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Pensioni, chi riceve l'aumento grazie ai nuovi bonus fiscali INPS e da quando oltre la rivalutazione prossimo anno

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di Dott.ssa Serena Benedetti pubblicato il

Gli importi delle pensioni si preparano ad un doppio aumento, ma non si tratta di una novità per tutti: i chiarimenti

Una doppia buona notizia attende migliaia di pensionati e di persone in uscita dal mondo del lavoro. Dal mese di ottobre 2026 l'INPS riconoscerà automaticamente il taglio del cuneo fiscale anche a chi percepisce alcune prestazioni di accompagnamento alla pensione, finora escluse da questo beneficio. A questo si aggiungerà, come ogni anno, la classica rivalutazione delle pensioni, che nel 2027 potrebbe essere particolarmente consistente. Il risultato è che per molti si tratterà di un vero e proprio doppio aumento.

Cos'è il taglio del cuneo fiscale e perché riguarda anche chi non lavora più

Il taglio del cuneo fiscale è una misura introdotta dalla Legge di Bilancio 2025, ben nota ai lavoratori e alle lavoratrici dipendenti, pensata per aumentare lo stipendio netto attraverso due strumenti distinti: 

  • una somma non imponibile, il cosiddetto bonus aggiuntivo, riservata a chi ha un reddito complessivo non superiore a 20.000 euro annui; 
  • una ulteriore detrazione dall'imposta lorda, destinata a chi ha un reddito oltre i 20.000 euro e fino a 40.000 euro annui.
Fino a oggi questo beneficio era riservato quasi esclusivamente ai lavoratori dipendenti attivi. Con il messaggio INPS n. 2829 del 14 settembre 2026, l'Istituto ha però chiarito un punto fondamentale: non rientrano le pensioni vere e proprie, che seguono regole fiscali diverse, ma rientrano invece tutte le prestazioni che accompagnano il lavoratore verso la pensione e che, fiscalmente, sono trattate come reddito da lavoro dipendente. 

In altre parole, chi riceve un trattamento che sostituisce lo stipendio, pur non lavorando più, continua a essere tassato come un dipendente, e per questo motivo entra di diritto nella platea dei beneficiari del taglio del cuneo fiscale.

Chi riceve l'aumento: Ape Sociale, isopensione e non solo

L'elenco delle prestazioni interessate dalla novità è piuttosto ampio. Secondo quanto chiarito dall'INPS, il beneficio spetta a chi percepisce:

  • l'Ape Sociale, l'indennità che sostiene alcuni lavoratori in attesa della pensione;
  • l'isopensione, che consente ad alcuni lavoratori di lasciare anticipatamente il lavoro;
  • gli assegni straordinari dei settori bancario e assicurativo;
  • le indennità legate ai contratti di espansione;
  • la NASpI e la DIS-COLL, le indennità di disoccupazione.
Come conferma anche una fonte specializzata, l'estensione del taglio del cuneo fiscale tocca due macro-aree di interventi erogati dall'Istituto nazionale di previdenza sociale: da un lato gli scivoli pensionistici e gli anticipi, come Ape Sociale, isopensione, assegni straordinari del comparto assicurativo e bancario e indennità collegate ai contratti di espansione, dall'altro i sostegni al reddito, come NASpI e DIS-COLL. 

È importante sottolineare che si tratta di prestazioni non pensionistiche in senso stretto: l'INPS ha infatti escluso espressamente le pensioni vere e proprie di ogni genere ed equiparate, comprese quelle integrative e complementari, come confermato anche dall'Agenzia delle Entrate. Chi percepisce contestualmente una prestazione sostitutiva del reddito e una pensione, per esempio una pensione di reversibilità, vedrà i due importi sommati ai fini della determinazione del reddito complessivo di riferimento.

Di quanto aumenta l'assegno

L'entità dell'aumento dipende dalla fascia di reddito complessivo del beneficiario:

  • per chi ha un reddito fino a 20.000 euro annui, spetta la somma non imponibile, un vero e proprio bonus che si aggiunge direttamente all'importo percepito;
  • per chi ha un reddito compreso tra 20.000 e 40.000 euro annui, spetta invece una detrazione fiscale fissa, pari a mille euro, che riduce l'imposta dovuta e quindi aumenta il netto in busta. 
Non si tratta di cifre uguali per tutti: l'importo effettivo dipende dal reddito complessivo del singolo beneficiario e viene calcolato automaticamente dall'INPS in base ai parametri stabiliti dalla normativa.

