Dal 2006 il tuo sito imparziale su Lavoro, Fisco, Investimenti, Pensioni, Aziende ed Auto

Quanto sono efficienti la pubblica amministrazione e gli statali? I nuovi dati e statistiche del Forum della PA 2026

di Marianna Quatraro pubblicato il
Quanto efficiente pubblica amministrazio

L'efficienza della Pubblica Amministrazione italiana al centro dell'Annual Report FPA 2026, tra dati aggiornati, innovazione digitale, attuazione del PNRR e le sfide poste dall'intelligenza artificiale nei prossimi anni.

L’undicesima edizione dell’Annual Report curato da Forum della PA ha fornito un’analisi dettagliata della recente evoluzione che interessa la Pubblica Amministrazione italiana. Nel corso del 2025, il settore pubblico ha vissuto importanti trasformazioni: l’adozione di nuove tecnologie, accompagnata da una riorganizzazione interna sostenuta da strategie di cambiamento, ha proiettato molte amministrazioni verso un modello più efficiente e reattivo.
Secondo le indagini Barometro PA e PanelPA integrate nel report, i cittadini percepiscono ancora forti incertezze sul futuro, ma riconoscono anche la capacità della macchina amministrativa di accelerare la modernizzazione usando strumenti innovativi. La digitalizzazione, il rafforzamento delle competenze interne e l’investimento in nuove risorse hanno infatti contribuito a una maggiore efficienza dei servizi, all’abbattimento di alcune prassi burocratiche, e a una risposta più agile alle esigenze di imprese e cittadini.
L’Annual Report 2026 mostra come l’Italia si stia progressivamente allineando agli standard europei grazie al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e all’introduzione dell'intelligenza artificiale, elementi ormai centrali nella ridefinizione dei processi pubblici. 

Innovazione, PNRR e trasformazione digitale: i dati e le leve del cambiamento

Negli ultimi anni, l’attuazione del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) ha rappresentato una leva di accelerazione senza precedenti per la Pubblica Amministrazione italiana. L’incremento degli investimenti destinati al settore pubblico, passati da circa 3 miliardi a oltre 30 miliardi di euro l’anno, ha imposto nuove sfide gestionali, ma ha anche consentito di avviare interventi strutturali inediti.


Il Friuli Venezia Giulia, insieme ad altre regioni del Nord, si distingue nella classifica nazionale per efficienza amministrativa e competenze digitali, come testimoniato da ricerche e statistiche presentate durante il Forum PA. Le riforme messe in campo hanno contribuito a dotare la PA di metodi di lavoro basati su obiettivi, scadenze certe e un utilizzo più esteso delle collaborazioni pubblico-private. Ciò ha portato benefici concreti in termini di snellezza delle procedure, rapidità nell’erogazione dei servizi e capacità di spesa dei fondi europei:

  • Miglioramento della gestione delle risorse: l’aumento dei finanziamenti ha permesso alla PA di rafforzare le sue strutture organizzative e di attivare task force dedicate al monitoraggio dei risultati.
  • Digitalizzazione e interoperabilità: la piattaforma PA Digitale 2026 ha coinvolto oltre 23mila enti pubblici con più di 81mila progetti. Particolare attenzione è stata data alla migrazione in cloud, all’adozione di piattaforme abilitanti come SPID, pagoPA, app IO e la Piattaforma Nazionale Digitale Dati, strumenti ormai integrati nei servizi quotidiani dei cittadini.
  • Semplificazione amministrativa: grazie al PNRR, sono state riviste 357 procedure (251 rivolte alle imprese, 81 ai cittadini, 25 a entrambe le tipologie). Questo processo ha generato una riduzione dei tempi di risposta e semplificato l’accesso a numerosi servizi.
La capacità di gestione dei fondi comunitari ha richiesto nuove competenze: dal 2023 al 2025 oltre 614mila assunzioni nel settore pubblico, con un’età media di 39 anni tra i nuovi dipendenti, segno di un importante ricambio generazionale. Anche i concorsi pubblici hanno subito una trasformazione, con una drastica riduzione dei tempi medi da due anni a quattro mesi.


L’indice "Amministrazioni digitali" ICity Rank (FPA) ha registrato una crescita di 15 punti tra il 2023 e il 2025, attestando il salto di qualità nella modernizzazione dei Comuni capoluogo, grazie a una sempre più omogenea diffusione delle tecnologie digitali tra Nord e Sud del Paese.

