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Stipendi e Manovra Finanziaria 2027: detassazione tredicesime e flat tax 5% non rientrano e in bilico agevolazioni anno scorso

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di Dott. Giovanni Matano pubblicato il

Per la Manovra Finanziaria 2027, a causa delle risorse economiche limitate, si potrebbe andare verso la proroga di tassazione al 5% sugli aumenti contrattuali e al 15% su straordinari, notturno e festivo. Ma verrebbero escluse le detassazioni di tredicesime e la flat tax per i giovani.

La Manovra Finanziaria 2027 entra nel vivo e per i lavoratori italiani le prime indicazioni non sono delle più rosee. Le risorse a disposizione del Governo sono limitate, i margini di intervento si restringono e la linea che sembra prevalere è quella della prudenza: meglio confermare ciò che già esiste che avviare nuove misure costose. Ne deriva un quadro in cui detassazione delle tredicesime e flat tax al 5% per i giovani neo assunti rischiano di restare fuori dal testo, mentre le agevolazioni introdotte quest'anno puntano a una proroga.

Manovra 2027: perché i margini di intervento sono così stretti

Ogni legge di bilancio è un esercizio di equilibrio tra esigenze di crescita, vincoli europei e disponibilità reali di cassa. Quest'anno il confronto si presenta particolarmente complesso. Le coperture finanziarie sono insufficienti per sostenere un pacchetto ampio di sgravi fiscali sul lavoro, e ogni nuova agevolazione richiederebbe di individuare risorse alternative, tagli di spesa o maggiori entrate.

In un contesto simile, la scelta più semplice dal punto di vista contabile è non allargare il perimetro degli interventi. Prorogare una misura già esistente costa meno e ha un impatto prevedibile, mentre introdurne una nuova comporta stime incerte, platee da definire e oneri crescenti negli anni. Per questo, tra le misure per il lavoro, sembrerebbero essere privilegiate le conferme di quanto già in vigore, a scapito delle novità.

Le misure per il lavoro che potrebbero essere prorogate

Dalle indicazioni che circolano in vista della Manovra, i provvedimenti con più probabilità di essere rinnovati sono quelli già operativi nel 2026 e apprezzati da lavoratori e imprese. Eccoli nel dettaglio.

Tassazione al 5% sugli aumenti contrattuali

La prima misura candidata alla proroga è l'imposta sostitutiva al 5% sugli aumenti derivanti dai rinnovi dei contratti collettivi. L'obiettivo è alleggerire il carico fiscale sugli incrementi retributivi ottenuti con la contrattazione, così che una quota maggiore dell'aumento arrivi realmente in busta paga.

Per i lavoratori dipendenti questa agevolazione ha un valore concreto: gli aumenti dei minimi tabellari, spesso erosi dall'inflazione e dall'aliquota marginale Irpef, vengono tassati in modo molto più leggero rispetto all'ordinaria progressività. Per le aziende rappresenta inoltre un incentivo a chiudere i rinnovi contrattuali, a beneficio del clima aziendale e del potere d'acquisto.

Tassazione al 15% su straordinari, lavoro notturno e festivo

La seconda conferma attesa riguarda l'aliquota agevolata del 15% su lavoro straordinario, notturno e festivo. È una misura che premia chi svolge le prestazioni più gravose e che incide in modo diretto sul reddito netto di molti addetti, in particolare nei settori dei servizi, della sanità, dei trasporti, del turismo e della logistica.

Per questi lavoratori la differenza tra tassazione ordinaria e agevolata può essere significativa nell'arco dell'anno. Per le imprese, inoltre, la misura facilita la gestione dei picchi di attività e dei turni più scomodi, rendendo più appetibile la disponibilità a lavorare fuori dagli orari standard.

Detassazione delle tredicesime: la misura che sembra uscire dalla Manovra

Tra le richieste più sentite in vista della legge di bilancio c'era la detassazione delle tredicesime. L'idea, rilanciata più volte nel dibattito politico, era quella di applicare un'aliquota ridotta alla mensilità aggiuntiva di dicembre, per aumentare il netto percepito proprio in un periodo di forte spesa per le famiglie.

