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Tassa sui piccoli pacchi extra UE di 2 euro rinviata a giugno ufficialmente: cosa succede dopo tra imposta italiana e quella UE

di Marianna Quatraro pubblicato il

La tassa italiana di 2 euro sui piccoli pacchi viene rinviata a giugno, tra modifiche legislative, chiarimenti del Mef, rischio doppia imposizione con l'UE e nuove regole su IVA e ammortamenti.

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Negli ultimi mesi, la disciplina relativa alle micre spedizioni provenienti dai Paesi extra Unione Europea è stata oggetto di significativi aggiornamenti a seguito di un intervento legislativo annunciato dal Ministero dell'Economia e delle Finanze (Mef). Il cosiddetto contributo da 2 euro applicato sui pacchi di valore inferiore a 150 euro era stato introdotto nel contesto della legge di Bilancio per il 2026, con il dichiarato obiettivo di allineare la normativa nazionale alle future imposizioni europee e di coprire i costi generati dalla gestione doganale di queste spedizioni. Tuttavia, le criticità operative emerse hanno portato alla scelta di rinviare l'entrata in vigore della misura.

Il comunicato ufficiale del Mef preannuncia un imminente provvedimento che posticipa l'applicazione di questa tassa e modifica ulteriori aspetti della legge, tra cui le regole sull'IVA delle permute e l'ampliamento dell'iper-ammortamento anche per beni prodotti fuori dal territorio europeo. Questo scenario riflette la necessità di adeguare gli strumenti legislativi e informatici dello Stato alle dinamiche del mercato globale, preservando la competitività delle imprese italiane e l'equilibrio del settore logistico.

Il comunicato Mef e le ragioni del rinvio della tassa sui pacchi

L'annuncio del Ministero dell'Economia e delle Finanze arriva tramite una nota che anticipa l'emanazione di un preciso provvedimento legislativo. La comunicazione specifica che l'applicazione della tassa di 2 euro sulle spedizioni di modico valore sarà differita fino al 30 giugno 2026.

Secondo il Ministero, la sospensione della misura risponde principalmente all'esigenza tecnica: l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli necessita di ulteriori tempi per adeguare i propri sistemi informatici alla complessità della nuova procedura, per evitare ritardi o disservizi nella gestione delle importazioni e delle spedizioni. Questo aspetto evidenzia come il legislatore, in linea con i principi di affidabilità e certezza normativa, abbia valutato gli impatti concreti sulle procedure doganali e sull'operatività degli operatori logistici ed economici.

La tempistica del rinvio si inserisce inoltre in un contesto di cambiamenti normativi a livello europeo, in quanto a partire dal 1° luglio 2026, entrerà in vigore una tassa comunitaria di 3 euro sulle stesse tipologie di spedizioni. Il differimento italiano consente una finestra temporale utile al coordinamento tra la disciplina nazionale e quella dell'Unione Europea, evitando la sovrapposizione di due prelievi a carico dei consumatori e delle imprese. La nota Mef, seppure tecnica, fa emergere un approccio pragmatico volto a scongiurare effetti distorsivi nei traffici commerciali e nella competizione tra operatori.

Come cambia la tassa sui pacchi di valore inferiore a 150 euro

Le modifiche introdotte dal nuovo provvedimento impattano direttamente sugli articoli 1, commi da 126 a 128 della legge di bilancio 2026, che avevano inizialmente stabilito il contributo amministrativo sulle piccole spedizioni provenienti da extra UE. Il rinvio a fine giugno 2026 sospende ogni obbligo di versamento del contributo per le spedizioni di modico valore fino a tale data, garantendo così che fino a quel momento tutti i pacchetti fino a 150 euro di importo continuino ad essere trattati secondo la previgente disciplina doganale.

L'impostazione normativa italiana era nata dalla volontà di anticipare future imposizioni comuni a livello europeo. Tuttavia, in fase di applicazione la misura ha incontrato difficoltà legate alla reale gestione logistica: molti operatori internazionali hanno continuato a spedire piccoli pacchi destinati all'Italia transitando attraverso altri Paesi membri, eludendo così l'applicazione del contributo e determinando effetti distorsivi sui flussi commerciali e sulle entrate previste dal governo, stimate in oltre 120 milioni di euro annui.

