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Nuovi controlli fiscali contro evasione basati sulla spesa fatta al supermercato: funzionamento e criteri

di Marianna Quatraro pubblicato il
Nuovi controlli fiscali contro evasione

Nuove tecnologie e controlli fiscali trasformano il rapporto con il Fisco: i pagamenti effettuati al supermercato sono ora oggetto d'analisi tramite algoritmi avanzati, incrocio di dati bancari e verifica delle spese dichiarate

La recente evoluzione degli strumenti digitali ha impresso una svolta significativa nelle attività di monitoraggio fiscale in Italia. Le autorità tributarie hanno adottato sistemi di analisi sempre più sofisticati, orientati ad allineare i dati reddituali dichiarati dai contribuenti con le informazioni ricavate dalle loro abitudini di spesa e dai pagamenti elettronici. In questo contesto, l’Agenzia delle Entrate pone attenzione anche agli acquisti effettuati nei supermercati, considerando ogni scontrino della spesa come un potenziale indicatore del reale tenore di vita.

L’introduzione di questi nuovi strumenti di controllo risponde all’esigenza di contrastare fenomeni di evasione non solo su larga scala, ma anche nelle situazioni in cui vi siano disallineamenti tra lo stile di vita e i redditi ufficialmente dichiarati. L’affermarsi dei pagamenti digitali, la dematerializzazione dei documenti fiscali e la crescente interconnessione delle banche dati hanno infatti reso possibile una tracciabilità pressoché completa delle transazioni relative a ogni soggetto.

Nel nuovo scenario, anche i parametri ISA e i riferimenti ISTAT sulla spesa media delle famiglie vengono considerate componenti di rilievo per la valutazione complessiva. Secondo quanto stabilito dall’Agenzia delle Entrate, il controllo non si limita a centrare l’attenzione sui grandi acquisti, ma si estende alle spese quotidiane, rientrando così in un monitoraggio a trecentosessanta gradi che comprende:

  • Pagamenti elettronici, scontrini e movimenti bancari costituiscono oggi fonti persistenti di dati, oggetto di incrocio e valutazione automatica.
  • L’analisi dei consumi medi delle famiglie, aggiornata e diffusa dall’ISTAT, funge da benchmark per individuare eventuali sproporzioni tra reddito e uscite.
  • Ogni elemento, dal piccolo scontrino della spesa alla transazione di importo più elevato, può concorrere a formare il quadro oggettivo della posizione fiscale.

Funzionamento dei controlli automatizzati: algoritmi, banche dati e spese monitorate, comprese quelle al supermercato

Il funzionamento delle nuove procedure di controlli fiscali si fonda su una potente infrastruttura digitale, gestita in collaborazione tra la società Sogei e il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Oltre 200 banche dati interconnesse costituiscono il cuore pulsante del sistema: qui confluiscono dati eterogenei relativi a ogni aspetto della finanza personale delle famiglie e delle imprese.

La piattaforma, denominata “Isola”, rappresenta una rivoluzione nel trattamento dei dati fiscali: pagamenti elettronici, fatture digitali, scontrini telematici e movimenti bancari vengono raccolti e analizzati in modo automatico in tempo reale. L’intelligenza artificiale utilizza algoritmi avanzati per incrociare informazioni e individuare anomalie o incoerenze tra redditi dichiarati e flussi finanziari effettivi.

Questa innovazione implica che:

