Gli importi delle pensioni si preparano ad un doppio aumento, ma non si tratta di una novità per tutti: i chiarimenti
Una doppia buona notizia attende migliaia di pensionati e di persone in uscita dal mondo del lavoro. Dal mese di ottobre 2026 l'INPS riconoscerà automaticamente il taglio del cuneo fiscale anche a chi percepisce alcune prestazioni di accompagnamento alla pensione, finora escluse da questo beneficio. A questo si aggiungerà, come ogni anno, la classica rivalutazione delle pensioni, che nel 2027 potrebbe essere particolarmente consistente. Il risultato è che per molti si tratterà di un vero e proprio doppio aumento.
Il taglio del cuneo fiscale è una misura introdotta dalla Legge di Bilancio 2025, ben nota ai lavoratori e alle lavoratrici dipendenti, pensata per aumentare lo stipendio netto attraverso due strumenti distinti:
In altre parole, chi riceve un trattamento che sostituisce lo stipendio, pur non lavorando più, continua a essere tassato come un dipendente, e per questo motivo entra di diritto nella platea dei beneficiari del taglio del cuneo fiscale.
L'elenco delle prestazioni interessate dalla novità è piuttosto ampio. Secondo quanto chiarito dall'INPS, il beneficio spetta a chi percepisce:
È importante sottolineare che si tratta di prestazioni non pensionistiche in senso stretto: l'INPS ha infatti escluso espressamente le pensioni vere e proprie di ogni genere ed equiparate, comprese quelle integrative e complementari, come confermato anche dall'Agenzia delle Entrate. Chi percepisce contestualmente una prestazione sostitutiva del reddito e una pensione, per esempio una pensione di reversibilità, vedrà i due importi sommati ai fini della determinazione del reddito complessivo di riferimento.
L'entità dell'aumento dipende dalla fascia di reddito complessivo del beneficiario:
Il punto centrale della novità riguarda la decorrenza automatica. L'INPS, in qualità di sostituto d'imposta, provvederà al riconoscimento automatico dei benefici ai titolari delle prestazioni senza che il cittadino debba presentare alcuna domanda. L'erogazione prenderà il via con la mensilità di ottobre 2026.
Al beneficio legato al cuneo fiscale si aggiunge, come ogni anno, la rivalutazione automatica delle pensioni, il meccanismo che adegua gli importi al costo della vita sulla base dell'inflazione registrata dall'ISTAT.
Le prime stime di rivalutazione pensionistica per il 2027 sono particolarmente favorevoli. Secondo il Documento di finanza pubblica approvato dal Governo, l'inflazione di riferimento per il 2026 dovrebbe attestarsi intorno al 2,8%, un dato che, se confermato, porterebbe gli aumenti riconosciuti nel 2027 a essere circa il doppio rispetto a quelli applicati nel 2026, quando la rivalutazione si è fermata all'1,4%.
I dati ISTAT più recenti sembrano addirittura andare oltre le previsioni iniziali: l'inflazione acquisita per il 2026 è arrivata al 2,9%, sopra il 2,8% inizialmente stimato nei conti di primavera, anche se il dato definitivo utile per il calcolo della rivalutazione non coincide automaticamente con questa percentuale, perché si basa sull'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati al netto dei tabacchi, il cui valore ufficiale sarà recepito da un apposito decreto ministeriale atteso a novembre.
In termini pratici, per le pensioni fino a quattro volte il trattamento minimo, la rivalutazione verrebbe applicata per intero. Ipotizzando una percentuale del 2,8%, una pensione da 1.000 euro aumenterebbe di circa 28 euro lordi al mese, salendo a 1.028 euro, mentre un assegno da 1.500 euro beneficerebbe di un incremento di circa 42 euro, arrivando a 1.542 euro. Per gli importi superiori alla soglia delle quattro volte il minimo, la percentuale di rivalutazione si riduce progressivamente per scaglioni.
Dunque, mettendo insieme i due meccanismi, per migliaia di persone il prossimo anno porterà con sé due incrementi distinti e sommabili:
Non essendo richiesta alcuna domanda, non ci sono adempimenti da parte del cittadino: l'INPS provvederà in autonomia a ricalcolare gli importi spettanti e a inserirli direttamente nel cedolino. È comunque consigliabile:
La dott.ssa Serena Benedetti è un'esperta previdenziale con oltre 15 anni di esperienza nel campo della consulenza e dell'assistenza previdenziale. Laureata in Economia e Commercio, ha dedicato la sua carriera all'analisi delle politiche pensionistiche e alla consulenza su temi legati al welfare e alla previdenza sociale. Grazie alla sua competenza, ha collaborato con diversi...