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Puglia, la strategia economica e gli obiettivi per sviluppo lavoro e aziende del Governatore De Caro

di Marcello Tansini pubblicato il
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La Puglia si confronta con nuove strategie economiche, puntando su innovazione, inclusione e capitale umano per rafforzare imprese e occupazione. Analisi di investimenti, misure, sfide e prospettive regionali verso uno sviluppo sostenibile.

Negli ultimi anni la Puglia ha vissuto una trasformazione profonda e dinamica del proprio tessuto economico. L’obiettivo perseguito dalla giunta regionale, con l'arrivo di De Caro, è quello di integrare crescita delle imprese, creazione di posti di lavoro e promozione dell’innovazione. La nuova stagione di programmazione europea e nazionale, con focus su digitalizzazione e sostenibilità, definisce un percorso chiaro: accompagnare lo sviluppo delle aziende locali e migliorare le condizioni dei lavoratori, orientando interventi e risorse pubbliche su filiere produttive innovative, inclusione e valorizzazione del capitale umano.

I risultati degli investimenti regionali: crescita economica e occupazione

L’analisi dei dati disponibili evidenzia una progressione significativa dello sviluppo socioeconomico pugliese fra il 2014 e il 2025. La crescita del PIL regionale di circa l’11% negli ultimi dieci anni supera la media italiana (fonte ISTAT) e attesta una vitalità che si riflette sia nei numeri che nella qualità degli investimenti attivati. Nel ciclo 2021-2027 sono stati presentati oltre 2.700 progetti imprenditoriali, con investimenti previsti per circa 3,5 miliardi di euro, coinvolgendo più di 2.700 aziende di ogni dimensione.

Gli interventi sono stati differenziati in linea con le esigenze delle micro, piccole, medie e grandi imprese. Tra le principali misure adottate spiccano:

  • Contratti di Programma per grandi investimenti industriali, che richiedono la collaborazione tra imprese di varia dimensione su ricerca, sviluppo e innovazione.
  • Programmi Integrati di Agevolazione (PIA), stimolando la crescita delle PMI in ricerca, formazione e internazionalizzazione.
  • Bandi MiniPIA e TecnoNidi, concepiti per favorire l’innovazione e la digitalizzazione anche tra le micro imprese e per attrarre startup da tutta Italia.
Significativo l’apporto dei fondi europei (FESR-FSE+), destinati non solo allo sviluppo locale ma anche a incentivare la resilienza del sistema imprenditoriale in periodi di crisi. Il rafforzamento delle infrastrutture, la promozione della ricerca e la spinta verso l’export hanno creato le condizioni per il consolidamento di una rete produttiva più diversificata e strutturata.

I risultati occupazionali sono in linea con gli investimenti: nel periodo 2015-2023 si è registrato un netto calo della disoccupazione e un aumento significativo dei NEET avviati al lavoro. Tuttavia, sono emerse lacune strutturali nella qualità dei nuovi impieghi, che restano spesso legati a settori a basso valore aggiunto.

Totale progetti imprenditoriali +2.700 (2021-2027)
Investimenti mobilitati 3,5 miliardi €
Aziende coinvolte 2.766
Nuove imprese create (NIDI) 3.300 dal 2014

La politica regionale si distingue così per aver saputo orientare risorse verso obiettivi condivisi di sviluppo socio-economico e inclusione.

Le nuove misure per lo sviluppo: bandi, incentivi e opportunità per le aziende

L’attuale stagione di programmazione punta su strumenti differenziati e innovativi, pensati per coprire le molteplici esigenze delle imprese pugliesi. Il programma STEP, lanciato nell’estate 2025, sostiene in modo mirato lo sviluppo di tecnologie avanzate – intelligenza artificiale, deep tech, biotecnologie – e la manifattura sostenibile. In parallelo, i bandi sulle Comunità Energetiche Rinnovabili incentivano la produzione e l’uso condiviso di energia green, promuovendo riduzione dei costi e contrasto alla povertà energetica.

