Il Piemonte e Torino stanno vivendo una stagione di grande slancio economico grazie all'arrivo numerose multinazionali e grandi aziende. Cresce l'attrattività del territorio, con nuovi investimenti e opportunità lavorative che rafforzano il ruolo strategico della regione nel panorama industriale italiano ed europeo.
Il tessuto economico piemontese e torinese ha saputo trasformarsi, negli ultimi anni, in un contesto sempre più moderno, dinamico e interconnesso con il mercato globale. La presenza di imprese internazionali nel panorama produttivo del territorio ha contribuito ad accrescere il valore aggiunto del sistema locale fornendo impulso alle innovazioni nei processi, nella ricerca e nella formazione delle competenze.
Come sottolineato dalle principali fonti istituzionali regionali e camerali, i grandi gruppi societari di matrice estera assumono oggi un peso decisivo, rappresentando un volano per la qualità dell’occupazione e la crescita del capitale tecnologico e umano. La sinergia sviluppata fra multinazionali, enti pubblici e mondo accademico si riflette in un ambiente favorevole e proattivo, che valorizza le competenze locali e attrae talenti da altri contesti nazionali e internazionali.
La propensione delle multinazionali a effettuare investimenti strutturati e ad alto valore, in particolare nella ricerca e nell’innovazione, è una delle chiavi che hanno reso l’area tra le più attrattive in Sud Europa per nuovi insediamenti industriali e tecnologici. Il consolidamento della presenza di questi gruppi viene riconosciuto come un fattore determinante per la modernizzazione del territorio e la creazione di nuove opportunità di lavoro qualificato. Le scelte strategiche delle istituzioni piemontesi hanno puntato su politiche attente all’internazionalizzazione e al rafforzamento del tessuto produttivo locale, generando benefici diffusi sulla qualità della vita e sullo sviluppo economico complessivo.
I dati raccolti dalla Camera di Commercio di Torino e Unioncamere Piemonte evidenziano in modo dettagliato il modo in cui il Piemonte sia diventato uno dei poli di riferimento per multinazionali desiderose di investire e radicarsi in Italia. Attualmente, sul territorio regionale, si registrano 1.300 imprese a controllo estero, distribuite su 5.680 localizzazioni, con oltre 183.000 addetti. Questi numeri rappresentano non solo una presenza significativa in termini quantitativi, ma segnalano anche un’elevata capacità qualitativa nell’assorbimento della forza lavoro.
Uno degli aspetti più rilevanti consiste nella stabilità e dalla prospettiva di crescita emersa dall’ultima indagine di settore: oltre il 76% delle imprese straniere ha confermato la propria intenzione di mantenere la presenza nella regione per il prossimo triennio, mentre un ulteriore 15% prevede di potenziare le proprie attività. Solo una minima parte delle aziende valuta l’ipotesi di ridurre l’impegno, a conferma della solidità del modello piemontese di accoglienza e di sviluppo industriale.
Dal punto di vista settoriale, la distribuzione delle multinazionali si concentra in modo particolare nei comparti:
| Settore | % sul totale multinazionali |
| Automotive | 31,8% |
| Commercio | 18% |
| Metalmeccanica | 13,4% |
| Aerospazio | In crescita |
I punti di forza più apprezzati dalle imprese straniere coinvolgono numerosi aspetti strutturali e qualitativi:
L’analisi più recente della situazione piemontese evidenzia come la capacità di attrazione di investimenti esteri sia in costante ascesa. Oltre 600 dossier di multinazionali sono attualmente all’esame del Ceipiemonte, a conferma di una visibilità internazionale sempre più forte e riconosciuta.
Negli ultimi dodici mesi sono stati definiti 35 nuovi investimenti stranieri sul territorio, che spaziano dalla manifattura avanzata all’alta tecnologia, passando per settori emergenti come l’aerospazio e il digitale. Tra i progetti più rilevanti è previsto l’insediamento, nel 2025, di grandi player globali come il gruppo indiano Tata, pronto ad acquisire e potenziare la storica realtà di Iveco, con ricadute significative in termini occupazionali e di sviluppo delle filiere locali.
Un aspetto saliente riguarda la propensione delle imprese internazionali a generare lavoro qualificato. Secondo l’indagine camerale, oltre metà degli operatori ha mantenuto stabili i livelli occupazionali, mentre il 29% ha registrato un incremento dell’organico. Il trend positivo di fatturato e investimenti tra il 2024 e il 2025 testimonia inoltre il consolidamento di un ambiente economico che incentiva l’innovazione, valorizzando la specializzazione industriale e l’apporto delle nuove competenze.
L’arrivo di nuove multinazionali si accompagna a :
Gli effetti attesi nei prossimi anni comprendono un aumento del numero degli addetti qualificati, la crescita del know-how industriale e l’espansione della rete di imprese tecnologiche. Il Piemonte assume così un posizionamento di rilievo sullo scenario europeo, sempre più orientato all’innovazione sostenibile e alla competitività internazionale. Si conferma, secondo i vertici regionali, un modello che consente non solo di attrarre investimenti, ma di garantire stabilità e crescita a lungo termine. L’obiettivo dichiarato dalle istituzioni resta rendere il territorio un luogo di valore per le imprese e le persone che vi lavorano, capace di affrontare le sfide dell’economia globale con strumenti e visione all’altezza delle migliori realtà europee.