Secondo le ultime indicazioni, però, la misura non dovrebbe trovare spazio nella Manovra 2027. Il motivo è prevalentemente economico: estendere un'agevolazione a una platea così ampia, che comprende lavoratori dipendenti e pensionati, avrebbe un costo molto elevato per le casse dello Stato. In assenza di coperture adeguate, la detassazione delle tredicesime rischia di rimanere un obiettivo rinviato, sempre che non emergano margini inattesi durante l'iter parlamentare.

Flat tax al 5% per i giovani neo assunti: la misura che non decolla

Altro tema che sembra destinato a restare fuori è la tassazione agevolata al 5% sugli stipendi dei giovani neo assunti. Si tratta di una proposta pensata per rendere più conveniente l'ingresso nel mercato del lavoro delle nuove generazioni, riducendo il peso fiscale nei primi anni di carriera e favorendo occupazione stabile e retribuzioni più alte nette.

Anche in questo caso il nodo è la sostenibilità finanziaria. Definire la platea dei beneficiari, stabilire limiti di età e di reddito, evitare effetti distorsivi e quantificare il costo complessivo richiede tempo e risorse che, in questa fase, non sembrano disponibili. Ne consegue che la flat tax al 5% per i giovani non dovrebbe rientrare nella Manovra, con grande delusione di chi sperava in un segnale forte sul tema del lavoro giovanile.

Cosa significa per i lavoratori e per le imprese

Il quadro che emerge è quello di una Manovra improntata alla continuità più che al cambiamento. Per i lavoratori questo comporta alcune conseguenze pratiche.

  • Chi beneficia già delle agevolazioni su aumenti contrattuali e straordinari potrà probabilmente continuare a farlo, senza brusche variazioni nel netto in busta paga.
  • Chi attendeva la detassazione della tredicesima dovrà probabilmente rinunciare a un alleggerimento fiscale nel prossimo dicembre.
  • I giovani neo assunti non vedranno, almeno per ora, un regime fiscale dedicato che renda più conveniente il primo impiego.
Per le imprese, la conferma delle misure esistenti garantisce maggiore certezza nella programmazione dei costi del lavoro e nella gestione dei rinnovi contrattuali. Allo stesso tempo, l'assenza di nuovi incentivi all'assunzione dei giovani potrebbe lasciare irrisolto uno dei nodi storici del mercato del lavoro italiano, ossia l'ingresso delle nuove generazioni in condizioni economicamente sostenibili.

Verso una Manovra di conferme

In sintesi, la Manovra Finanziaria 2027 sembra orientata a una linea di cautela, imposta dalla scarsità di risorse. Il lavoro dovrebbe vedere la proroga della tassazione al 5% sugli aumenti contrattuali e di quella al 15% su straordinario, notturno e festivo, anche se al momento nulla è ancora certo e si tratta solo di ipotesi, mentre detassazione delle tredicesime e flat tax al 5% per i giovani neo assunti appaiono fuori dai giochi.

Per i lavoratori il consiglio è di monitorare le novità, verificare con il proprio consulente del lavoro o con l'ufficio paghe come le misure incidano sulla propria busta paga e tenere conto, nella pianificazione delle spese, dell'assenza di sgravi aggiuntivi a fine anno. Per le imprese, invece, è il momento di valutare l'impatto delle conferme sul costo del lavoro e sulle politiche retributive del 2027.

Resta da vedere se, nel corso dell'iter parlamentare, emergeranno spazi di manovra per correzioni o aggiunte. Per ora, il segnale è chiaro: in un anno di risorse limitate, la parola d'ordine è confermare ciò che c'è, rinviando a tempi migliori le misure più onerose.






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Dott. Giovanni Matano

Il Dott. Giovanni Matano è un esperto di fiscalità pratica e consulente fiscale con oltre 15 anni di esperienza nel settore. Laureato in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi di Milano, ha dedicato la sua carriera a supportare piccole e medie imprese nella pianificazione fiscale e nell'ottimizzazione delle agevolazioni fiscali. La sua competenza si estende anche ...