISA e i riferimenti ISTAT sulla spesa media delle famiglie vengono considerate componenti di rilievo per la valutazione complessiva. Secondo quanto stabilito dall’Agenzia delle Entrate, il controllo non si limita a centrare l’attenzione sui grandi acquisti, ma si estende alle spese quotidiane, rientrando così in un monitoraggio a trecentosessanta gradi che comprende:
La piattaforma, denominata “Isola”, rappresenta una rivoluzione nel trattamento dei dati fiscali: pagamenti elettronici, fatture digitali, scontrini telematici e movimenti bancari vengono raccolti e analizzati in modo automatico in tempo reale. L’intelligenza artificiale utilizza algoritmi avanzati per incrociare informazioni e individuare anomalie o incoerenze tra redditi dichiarati e flussi finanziari effettivi.
Questa innovazione implica che:
Questa metodologia consente di ridurre drasticamente la casualità delle selezioni per i controlli: il nuovo sistema si basa sulla capacità di calcolo in tempo reale e sull’incrocio selettivo dei parametri di rischio, che derivano sia da indicatori interni (come gli ISA) sia da statistiche esterne (come i report ISTAT sulla spesa media delle famiglie italiane).
L’efficacia di questa nuova modalità di accertamento dipende dalla vastità e dalla qualità delle informazioni impiegate. I dati inseriti nel “carrello” delle analisi fiscali sono molteplici e comprendono, tra gli altri:
L’intervento umano segue solo nella fase successiva: il contribuente riceve una comunicazione formale di anomalia, solitamente via PEC o raccomandata, in cui si indicano i sospetti rilevati.
Davanti a questa situazione, la persona oggetto di analisi può perseguire due strade alternative:
| Fase | Strumenti e dati coinvolti |
| Analisi preliminare | Algoritmi, banche dati, identificazione delle anomalie |
| Notifica al contribuente | PEC/raccomandata con dettagli della segnalazione |
| Ravvedimento / Contraddittorio | Ravvedimento con riduzioni di sanzioni o presentazione di documentazione |
Un approccio collaborativo e trasparente nei confronti dell’amministrazione finanziaria può favorire la risoluzione delle anomalie senza conseguenze ulteriori. È sempre consigliabile, qualora sia attivato un controllo automatizzato, fornire tutta la documentazione in possesso e riferire circostanze non emergenti dalle banche dati, affinché la propria posizione possa essere valutata nella sua interezza.