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Sanità: le novità e cosa cambia nel 2026 per i cittadini e pazienti italiani

di Marianna Quatraro pubblicato il
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Da nuovi Livelli di Lea, a novità per chi è affetto da malattie rare e oncologiche, a nuovi sistemi di telemedicina e cura: ecco cosa cambia per la sanità italiana nel 2026

Il 2026 si configura come un anno di consolidamento e verifica per il Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Negli ultimi anni, numerosi provvedimenti legislativi hanno introdotto riforme attese e novità strutturali, con l’obiettivo di rispondere ad esigenze emergenti e colmare le distanze tra le linee guida politiche e la realtà delle cure offerte ai cittadini. L’avvio di innovazioni come il nuovo psicologo di base gratuito testimonia un tentativo di rispondere alle nuove fragilità collettive, soprattutto tra le giovani generazioni.

Incremento dei finanziamenti e cosa cambia per il Fondo Sanitario Nazionale

Il Fondo Sanitario Nazionale (FSN) nel 2026 registra un aumento sostanziale di risorse, recepito attraverso la Legge di Bilancio approvata a fine anno: 2,38 miliardi di euro in più già per quest’anno e ulteriori incrementi nelle annualità successive. 

Questo rafforzamento finanziario mira a garantire la sostenibilità dei servizi, coprendo fabbisogni crescenti e proteggendo la qualità dell’assistenza, in risposta ai maggiori costi e ai fabbisogni di una popolazione che invecchia.
Lo stanziamento si articola su diversi livelli:

  • Copertura dei costi del personale sanitario e rinnovo contrattuale;
  • Finanziamento per strutture e tecnologie, con particolare attenzione a ospedali, servizi territoriali e sistemi digitali;
  • Investimenti orientati alla prevenzione, con fondi dedicati a screening, campagne vaccinali e assistenza primaria.
Secondo le analisi di settore, questo aumento rischia tuttavia di rappresentare una risposta difensiva, utile a sostenere deficit pregressi e rincari, senza risolvere le cause strutturali di disorganicità territoriale, inefficienze e ostacoli nell’accesso tempestivo alle cure. La vera sfida rimane la capacità di trasformare queste risorse in servizi concreti per i cittadini, evitando che si creino ulteriori disparità nell’applicazione delle misure tra le diverse Regioni.

Prevenzione, screening e sanità pubblica: estensioni e nuove opportunità per i cittadini

Il capitolo della prevenzione assume un rilievo prioritario nel 2026, con investimenti strutturali che rafforzano i programmi di diagnosi precoce e screening. Il plafond dedicato ammonta a circa 238 milioni di euro all’anno, andando a finanziare iniziative che ampliano la platea dei beneficiari di controlli gratuiti e migliorano le tempistiche di accesso.
I principali cambiamenti previsti riguardano:

  • Estensione dello screening mammografico alle donne 45–49 anni e 70–74 anni;
  • Nuovi test genomici per carcinoma mammario metastatico;
  • Potenziamento degli accertamenti per diagnosi precoce di leucodistrofia metacromatica neonatale e per patologie rare;
  • Estensione dello screening per il tumore del colon-retto fino a 74 anni;
  • Prevenzione sanitaria legata a inquinamento ambientale e nuove misure di contrasto all’HIV, obesità e patologie croniche.
Da quest’anno, inoltre, chi è affetto da disturbi come fibromialgia, anoressia, patologie genetiche rare e altre condizioni rilevanti potrà accedere a ticket e cure gratuite e servizi all’avanguardia garantiti dal Servizio sanitario nazionale (SSN). Inoltre, la revisione dei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea) prevede anche:
  • potenziamento degli screening neonatali a nuove otto patologie genetiche rare con l’inserimento tra gli altri del test per l’atrofia muscolare spinale (Sma) e per le immunodeficienze combinate gravi (Scid);
  • potenziamento degli screening per tumori ereditari del seno e dell’ovaio;
  • nuove prestazioni specialistiche, anche durante la gravidanza;
  • inserimento di nuovi ausili su misura e diagnostica avanzata;
  • nuove sedute individuali e collettive per i disturbi dell’alimentazione e della nutrizione.

Novità per pazienti e malattie specifiche: oncologia, salute mentale e patologie rare

A partire dal 2026, nuove misure dedicate a specifiche aree terapeutiche ampliano la tutela per le categorie più vulnerabili.

Per i pazienti oncologici sono previste estensioni degli screening preventivi, accesso più rapido a test diagnostici genomici innovativi e un rafforzamento dei programmi di supporto nutrizionale, in linea con i criteri della Legge 106.

Per i casi di malattie rare e patologie neurodegenerative (come Alzheimer), la programmazione include risorse per la presa in carico globale e per lo sviluppo di percorsi assistenziali ad hoc per neonati e famiglie.

Nel campo della salute mentale, viene istituito un fondo nazionale di 80 milioni di euro destinato a rafforzare i servizi territoriali e aumentare il numero di operatori dedicati, incrementando la tempestività degli interventi e migliorando il supporto alle situazioni di emergenza psichiatrica. Tra le altre novità si segnala un ampliamento delle misure preventive e l’attenzione alle aree ad alto rischio ambientale, per limitare l’impatto sulla salute pubblica di esposizione a inquinanti e nuovi fattori di rischio.

