Le previsioni per i saldi invernali 2026 tra prospettive di fatturato, analisi delle vendite e dei prodotti più ambiti, dati sulle regioni, trend di consumo, regole in vigore e consigli per un acquisto più consapevole.
I saldi invernali 2026 si presentano nel contesto di un settore commerciale che, negli ultimi anni, ha dovuto adattarsi a dinamiche di consumo sempre più rapide, segnate dal forte impulso dell’online, dalle nuove esigenze di risparmio delle famiglie e da una crescente attenzione alla sostenibilità degli acquisti. L’appuntamento delle vendite di fine stagione rappresenta non solo una tradizione, ma anche un’opportunità attesa sia dai consumatori che dagli operatori del settore moda e non solo. Le proiezioni delle principali associazioni di categoria illustrano un consumo che riflette maggior selettività e attenzione al valore reale delle offerte.
La presenza di sconti anticipati, attraverso "pre-saldi" e promozioni dedicate, ha parzialmente diluito l’impatto dell’avvio ufficiale, pur mantenendo il periodo dei saldi come uno degli eventi commerciali più attesi. Le vendite di qualità, la trasparenza nei prezzi e la fiducia nell’acquisto presso negozi fisici e digitali sono elementi chiave che definiscono questa stagione. Nel quadro economico attuale, dove la stabilità dei redditi resta incerta, i saldi invernali continuano ad attrarre numerose famiglie, contribuendo al rilancio dei consumi interni e sostenendo l’attività dei centri urbani e dei negozi di prossimità.
In Italia il calendario dei saldi invernali 2026 è stato definito seguendo gli indirizzi unitari delle Regioni e tiene conto delle peculiarità locali e delle normative vigenti. La data di partenza più diffusa è sabato 3 gennaio, con eccezioni in alcune aree come la Valle d’Aosta e l’Alto Adige. La durata varia tra 45 e 75 giorni a seconda della regione, ma la regola più comune prevede una finestra di circa due mesi.
Segue una tabella di sintesi delle principali date suddivise per area geografica:
| Regione | Data inizio | Data fine |
| Valle d’Aosta | 2 gennaio | 31 marzo |
| Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Veneto, Marche, Sardegna, Calabria, Basilicata, Puglia, Sicilia | 3 gennaio | 1°/3 marzo (alcune fino al 15 marzo) |
| Alto Adige | 8 gennaio | 5 febbraio / alcune località turistiche 4 aprile |
| Lazio | 3 gennaio | 4-6 settimane dopo |
| Friuli Venezia Giulia | 3 gennaio | 31 marzo |
| Liguria | 3 gennaio | 16 febbraio |
Le date sono state stabilite per armonizzare il commercio nazionale e tutelare i consumatori, con molte regioni che vietano le promozioni nei 30 giorni precedenti l’inizio dei saldi, ad eccezione di aree come Friuli Venezia Giulia o Sicilia dove le regole permettono maggiore libertà di promozioni durante l'anno. Le principali città, dall’Emilia-Romagna alla Lombardia, seguiranno la linea del via il 3 gennaio per 60 giorni. Solo in pochi casi, come nelle province autonome di Trento e Bolzano, i periodi sono definiti autonomamente dai commercianti.
La normativa vigente richiede chiarezza sui prezzi esposti, trasparenza delle promozioni e rispetto della durata comunicata. Questa organizzazione è pensata per offrire a tutti gli attori del mercato – negozianti e clienti – un ambiente di acquisto ordinato e tutelato. Nei principali centri turistici alpini, il periodo degli sconti è posticipato per venire incontro alle esigenze stagionali e turistiche locali.
Le proiezioni degli studi di settore indicano, per i saldi invernali 2026, un giro d’affari nazionale tra i 4,9 e i 6 miliardi di euro, evidenziando una lieve crescita rispetto alle annate precedenti nonostante una diminuzione della spesa media per persona. Dati Confcommercio attribuiscono a questa stagione il coinvolgimento di circa 16 milioni di famiglie e una spesa individuale stimata attorno ai 137 euro, in leggero calo rispetto agli anni precedenti.