Il punto centrale della novità riguarda la decorrenza automatica. L'INPS, in qualità di sostituto d'imposta, provvederà al riconoscimento automatico dei benefici ai titolari delle prestazioni senza che il cittadino debba presentare alcuna domanda. L'erogazione prenderà il via con la mensilità di ottobre 2026. 

Il secondo aumento: la rivalutazione delle pensioni nel 2027

Al beneficio legato al cuneo fiscale si aggiunge, come ogni anno, la rivalutazione automatica delle pensioni, il meccanismo che adegua gli importi al costo della vita sulla base dell'inflazione registrata dall'ISTAT.

Le prime stime di rivalutazione pensionistica per il 2027 sono particolarmente favorevoli. Secondo il Documento di finanza pubblica approvato dal Governo, l'inflazione di riferimento per il 2026 dovrebbe attestarsi intorno al 2,8%, un dato che, se confermato, porterebbe gli aumenti riconosciuti nel 2027 a essere circa il doppio rispetto a quelli applicati nel 2026, quando la rivalutazione si è fermata all'1,4%. 

I dati ISTAT più recenti sembrano addirittura andare oltre le previsioni iniziali: l'inflazione acquisita per il 2026 è arrivata al 2,9%, sopra il 2,8% inizialmente stimato nei conti di primavera, anche se il dato definitivo utile per il calcolo della rivalutazione non coincide automaticamente con questa percentuale, perché si basa sull'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati al netto dei tabacchi, il cui valore ufficiale sarà recepito da un apposito decreto ministeriale atteso a novembre.

In termini pratici, per le pensioni fino a quattro volte il trattamento minimo, la rivalutazione verrebbe applicata per intero. Ipotizzando una percentuale del 2,8%, una pensione da 1.000 euro aumenterebbe di circa 28 euro lordi al mese, salendo a 1.028 euro, mentre un assegno da 1.500 euro beneficerebbe di un incremento di circa 42 euro, arrivando a 1.542 euro. Per gli importi superiori alla soglia delle quattro volte il minimo, la percentuale di rivalutazione si riduce progressivamente per scaglioni. 

Dunque, mettendo insieme i due meccanismi, per migliaia di persone il prossimo anno porterà con sé due incrementi distinti e sommabili:

  1. il beneficio del cuneo fiscale, riconosciuto automaticamente dall'INPS a partire da ottobre 2026 su Ape Sociale, isopensione, assegni straordinari e indennità di disoccupazione, senza necessità di presentare domanda;
  2. la rivalutazione ordinaria delle pensioni, che scatterà a gennaio 2027 e che, secondo le stime attuali, potrebbe risultare quasi doppia rispetto a quella applicata nel 2026.
Va precisato che i due meccanismi seguono logiche diverse: il taglio del cuneo fiscale riguarda le prestazioni sostitutive del reddito da lavoro e non le pensioni vere e proprie, mentre la rivalutazione si applica invece proprio ai trattamenti pensionistici in senso stretto. Per questo motivo, chi percepisce contemporaneamente una prestazione come l'Ape Sociale o l'isopensione insieme a un'altra pensione, ad esempio di reversibilità, potrà beneficiare in concreto di entrambi gli aumenti, ciascuno calcolato sulla componente di reddito a cui si riferisce.

Cosa conviene fare ora

Non essendo richiesta alcuna domanda, non ci sono adempimenti da parte del cittadino: l'INPS provvederà in autonomia a ricalcolare gli importi spettanti e a inserirli direttamente nel cedolino. È comunque consigliabile:

  • verificare l'importo accreditato a partire dal cedolino di ottobre 2026;
  • controllare, per chi ha un reddito tra 20.000 e 40.000 euro, la regolarizzazione in sede di conguaglio di fine anno;
  • monitorare, nei prossimi mesi, la pubblicazione del decreto ufficiale sulla rivalutazione 2027, che fisserà la percentuale definitiva applicata dal Ministero dell'Economia.
Le cifre definitive, sia per il bonus fiscale sia per la rivalutazione, dipenderanno dai dati ISTAT ancora da consolidare, ma la direzione è ormai chiara: per una fascia ampia di pensionati e di percettori di prestazioni previdenziali, il 2026 si chiuderà e il 2027 si aprirà con assegni più consistenti, grazie alla combinazione tra il taglio del cuneo fiscale e la rivalutazione automatica.




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Dott.ssa Serena Benedetti

La dott.ssa Serena Benedetti è un'esperta previdenziale con oltre 15 anni di esperienza nel campo della consulenza e dell'assistenza previdenziale. Laureata in Economia e Commercio, ha dedicato la sua carriera all'analisi delle politiche pensionistiche e alla consulenza su temi legati al welfare e alla previdenza sociale. Grazie alla sua competenza, ha collaborato con diversi...