Tanti i tagli previsti della nuova Manovra 2027, dalle pensioni alla scuola, mentre il limite per rimanere nella flat tax per le Partite Iva pssa da 85mila a 100mila euro. E' grande delusione.
La Manovra finanziaria 2027 entra nel vivo e porta con sé un mix di restrizioni e aperture che sta già facendo discutere cittadini, lavoratori e imprese. Da una parte ci sono tagli e strette che toccano pensioni, pubblica amministrazione, scuola e magistratura. Dall’altra c’è un ampliamento della platea dell’Irpef agevolata e la flat tax per gli autonomi che diventa strutturale fino a 100mila euro. Vediamo nel dettaglio che cosa prevede la legge di Bilancio e quali effetti produrrà su chi lavora, su chi è in pensione e su chi ha una partita iva.
La legge di Bilancio 2027 si muove lungo una direttrice precisa: contenere la spesa corrente in alcuni comparti, rimodulare le risorse dove il calo demografico lo consente e, allo stesso tempo, offrire alleggerimenti fiscali mirati a specifiche categorie. Il risultato è un provvedimento a due velocità, in cui i risparmi su pensioni, scuola e pubblico impiego convivono con maggiori stanziamenti per la sanità e con una stabilizzazione del regime forfettario per i lavoratori autonomi.
Sul fronte previdenziale, la novità più rilevante della Manovra 2027 riguarda il meccanismo di rivalutazione degli assegni rispetto all’inflazione. Secondo quanto previsto dalla manovra, la rivalutazione piena resta riconosciuta soltanto fino a quattro volte il trattamento minimo. Oltre questa soglia, la quota di adeguamento si riduce al 32%.
Che cosa significa in concreto? Chi percepisce una pensione contenuta entro il limite continuerà a vedere il proprio assegno adeguato integralmente al costo della vita. Chi, invece, supera quella soglia otterrà un adeguamento molto più contenuto sulla parte eccedente, con un risparmio per le casse dello Stato che si traduce in un taglio dell'incremento dell’assegno mensile.
La rivalutazione è lo strumento che difende il potere d’acquisto dei pensionati. Quando l’inflazione sale, gli assegni vengono aggiornati per evitare che il valore reale della pensione si erosa nel tempo. Una riduzione della percentuale di adeguamento per le fasce più alte significa quindi, nel medio periodo, una perdita di valore reale per chi si trova sopra la soglia. Si tratta di un intervento che ricalca logiche già viste in passato, con una platea colpita che dipende dal livello del trattamento minimo di riferimento.
Nel capitolo dedicato al pubblico impiego, la manovra prevede per il 2027 una riduzione del turnover al 75%. In pratica, le amministrazioni potranno sostituire solo tre dipendenti su quattro tra quelli che andranno in pensione o lasceranno il servizio. Il risultato atteso è un contenimento progressivo della spesa per il personale, ma con il rischio, segnalato da più parti, di rallentare il ricambio generazionale e di aggravare le carenze di organico in uffici già in sofferenza.
Interviene anche un giro di vite sugli aumenti retributivi dei magistrati. La manovra introduce una stretta sugli adeguamenti e stabilisce che gli arretrati sono esclusi dagli adeguamenti. Questo significa che gli incrementi non avranno effetto retroattivo sulle somme maturate in precedenza, con un risparmio ulteriore per il bilancio pubblico. È una misura destinata ad alimentare il dibattito, perché incide su una categoria con un sistema di adeguamento automatico delle retribuzioni.
Il capitolo che sta suscitando più preoccupazione nel mondo dell’istruzione è quello dei tagli alla scuola. La legge di Bilancio prevede 7mila posti in meno nel 2027 tra docenti e personale Ata. Nel dettaglio:
Il peso del calo demografico
La giustificazione di fondo è legata alla denatalità: con meno studenti nelle classi, il fabbisogno di personale si riduce. I sindacati e molti addetti ai lavori ricordano però che un numero minore di alunni non dovrebbe tradursi automaticamente in tagli, ma potrebbe rappresentare l’occasione per ridurre il numero di studenti per classe, migliorare la qualità della didattica e rafforzare il sostegno agli alunni con disabilità. Il confronto politico su questo punto si preannuncia acceso.
Novità anche per i servizi alla prima infanzia. Cambiano, infatti. i criteri di distribuzione delle risorse per gli asili nido. Il calo delle nascite potrebbe consentire ai Comuni di raggiungere l’obiettivo del 33% di copertura utilizzando meno fondi rispetto a quanto previsto in precedenza. In altre parole, se i bambini in età da nido diminuiscono, per coprire la stessa percentuale di domanda servono meno posti e quindi meno risorse.
Resta da capire come questo meccanismo inciderà sui territori in cui il divario nell’offerta di servizi è più marcato, in particolare nelle aree del Mezzogiorno dove la copertura è storicamente inferiore alla media nazionale. Il rischio, secondo gli osservatori, è che una distribuzione basata sui numeri demografici penalizzi proprio le realtà che avrebbero più bisogno di investimenti.
Sul versante sanitario la manovra non prevede un taglio, bensì una modifica nei limiti di spesa. Dal 2027 aumenterà al 4,7% del finanziamento complessivo del Servizio sanitario nazionale il tetto di spesa per l’acquisto di dispositivi medici.
Secondo la relazione tecnica, questa novità, contenuta nella legge di Bilancio, comporterà un costo aggiuntivo di circa 146 milioni di euro all’anno. La copertura arriva attraverso l’incremento delle risorse destinate alla sanità.
Un tetto di spesa più alto offre alle aziende sanitarie e agli ospedali maggiore margine per acquistare strumentazioni, protesi, apparecchiature diagnostiche e materiali di consumo. Per il settore dei dispositivi medici è un segnale positivo, mentre per le Regioni resta fondamentale una gestione attenta degli acquisti per evitare sforamenti e contenziosi sul cosiddetto payback.
Passiamo alle misure sul fronte fiscale. Solo per il 2027 viene ampliata da 50 a 55mila euro la platea dell’Irpef al 33%. L’intervento è quindi temporaneo e riguarda i contribuenti con redditi medio alti, che potranno beneficiare di una aliquota più favorevole su una fascia di reddito più ampia.
La natura transitoria della misura è un punto da tenere sotto osservazione: se non verrà confermata negli anni successivi, chi oggi ne beneficia dovrà tornare alla soglia precedente, con un possibile aumento del carico fiscale a partire dal 2028.
La novità più attesa da partite iva, professionisti e lavoratori autonomi è la flat tax strutturale fino a 100mila euro. Il regime forfettario con imposta sostitutiva agevolata, che finora è stato oggetto di continue verifiche e proroghe, diventa stabile e consolida il tetto dei 100mila euro di ricavi o compensi.
Rendere strutturale la flat tax significa dare ai lavoratori autonomi certezza normativa e possibilità di pianificare l’attività con un orizzonte pluriennale. I principali benefici sono:
Mettendo insieme tutti i tasselli, il quadro è piuttosto chiaro:
Il Dott. Giovanni Matano è un esperto di fiscalità pratica e consulente fiscale con oltre 15 anni di esperienza nel settore. Laureato in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi di Milano, ha dedicato la sua carriera a supportare piccole e medie imprese nella pianificazione fiscale e nell'ottimizzazione delle agevolazioni fiscali. La sua competenza si estende anche ...