Dal punto di vista geografico, alcune regioni si distinguono per performance più vivaci. In Toscana si stima un valore complessivo da oltre 315 milioni di euro e una spesa media pro capite di 139 euro, con percentuali simili anche in Lombardia, Emilia-Romagna e Lazio. In Sicilia e Sud Italia, oltre agli acquisti dei residenti, il turismo aggiunge ulteriori volumi di spesa; per l'isola, la previsione è un afflusso elevato sia di residenti che di visitatori esterni (oltre 12% della spesa stagionale in abbigliamento e calzature).
A livello nazionale, la tendenza indica un aumento del numero di clienti che attendono i saldi per effettuare acquisti di valore, spesso rinunciando alle compere durante il periodo natalizio. Tuttavia, nelle grandi città come Roma, si rileva una moderata flessione sia nel numero di acquirenti che nell’importo speso: la spesa media nella Capitale, secondo Confcommercio, si assesta su 176 euro, con una significativa percentuale di consumatori che rimanda gli acquisti in attesa di occasioni più vantaggiose o per effetto delle incertezze sul bilancio familiare.
I settori che trainano il fatturato restano moda, calzature e accessori, ma crescono anche le vendite di elettronica, design e prodotti casa, grazie alla convergenza tra retail e promozioni online. Le politiche di prezzo sempre più trasparenti e le nuove forme di monitoraggio del mercato, richieste dalla normativa Omnibus (D.lgs 26/2023), contribuiscono a garantire un ambiente di vendita corretto e affidabile.
L’offerta degli sconti del 2026 si focalizza su articoli stagionali e di moda, con l’abbigliamento e le calzature che restano assolutamente protagonisti. La scelta dei consumatori si orienta in modo crescente verso capi di qualità, prodotti sostenibili e realizzati con materiali innovativi o naturali. La predilezione per il "made in Italy" e la praticità premia i marchi che puntano su trasparenza nella composizione e immediatezza d’uso.
Accessori moda (borse, cinture, sciarpe) e capi spalla sono tra i più ricercati, sia nei negozi fisici sia sulle principali piattaforme digitali. Accanto alle categorie tradizionali, crescono anche le richieste per articoli beauty, elettronica di consumo, abbonamenti digitali, piccoli elettrodomestici e oggettistica per la casa, soprattutto nei primi giorni di sconti.
Nelle regioni a forte richiamo turistico o con importanti città d’arte – come Toscana e Sicilia – si riscontrano vendite vivaci su articoli legati allo stile di vita locale: dai prodotti sartoriali alle calzature artigianali, fino ad abbigliamento pratico e versatile. Il trend della personalizzazione si riflette anche nella varietà di offerte e nella possibilità di scegliere prodotti su misura, soprattutto online.
Va rilevato come l’iniziativa di molti brand di proporre promozioni riservate ai clienti fidelizzati abbia ampliato l’interesse verso categorie merceologiche diverse dal solo abbigliamento, rafforzando l’esperienza d’acquisto tra canali digitali e negozi di quartiere.
Le abitudini dei consumatori si sono evolute verso una sempre maggiore attenzione al risparmio, alla trasparenza e alla qualità dei prodotti acquistati. L’approccio multicanale domina il mercato: il 66,3% delle persone combina acquisti nei punti vendita fisici con shopping online, mentre il 7,4% utilizza esclusivamente piattaforme digitali.
I negozi di prossimità e le catene dei centri commerciali restano il punto di riferimento per la maggioranza degli acquirenti – rispettivamente il 36,6% e il 61%, mentre gli outlet attirano circa il 20% della clientela in cerca di occasioni. Il ritorno alla dimensione locale è favorito dalla fiducia nel servizio personalizzato e nella possibilità di valutare la qualità dei capi di persona.
La spesa media nazionale per i saldi 2026 si attesta tra 137 e 176 euro, con i residenti dei grandi centri urbani leggermente sopra la media. In Toscana è stato registrato un progressivo calo nell’importo medio annuo pro capite, segno di una tendenza all’acquisto oculato e di una maggiore selettività: si cerca la convenienza ma anche prodotti durevoli. A Roma, tra i principali motivi di rinuncia agli acquisti, emergono la volontà di risparmiare e le incertezze legate all’andamento economico familiare.
La crescita dei presaldi e delle promozioni "private" ha frammentato ulteriormente il periodo degli acquisti scontati, ma la domanda rimane solida. Si osserva un utilizzo crescente di strumenti digitali, app e comparatori per individuare le offerte più trasparenti e vantaggiose.