Le opportunità prevedono anche azioni per:

  • La ricognizione e valorizzazione degli immobili industriali per migliorare l’attrattività degli investimenti e creare nuove occasioni di insediamento imprenditoriale.
  • Voucher e progetti d’internazionalizzazione, per rafforzare la presenza locale sui mercati esteri e valorizzare il brand territoriale.
  • Strumenti di sostegno alla transizione digitale ed energetica.
Gli incentivi, spesso a fondo perduto o in forma di finanziamento agevolato, sono stati progettati per rispondere rapidamente alle esigenze di mercati e aziende, snellendo i processi e valorizzando le sinergie tra pubblico e privato.

Innovazione, digitalizzazione e transizione verde come motore di competitività

Il tessuto imprenditoriale pugliese si è aperto all’innovazione a 360 gradi, puntando su ricerca avanzata e processi produttivi sostenibili. L’accelerazione verso la digitalizzazione, supportata da bandi regionali, coinvolge PMI, startup e grandi aziende, ridisegnando i confini tradizionali dell’economia locale.

  • I Contratti di Programma incentivano la collaborazione tra grandi gruppi e PMI su temi come industria 4.0, idrogeno verde e intelligenza artificiale.
  • I progetti di ammodernamento sostenuti dai MiniPIA rendono l’innovazione accessibile anche alle micro aziende, fondamentali per la vitalità e la capacità occupazionale della regione.
  • Il sostegno alla transizione verde si manifesta nell’ampliamento delle Comunità Energetiche Rinnovabili, che coinvolgono cittadini e imprese nella produzione locale di energia pulita, con impatti positivi su ambiente e competitività.
Non mancano esempi di realtà che hanno attratto investimenti extraterritoriali sfruttando collaborazioni con università e poli di ricerca, mostrando la capacità di trasformare idee e ricerca in sviluppo concreto.

Inclusione, autoimpiego e sostegno alle categorie svantaggiate

La strategia regionale include strumenti mirati all’autoimpiego e alla valorizzazione delle fasce più fragili del mercato del lavoro. Tra questi, il programma NIDI (“Nuove iniziative d’impresa”) ha consentito l’avvio di oltre 3.300 nuove aziende negli ultimi quindici anni, favorendo l’accesso all’imprenditorialità per giovani, donne e disoccupati, attraverso incentivi personalizzati e contributi a fondo perduto che possono coprire fino al 75% delle spese.

Accanto a NIDI si affiancano:

  • TecnoNidi, rivolto a startup tecnologiche, con una quota crescente di domande provenienti anche da fuori regione.
  • Percorsi formativi dedicati alle categorie svantaggiate con focus sull’inclusione delle donne e dei giovani nel mercato del lavoro attraverso formazione, supporto gratuito e orientamento.
Queste misure testimoniano una crescente attenzione alle pari opportunità e alla lotta al divario occupazionale, integrando all’interno della programmazione regionale le direttive sul tema della parità di genere e le linee guida europee sull’inclusione sociale.

Lavoro di qualità e capitale umano: sfide e priorità per il benessere dei lavoratori

Nonostante i progressi realizzati, restano sfide centrali nella trasformazione della crescita quantitativa in sviluppo di qualità, in particolare sul versante dell’occupazione. Più della metà dei lavoratori del settore privato percepisce bassi salari e condizioni instabili, spesso legate alla predominanza di settori turistico-commerciali rispetto all’industria manifatturiera avanzata.