L'adeguamento richiesto all'Agenzia delle Dogane ha motivato la decisione di ritardare, coadiuvata anche dalla necessità di evitare un'onerosa doppia imposizione non appena sarà operativa la tassa europea da 3 euro per spedizione. In questo quadro, la legge 30 dicembre 2025, n. 199, verrà aggiornata da un nuovo provvedimento per garantire coerenza normativa e operativa, allineando il sistema italiano a quello UE senza penalizzare operatori e consumatori:

Ambito

Sintesi modifiche

Tassa su piccoli pacchi

Rinviata al 30 giugno 2026

Integrazione con tassa UE

Prevista armonizzazione dal 1 luglio 2026

Sistema informativo

Adeguamento richiesto per evitare blocchi alle dogane

Il rischio doppia tassazione tra imposta italiana e UE

L'avvicinarsi della scadenza per la sovrapposizione tra il contributo italiano e la tassa europea preoccupa profondamente operatori del settore, associazioni di categoria e rappresentanti dei consumatori.

Secondo quanto dichiarato da alcune associazioni, esiste il rischio che la tassa italiana da 2 euro possa aggiungersi a quella europea da 3 euro prevista dal luglio successivo, determinando un onere totale per i pacchi da 5 euro. Tale scenario solleverebbe problemi di competitività per il sistema logistico nazionale rispetto agli altri Paesi comunitari, con la possibilità che i volumi di traffico vengano dirottati verso scali esteri.

Carlo De Ruvo, Presidente di una delle principali associazioni nazionali della logistica, ha sottolineato la necessità di formalizzare rapidamente il rinvio e di verificare la coerenza della misura italiana con il quadro regolatorio europeo, al fine di garantire una concorrenza equa e prevenire la perdita sia della quota nazionale sia delle entrate derivanti dai dazi. Anche associazioni di tutela dei consumatori come il Codacons hanno ribadito la richiesta di chiarezza normativa da parte del Governo, temendo un impatto negativo su imprese e cittadini:

  • La possibilità di un doppio prelievo potrebbe gravare sui costi delle spedizioni e di conseguenza sui prezzi per i clienti finali.
  • Gli operatori logistici temono una perdita di traffico commerciale e una penalizzazione del comparto italiano rispetto agli altri Stati membri dell'Unione.
  • Le richieste di chiarimento puntano sull'armonizzazione tra il contributo nazionale e quello europeo, anche per evitare disparità interpretative o applicative tra i vari Stati.
La posizione prevalente tra le associazioni di settore converge sulla necessità che l'imposta italiana non si sommi alla nuova tassa europea, salvaguardando così tanto la competitività del sistema quanto l'equilibrio fiscale tra normative nazionali e comunitarie.

IVA sulle permute e iper-ammortamento esteso extra UE

Contestualmente al rinvio della tassa sulle spedizioni, il prossimo intervento ministeriale interviene su ulteriori aspetti della legge di Bilancio. In particolare:

  • IVA sulle permute: viene chiarito che il nuovo criterio per la determinazione della base imponibile IVA, basato sull'ammontare complessivo dei costi delle operazioni permutative, si applicherà esclusivamente ai contratti conclusi o rinnovati dopo il 1° gennaio 2026. Per i contratti precedenti, resta in vigore la precedente regola del valore normale. Tale distinzione assicura certezza del diritto e rispetto del principio di affidamento nei rapporti già in essere.
  • Iper-ammortamento esteso: una delle novità più rilevanti riguarda la soppressione del vincolo geografico sull'origine dei beni strumentali oggetto di iper-ammortamento. Le imprese potranno ora beneficiare della maggiorazione fiscale anche qualora i beni siano prodotti fuori dall'Unione o dallo Spazio Economico Europeo. Questa modifica amplia le opportunità di investimento e rappresenta una risposta alle esigenze di molte aziende che operano su scala globale, premiando davvero la competitività:
Novità

Descrizione

IVA permute

Nuovo criterio valido solo per contratti dal 2026

Iper-ammortamento extra UE

Beneficio esteso anche a beni prodotti fuori dall'Europa

Queste disposizioni dimostrano la volontà di garantire un quadro normativo chiaro e in linea con le esigenze del mondo produttivo, rafforzando la fiducia di imprese e contribuenti.






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Marianna Quatraro

Laureata in Lingue e Letterature Straniere e Scienze dalla Comunicazione, giornalista pubblicista dal 2008, collaboratrice presso testate locali e nazionali, con ottime competenze linguistiche straniere, specializzata in campo letterario ed economico, collabora con la testata online Businessonline trattando in particolar modo il mondo delle pensioni, argomento di cui si occupa ormai da circa 20 an...