Riduzione delle liste d’attesa: misure nazionali e regionali a confronto

Il tema delle liste d’attesa si conferma tra le maggiori preoccupazioni degli utenti del SSN. Dal 2026, un mix di misure nazionali e locali punta a garantire accesso più rapido alle prestazioni essenziali.

  • Previsti interventi sulle agende di prenotazione nazionale e maggiore trasparenza nei tempi di attesa grazie allo sviluppo di piattaforme digitali e introduzione di criteri di priorità omogenei;
  • A livello regionale, in Lombardia si introducono modelli sperimentali per la gestione informatizzata delle liste e il ricorso a prestazioni aggiuntive, mentre in altre Regioni si favorisce l’utilizzo del privato accreditato per sbloccare i colli di bottiglia nei servizi pubblici;
  • Revisione dei tetti di spesa e delle modalità di utilizzo delle risorse per favorire un’offerta più ampia di visite, esami diagnostici e terapie attraverso bandi straordinari.
La qualità dell’attuazione sarà l’elemento discriminante, poiché il rischio di interventi spot, non coordinati tra territori, è ancora presente. La centralità della piattaforma nazionale e la trasparenza effettiva sui dati di attesa costituiranno elementi di verifica nei prossimi mesi.

Digitalizzazione, telemedicina e ricette elettroniche: verso una sanità più innovativa

Il nuovo quadro normativo introduce la dematerializzazione delle ricette per prodotti per celiaci e implementa sistemi per lo scambio di ricette elettroniche a livello transfrontaliero. 


Sono previsti 20 milioni di euro all’anno a sostegno della telemedicina, con obiettivi di maggiore efficienza, accessibilità dei servizi e monitoraggio a distanza di pazienti cronici. Il rafforzamento delle piattaforme digitali e l’integrazione con il Fascicolo sanitario elettronico rendono più semplice e continuativo il percorso di cura, in particolare per chi necessita di assistenza domiciliare o vive in aree con servizi scarsi. 
Tra le ricadute concrete per i pazienti vanno evidenziati:

  • Validità prolungata delle ricette per patologie croniche (fino a 12 mesi per alcune tipologie di prestazione);
  • Accesso semplificato a visite a distanza, controlli diagnostici e monitoraggio dei parametri vitali tramite piattaforme certificate;
  • Gestione unificata delle prescrizioni tra Regioni e miglioramento delle comunicazioni tra medici, specialisti, farmacie e strutture territoriali.

Il ruolo dello psicologo di base: funzioni, destinatari e territori coinvolti

Il 2026 segna la sperimentazione e la messa a regime della figura dello psicologo di base a livello nazionale. 


Questo servizio è gratuito per l’utenza e nasce come risposta alle crescenti richieste di supporto psicologico, evidenziate anche dall’emergenza Covid e dalle nuove fragilità emergenti tra giovani e adolescenti.
Le funzioni dello psicologo di base includono:

  • Assistenza psicologica e orientamento per chi accede ai servizi territoriali di primo livello;
  • Supporto a giovani, famiglie, anziani e persone con condizioni di disagio emotivo o sociale;
  • Coordinamento con il medico di medicina generale e altri operatori sanitari per la presa in carico globale;
  • Percorsi di prevenzione e promozione della salute mentale nelle scuole e nei contesti comunitari.
I territori attualmente coinvolti spaziano dall’iniziativa regionale in Emilia-Romagna, Veneto e Lazio, fino a progetti pilota in Piemonte e Lombardia, con l’obiettivo di estendere progressivamente la presenza dello psicologo di base a tutto il Paese. 

Potenziamento della sanità territoriale: Case della Comunità, mini ospedali e integrazione farmacie

La riorganizzazione della sanità territoriale è uno degli assi portanti delle riforme 2026. Le nuove Case della Comunità diventano il fulcro dell’assistenza nelle aree urbane e periferiche, creando punti di riferimento integrati per i cittadini, insieme ai cosiddetti mini ospedali: strutture agili, intermedie tra i medici di base e gli ospedali tradizionali.
Peculiarità regionali arricchiscono questo scenario:

  • In Piemonte il modello delle Case di comunità si integra con i mini ospedali di supporto ai medici di medicina generale, ampliando la copertura e i servizi anche nelle aree interne;
  • La Lombardia prosegue nell’innovazione organizzativa includendo iniziative centrate sulla riduzione delle attese e sull’integrazione proattiva tra medicina generale, farmacie e servizi di prossimità;
    • Le farmacie dei servizi - ora integrate stabilmente nel SSN - assumono una funzione di snodo nel percorso di cura, facilitando la gestione di terapie, piani di prevenzione, ricette elettroniche e assistenza domiciliare leggera.
Il potenziamento della sanità territoriale punta a ridurre le disuguaglianze regionali e alleggerire la pressione sugli ospedali principali, ma la reale efficacia sarà valutata sulla base della capacità di attuare modelli organizzativi efficienti e ben coordinati. 

 

 

 



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