Dal 2006 il tuo sito imparziale su Lavoro, Fisco, Investimenti, Pensioni, Aziende ed Auto

Piemonte e Torino: nuovi posti di lavoro da grandi aziende e 600 nuove multinazionali in arrivo

di Marcello Tansini pubblicato il
multinazionali in piemonte e torino in a

Il Piemonte e Torino stanno vivendo una stagione di grande slancio economico grazie all'arrivo numerose multinazionali e grandi aziende. Cresce l'attrattività del territorio, con nuovi investimenti e opportunità lavorative che rafforzano il ruolo strategico della regione nel panorama industriale italiano ed europeo.

Il tessuto economico piemontese e torinese ha saputo trasformarsi, negli ultimi anni, in un contesto sempre più moderno, dinamico e interconnesso con il mercato globale. La presenza di imprese internazionali nel panorama produttivo del territorio ha contribuito ad accrescere il valore aggiunto del sistema locale fornendo impulso alle innovazioni nei processi, nella ricerca e nella formazione delle competenze.

Come sottolineato dalle principali fonti istituzionali regionali e camerali, i grandi gruppi societari di matrice estera assumono oggi un peso decisivo, rappresentando un volano per la qualità dell’occupazione e la crescita del capitale tecnologico e umano. La sinergia sviluppata fra multinazionali, enti pubblici e mondo accademico si riflette in un ambiente favorevole e proattivo, che valorizza le competenze locali e attrae talenti da altri contesti nazionali e internazionali.

La propensione delle multinazionali a effettuare investimenti strutturati e ad alto valore, in particolare nella ricerca e nell’innovazione, è una delle chiavi che hanno reso l’area tra le più attrattive in Sud Europa per nuovi insediamenti industriali e tecnologici. Il consolidamento della presenza di questi gruppi viene riconosciuto come un fattore determinante per la modernizzazione del territorio e la creazione di nuove opportunità di lavoro qualificato. Le scelte strategiche delle istituzioni piemontesi hanno puntato su politiche attente all’internazionalizzazione e al rafforzamento del tessuto produttivo locale, generando benefici diffusi sulla qualità della vita e sullo sviluppo economico complessivo.

L’attrattività del Piemonte per le multinazionali estere: dati, settori e punti di forza

I dati raccolti dalla Camera di Commercio di Torino e Unioncamere Piemonte evidenziano in modo dettagliato il modo in cui il Piemonte sia diventato uno dei poli di riferimento per multinazionali desiderose di investire e radicarsi in Italia. Attualmente, sul territorio regionale, si registrano 1.300 imprese a controllo estero, distribuite su 5.680 localizzazioni, con oltre 183.000 addetti. Questi numeri rappresentano non solo una presenza significativa in termini quantitativi, ma segnalano anche un’elevata capacità qualitativa nell’assorbimento della forza lavoro.

Uno degli aspetti più rilevanti consiste nella stabilità e dalla prospettiva di crescita emersa dall’ultima indagine di settore: oltre il 76% delle imprese straniere ha confermato la propria intenzione di mantenere la presenza nella regione per il prossimo triennio, mentre un ulteriore 15% prevede di potenziare le proprie attività. Solo una minima parte delle aziende valuta l’ipotesi di ridurre l’impegno, a conferma della solidità del modello piemontese di accoglienza e di sviluppo industriale.

Dal punto di vista settoriale, la distribuzione delle multinazionali si concentra in modo particolare nei comparti:

  • Automotive (circa il 32%), trainato dalla forte tradizione manifatturiera e dalla presenza di grandi player storici.
  • Commercio (18%), con un importante apporto anche nell’indotto e nei servizi collegati.
  • Metalmeccanica (13,4%), comparto strategico per l’innovazione e lo sviluppo di soluzioni avanzate.
  • Settori in crescita come aerospazio, ICT, lusso, alta gamma e start up innovative.
I dati su provenienza e propensione all’insediamento sottolineano la spiccata internazionalizzazione dell’economia locale. Un terzo delle aziende controllate da capitali esteri è di nazionalità francese (20%) o tedesca (19%), mentre il 12% proviene dagli Stati Uniti, seguiti da altri paesi extraeuropei.
Settore % sul totale multinazionali
Automotive 31,8%
Commercio 18%
Metalmeccanica 13,4%
Aerospazio In crescita

