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Malattia professionale, quando scatta responsabilità azienda e deve pagare risarcimento danni (4166 2025 Cassazione)

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di Marianna Quatraro pubblicato il

Quali sono i casi in cui l’azienda è responsabile della malattia professionale di un suo dipendente e deve riconoscergli il risarcimento

Quando scatta la responsabilità dell’azienda per una malattia professionale? La malattia professionale è una condizione medica che si sviluppa in maniera graduale nel tempo a causa dell’esposizione prolungata a rischi derivanti dal lavoro che si svolge.

Il lavoratore a cui viene riconosciuta la malattia professionale ha diritto a ricevere dall’Inail specifiche prestazioni economiche, sanitarie e integrative.

Dunque, una malattia si considera professionale quando la sua causa è direttamente connessa all'attività lavorativa, la quale ha provocato l'infermità in maniera esclusiva o prevalente.

E’ stata la Corte di Cassazione con una recente sentenza a precisare quali sono i casi in cui è l’azienda responsabile dell’insorgere di una malattia professionale.

  • Cosa prevede la nuova sentenza della Cassazione sulla responsabilità dell'azienda per la malattia professionale
  • Per chiarire nel concreto...

Cosa prevede la nuova sentenza della Cassazione sulla responsabilità dell'azienda per la malattia professionale

La Corte di Cassazione, con la recente sentenza 4166/2025, ha spiegato che i casi in cui è possibile tutelarsi in tribunale contro i danni alla salute causati dalle mansioni svolte e ottenere un risarcimento dall’azienda sono quelli in cui il datore di lavoro, assumendo comportamenti anomali, causa un aggravamento del rischio collegato all’attività svolta dal lavoratore.

Secondo i giudici, dunque, il datore di lavoro non ha l’obbligo di risarcimento danni per la malattia professionale di un dipendente, perchè non ha la responsabilità oggettiva in caso di danno alla salute del dipendente, derivante da rischi connaturati all’attività e precedentemente accettati dal lavoratore danneggiato.

Tale obbligo scatta solo ed esclusivamente nei casi in cui il datore di lavoro assuma comportamenti specifici e anomali.

Per chiarire nel concreto....

Per riassumere, la nuova sentenza della Cassazione ha chiarito che il datore di lavoro non è automaticamente responsabile della malattia professionale di un dipendente se non viene dimostrato che abbia assunto atteggiamenti e comportamenti tali da farla scaturire.

In questi ultimi casi, una sua eventuale responsabilità deve essere comprovatamente accertata volta per volta. Bisogna, dunque, dimostrare che il datore non ha fatto tutto il possibile per tutelare il proprio lavoratore. 






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Marianna Quatraro

Laureata in Lingue e Letterature Straniere e Scienze dalla Comunicazione, giornalista pubblicista dal 2008, collaboratrice presso testate locali e nazionali, con ottime competenze linguistiche straniere, specializzata in campo letterario ed economico, collabora con la testata online Businessonline trattando in particolar modo il mondo delle pensioni, argomento di cui si occupa ormai da circa 20 an...

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