Le priorità individuate sia dalle istituzioni che dalle organizzazioni sindacali comprendono:

  • Aumento del lavoro stabile e qualificato, sostenendo filiere strategiche e crescita di comparti tecnologicamente avanzati.
  • Intensificazione degli investimenti nella formazione continua e nella ricerca per sviluppare competenze allineate alle richieste del mercato.
  • Incremento delle risorse regionali per sostenere welfare, uguaglianza di opportunità e diritto alla salute.
  • Sviluppo di infrastrutture integrate per agevolare mobilità e logistica tra poli di conoscenza, innovazione e impresa.
La Regione ha puntato sulla valorizzazione del capitale umano come leva strategica per aumentare la produttività, invertendo il trend del saldo migratorio negativo fra i giovani laureati e promuovendo, anche tramite nuove leggi regionali, l’attrazione e circolazione dei talenti. La sfida attuale è rendere strutturale tale approccio, trasformando la crescita in un modello di sviluppo sociale più equilibrato e duraturo.

Le proposte per il welfare regionale e l’inclusione sociale

I recenti dibattiti hanno riportato al centro il valore del benessere collettivo quale obiettivo imprescindibile. I sindacati come CGIL sottolineano che la ricchezza prodotta deve essere redistribuita promuovendo salari dignitosi, stabilità lavorativa e politiche di welfare evoluto.

Le proposte avanzate includono:

  • Estensione delle tutele sociali e del reddito alle fasce più deboli della popolazione.
  • Potenziamento di servizi sanitari, abitativi e scolastici a livello territoriale.
  • Iniziative per l’inclusione attiva delle donne, in particolare nei settori tecnologici, e misure a favore della parità di genere.
  • Maggiori investimenti per combattere povertà educativa e lavorativa, puntando su progetti di inclusione a livello locale.
La vera sfida per il futuro è dunque quella di irrobustire il sistema del welfare regionale, facendo convergere investimenti pubblici e privati sul miglioramento costante della qualità di vita e delle condizioni lavorative.

Puglia modello di innovazione: ecosistema, attrazione talenti e internazionalizzazione

Il riconoscimento ottenuto alla fiera "We Make Future" di Bologna come Regione Innovativa dell’Anno riflette lo spessore della strategia regionale orientata a creare un ecosistema favorevole all’innovazione diffusa. Il focus su open innovation e sulla promozione di startup e PMI digitali ha portato all'adozione di strumenti come la Piattaforma dell’Innovazione e Hub territoriali per favorire l’incontro tra aziende, ricerca e pubbliche amministrazioni.

Tra le direttrici operative spiccano:

  • Bandi per la valorizzazione delle filiere produttive avanzate (agroindustria, energie rinnovabili, digitale, automazione, aerospazio).
  • Incentivi regionali e voucher per la partecipazione di PMI e startup a fiere e manifestazioni di rilievo internazionale.
  • Programmi per la mobilità e la circolazione dei talenti, capaci di attrarre giovani da tutto il Paese e dall’estero, anche grazie alla collaborazione con università e centri di eccellenza locali.
Risultati concreti si osservano nei numeri delle startup nate dalla ricerca accademica, nel posizionamento competitivo di imprese innovative pugliesi nel mercato italiano ed europeo e nell’avvio di poli tecnologici e incubatori d’impresa promossi a livello regionale.

Criticità e prospettive future: produttività, investimenti e valore aggiunto

Purtroppo, a fronte degli indubbi successi, persistono alcune criticità strutturali. Il valore aggiunto per ora lavorata resta vicino ai livelli dell’inizio secolo e la crescita dei salari medi non ha seguito il ritmo degli investimenti. Il comparto manifatturiero ha perso peso rispetto a settori a basso valore aggiunto e le esportazioni, dopo una ripresa significativa, hanno registrato contrazioni nel biennio 2024-2025.

Le sfide prioritarie riguardano:

  • La necessità di innalzare la produttività del lavoro e incentivare attività ad alto contenuto tecnologico.
  • L’incremento degli investimenti in infrastrutture logistiche e connettività integrata tra porti, aeroporti, ferrovie e poli industriali.
  • La revisione della spesa pubblica verso filiere strategiche ad alto valore aggiunto.
  • Il consolidamento della capacità amministrativa e la riduzione dei tempi burocratici legati agli incentivi.
La capacità di affrontare queste sfide determinerà il salto di qualità nella crescita regionale.


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