Dal punto di vista organizzativo e culturale, il PanelPA mostra un forte apprezzamento tra i dipendenti pubblici per metodi di lavoro basati su obiettivi misurabili, apertura alla collaborazione e valorizzazione della performance. L’approccio basato sui dati per le decisioni, la crescita delle collaborazioni esterne e il lavoro in team multidisciplinari rappresentano asset strategici consolidati durante il biennio 2024-2025.


Esperienza e affidabilità emergono anche dal sostegno all’innovazione da parte dei giovani: rispetto al passato cresce la fiducia nelle potenzialità della trasformazione digitale come leva per il proprio percorso professionale.

Il quadro complessivo può essere riassunto nei seguenti dati chiave, secondo le più recenti rilevazioni ufficiali:

Parametro Valore
Fondi comunitari gestiti annualmente Oltre 30 miliardi di euro
Enti coinvolti nella digitalizzazione 23.000+
Progetti attivi su PA Digitale 2026 81.000
Concorsi pubblici: tempi medi ridotti Da 2 anni a 4 mesi
Nuove assunzioni (2023-2025) 614.000
Indice "Amministrazioni digitali" +15 punti (2023-2025)
Procedure semplificate 357 totali

Queste trasformazioni hanno ridotto i divari territoriali, reso i sistemi pubblici più trasparenti e coerenti con le esigenze di una società in rapida evoluzione, orientata all’innovazione e alla responsabilità.

Sfide future e impatti dell’intelligenza artificiale nella PA italiana

L’Annual Report pone particolare attenzione alle sfide che accompagneranno il lavoro nella Pubblica Amministrazione nei prossimi anni, con l’intelligenza artificiale (IA) che si afferma quale protagonista del cambiamento.

Le indagini mostrano come più della metà degli enti pubblici sia già aperta alla sperimentazione di soluzioni basate su IA, mentre la maggioranza degli intervistati (PanelPA) individua tra le priorità future:

  • Sviluppo di percorsi formativi specializzati destinati al personale, affinché siano in grado di governare la complessità degli algoritmi e le nuove logiche operative.
  • Promozione della qualità dei dati, considerata essenziale per garantire efficienza e trasparenza nelle applicazioni di IA. Solo una parte dei progetti attuali rispetta pienamente gli standard internazionali di qualità (ISO/IEC 25012).
  • Affiancamento di figure professionali dedicate alla gestione e al controllo dell’adozione di queste tecnologie.
L’implementazione dell’IA è già in corso in vari ambiti della Pubblica Amministrazione centrale e locale: sono 120 i progetti censiti da AgID, prevalentemente focalizzati sull’efficienza interna e la gestione intelligente dei dati.


L’impatto più atteso riguarda il miglioramento della qualità dei servizi al cittadino (secondo il 66% dei dipendenti), oltre alla capacità di prevenire criticità tramite un migliore utilizzo dei dati e una maggiore automazione dei processi.

Le priorità individuate per la gestione dei rischi riguardano la protezione dai nuovi vettori di attacco informatico – con una crescita degli incidenti del 140% in un anno – e la valutazione delle implicazioni etiche, sociali e di trasparenza generate dall’adozione di algoritmi decisionali. 

L’impatto organizzativo della trasformazione digitale e dell’intelligenza artificiale richiede una governance che non si limiti a recepire i cambiamenti, ma sappia anticiparli e guidarli: la costruzione di comunità professionali, la valorizzazione delle competenze e la diffusione di pratiche innovative diventano punti cardine per rendere strutturali i progressi realizzati durante il ciclo del PNRR. Entrando più nel dettaglio:

  • Gli ambiti che richiedono ancora interventi mirati sono: formazione continua, protezione dei dati sensibili, sviluppo della cultura digitale, diffusione di un’etica della trasparenza nei processi decisionali automatizzati.
  • Il ricambio generazionale rappresenta una risorsa: attira nuove professionalità e sensibilizza la pubblica amministrazione verso un’agenda maggiormente orientata alla sostenibilità e all’innovazione.
In definitiva, la sfida per la PA del futuro sarà consolidare le pratiche virtuose, trasformando le risorse straordinarie del PNRR e i successi della digitalizzazione in elementi permanenti ed evolutivi. 




Leggi anche