I punti di forza più apprezzati dalle imprese straniere coinvolgono numerosi aspetti strutturali e qualitativi:

  • Capitale umano e sistema formativo di alto livello, grazie alla presenza di università e istituti tecnici di riconosciuta eccellenza.
  • Sistema infrastrutturale avanzato, in particolare per le tecnologie ICT, che supporta l’innovazione e la digitalizzazione dei processi produttivi.
  • Qualità della vita, che rappresenta un fattore di richiamo per manager e specialisti di settore.
  • Servizi di supporto efficienti e orientati alla crescita, dai servizi aftercare all’accompagnamento lungo tutto il percorso di investimento.
  • Collaborazione istituzionale, che facilita sinergie tra enti regionali, camere di commercio e università.
Fra i punti di miglioramento individuati dalle aziende si segnala principalmente il tema della burocrazia e dei costi energetici, mentre la presenza di enti come Ceipiemonte (Centro Estero per l’Internazionalizzazione) gioca un ruolo centrale nell’orientamento, nell’accompagnamento agli investitori e nella semplificazione delle procedure. La varietà dei settori coinvolti, unita alla forte propensione alla ricerca e sviluppo, configura un ecosistema competitivo, capace di attrarre investimenti consistenti e di rafforzare la reputazione internazionale della regione.

Nuove prospettive di crescita: investimenti, occupazione e l’arrivo di nuove multinazionali

L’analisi più recente della situazione piemontese evidenzia come la capacità di attrazione di investimenti esteri sia in costante ascesa. Oltre 600 dossier di multinazionali sono attualmente all’esame del Ceipiemonte, a conferma di una visibilità internazionale sempre più forte e riconosciuta.

Negli ultimi dodici mesi sono stati definiti 35 nuovi investimenti stranieri sul territorio, che spaziano dalla manifattura avanzata all’alta tecnologia, passando per settori emergenti come l’aerospazio e il digitale. Tra i progetti più rilevanti è previsto l’insediamento, nel 2025, di grandi player globali come il gruppo indiano Tata, pronto ad acquisire e potenziare la storica realtà di Iveco, con ricadute significative in termini occupazionali e di sviluppo delle filiere locali.

Un aspetto saliente riguarda la propensione delle imprese internazionali a generare lavoro qualificato. Secondo l’indagine camerale, oltre metà degli operatori ha mantenuto stabili i livelli occupazionali, mentre il 29% ha registrato un incremento dell’organico. Il trend positivo di fatturato e investimenti tra il 2024 e il 2025 testimonia inoltre il consolidamento di un ambiente economico che incentiva l’innovazione, valorizzando la specializzazione industriale e l’apporto delle nuove competenze.

L’arrivo di nuove multinazionali si accompagna a :

  • Apertura di centri di ricerca avanzati guidati dalle big tech globali
  • Investimenti delle aziende del lusso e dell’alta gamma
  • Crescita delle start up innovative nei settori digitali e della manifattura 4.0
  • Consolidamento dei gruppi già presenti attraverso strategie di ampliamento produttivo
L’incremento delle opportunità si fonda su una visione strategica delle istituzioni regionali, impegnate a mettere a sistema le competenze di Camera di Commercio, Unioncamere, Ceipiemonte e università. Il recente avvio di Piemonte Invest, lo strumento regionale per la promozione e l’accompagnamento degli investimenti esteri, rappresenta un esempio virtuoso di questa strategia integrata. L’iniziativa è progettata per semplificare i percorsi di insediamento e rafforzare il legame tra nuovi investitori, tessuto produttivo e territorio.

Gli effetti attesi nei prossimi anni comprendono un aumento del numero degli addetti qualificati, la crescita del know-how industriale e l’espansione della rete di imprese tecnologiche. Il Piemonte assume così un posizionamento di rilievo sullo scenario europeo, sempre più orientato all’innovazione sostenibile e alla competitività internazionale. Si conferma, secondo i vertici regionali, un modello che consente non solo di attrarre investimenti, ma di garantire stabilità e crescita a lungo termine. L’obiettivo dichiarato dalle istituzioni resta rendere il territorio un luogo di valore per le imprese e le persone che vi lavorano, capace di affrontare le sfide dell’economia globale con strumenti e visione all’altezza delle migliori realtà europee.



Leggi anche