  • Ogni pagamento tracciabile (carte di credito, bancomat, bonifici) viene associato agli altri dati fiscali raccolti dal soggetto.
  • L’analisi delle spese personali e familiari viene messa in relazione con i valori dichiarati, con particolare attenzione a beni di consumo e servizi di uso quotidiano, alla spesa al supermercato.
  • Il sistema si avvale dei punteggi ISA (Indicatori Sintetici di Affidabilità) e incorpora modelli previsionali che includono anche i dati diffusi dall’ISTAT su struttura e livelli di spesa delle famiglie italiane.
Lo scopo di questi algoritmi predittivi è quello di evidenziare tutte quelle situazioni in cui lo stile di vita risulterebbe incompatibile con le informazioni trasmesse all’autorità fiscale. La presenza di grandi differenze tra uscite documentate e spese e redditi dichiarati, segnalata in modo automatico dal sistema, attiva procedure di controllo di secondo livello attraverso il confronto fra:
  • Pagamenti e fatture elettroniche
  • Movimenti su POS e incassi su conto corrente
  • Anagrafe dei conti, dati catastali e veicoli intestati
  • Spese registrate nei negozi della grande distribuzione organizzata.
L’amministrazione finanziaria può ricostruire un profilo economico molto dettagliato di ciascun contribuente. Ogni scontrino della spesa, pertanto, perde la dimensione anonima ed entra, a pieno titolo, nell’universo delle informazioni soggette a valutazione predittiva per la coerenza fiscale.

Questa metodologia consente di ridurre drasticamente la casualità delle selezioni per i controlli: il nuovo sistema si basa sulla capacità di calcolo in tempo reale e sull’incrocio selettivo dei parametri di rischio, che derivano sia da indicatori interni (come gli ISA) sia da statistiche esterne (come i report ISTAT sulla spesa media delle famiglie italiane).

Criteri, dati analizzati e difesa del contribuente in caso di segnalazione

L’efficacia di questa nuova modalità di accertamento dipende dalla vastità e dalla qualità delle informazioni impiegate. I dati inseriti nel “carrello” delle analisi fiscali sono molteplici e comprendono, tra gli altri:

  • Transazioni eseguite tramite strumenti di pagamento elettronico
  • Fatture elettroniche e corrispettivi telematici relativi anche alla spesa alimentare
  • Movimenti bancari, bonifici, ricariche e prelievi
  • Intestazione di beni immobili, veicoli e altri asset di valore
  • Dati provenienti dalle indagini ISTAT sul consumo delle famiglie
  • Parametri di rischio ricavati dalla media delle spese tipiche del gruppo socioeconomico di appartenenza.
Il sistema di intelligenza artificiale elabora queste informazioni alla ricerca di eventuali discordanze. Quando si manifestano anomalie, come ad esempio un livello di spesa documentata superiore a quello compatibile con il reddito annuo, scatta automaticamente una fase di approfondimento.

L’intervento umano segue solo nella fase successiva: il contribuente riceve una comunicazione formale di anomalia, solitamente via PEC o raccomandata, in cui si indicano i sospetti rilevati.

Davanti a questa situazione, la persona oggetto di analisi può perseguire due strade alternative:

  • Ravvedimento operoso: consente la regolarizzazione spontanea della posizione, con accesso a una riduzione delle sanzioni secondo i criteri previsti dalla normativa vigente.
  • Contraddittorio e presentazione di prove documentali: entro 60 giorni dalla notifica, è possibile presentare spiegazioni e documenti giustificativi che attestino la coerenza tra spese e redditi effettivi.
Questa fase di confronto mira a tutelare il diritto di difesa, offrendo l’occasione di dimostrare eventuali situazioni particolari (come redditi familiari non dichiarati dal singolo, risparmi personali, donazioni, eredità, prestiti) che possano giustificare ulteriori uscite rispetto al reddito formalmente denunciato.
Fase Strumenti e dati coinvolti
Analisi preliminare Algoritmi, banche dati, identificazione delle anomalie
Notifica al contribuente PEC/raccomandata con dettagli della segnalazione
Ravvedimento / Contraddittorio Ravvedimento con riduzioni di sanzioni o presentazione di documentazione

Un approccio collaborativo e trasparente nei confronti dell’amministrazione finanziaria può favorire la risoluzione delle anomalie senza conseguenze ulteriori. È sempre consigliabile, qualora sia attivato un controllo automatizzato, fornire tutta la documentazione in possesso e riferire circostanze non emergenti dalle banche dati, affinché la propria posizione possa essere valutata nella sua interezza.






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