La Commissione Ue ha approvato il piano di Temu per gestire i rischi sulla piattaforma, ma questo non mette al sicuro dagli articoli pericolosi. Tra avvisi, responsabilità dei venditori e procedure di reso, ecco cosa resta da sapere.
La Commissione europea ha accettato il piano d’azione di Temu per correggere la valutazione dei rischi legati alla diffusione di prodotti illegali sulla piattaforma. L’ok riguarda gli obblighi previsti dal Regolamento sui servizi digitali, o DSA.
Temu ha presentato il piano come il risultato di una metodologia di valutazione rafforzata, evoluta in modo significativo da quando l’obbligo è diventato applicabile nel 2024. Per chi acquista, un sistema di controlli più efficace può contribuire a ridurre i rischi legati alle offerte presenti sul marketplace.
Il piano accettato dalla Commissione comprende cinque interventi. Temu dovrà preparare un’analisi dei rischi specifica per il proprio servizio e adottare indicatori affidabili per misurare l’efficacia delle misure contro la diffusione di offerte illegali.
La piattaforma dovrà anche valutare i limiti della moderazione e l’effetto dei sistemi di raccomandazione. L’analisi dovrà comprendere le modalità con cui venditori o altri utenti possono manipolare le funzioni del servizio per amplificare inserzioni potenzialmente illecite.
Per attuare il piano, Temu ha quattro mesi. Dovrà inoltre svolgere una valutazione intermedia riferita a un periodo di sei mesi, fino al 30 novembre 2026. La Commissione seguirà quindi una fase di attuazione e controllo.
La decisione arriva dopo la multa da 200 milioni di euro inflitta dalla Commissione nel maggio 2026. L’accertamento riguardava l’insufficiente valutazione dei rischi sistemici da parte di Temu. Tra gli elementi contestati c’era il ricorso a informazioni generiche sul commercio online, considerate poco legate al funzionamento concreto del marketplace.
Il DSA impone alle piattaforme online di dimensioni molto grandi di individuare, analizzare e ridurre i rischi sistemici connessi al servizio. Per un marketplace, il lavoro riguarda anche il modo in cui le caratteristiche della piattaforma possono favorire la circolazione di offerte illegali e causare danni agli utenti.
Tra gli elementi da considerare rientrano i sistemi di raccomandazione, le procedure di moderazione e gli strumenti messi a disposizione dei venditori. Temu è stata designata come piattaforma online di dimensioni molto grandi e deve quindi svolgere valutazioni periodiche dei rischi e adottare misure adeguate.
Nel motivare la sanzione del 2026, la Commissione ha richiamato anche i risultati di acquisti di prova. Una quota molto elevata dei caricabatterie selezionati non aveva superato verifiche di sicurezza di base. Diversi giocattoli per bambini sottoposti ai test presentavano rischi medio-alti: tra i problemi rilevati c’erano sostanze chimiche oltre i limiti e componenti staccabili che potevano causare soffocamento.
La sicurezza materiale degli articoli è disciplinata anche da norme diverse dal DSA. Tra queste c’è il Regolamento generale sulla sicurezza dei prodotti, applicabile dal 13 dicembre 2024. I produttori devono immettere sul mercato prodotti sicuri; importatori e altri operatori economici hanno obblighi legati al ruolo che svolgono nella filiera.
Le autorità nazionali di vigilanza possono controllare gli articoli, imporre misure correttive e intervenire quando individuano un rischio. Il regolamento stabilisce compiti specifici anche per i marketplace: devono predisporre punti di contatto per le autorità e i consumatori, organizzare procedure interne per la sicurezza e raccogliere informazioni essenziali su prodotti e venditori.
Tra gli obblighi delle piattaforme figurano verifiche a campione tramite banche dati pubbliche e la gestione tempestiva degli ordini delle autorità e delle segnalazioni pertinenti. In caso di richiamo, il marketplace deve cooperare e, quando possiede i contatti degli acquirenti, contribuire a informarli.
Gli obblighi e le responsabilità dipendono anche da chi ha fabbricato, importato o commercializzato l’articolo e dalla condotta della piattaforma. Se il marketplace vende un prodotto come proprio o assume un ruolo previsto dalla normativa, possono applicarsi obblighi differenti. La valutazione va quindi condotta sulla base delle circostanze del singolo caso.
Quando viene individuato un pericolo, le autorità possono ordinare la rimozione dell’offerta, il ritiro dal mercato o il richiamo. Possono disporre anche divieti e altre misure previste dalle norme applicabili. La Commissione coordina la condivisione degli avvisi tra i Paesi attraverso Safety Gate, il sistema europeo di allerta rapida per i prodotti non alimentari pericolosi.
Un’inserzione rimossa può ricomparire con un venditore, una descrizione o una variante diversi. Per questo le attività di vigilanza possono richiedere nuovi interventi anche dopo la rimozione di un’offerta.
Nel 2025 il rapporto Safety Gate ha registrato 4.671 allerte, il numero più alto dalla nascita del sistema nel 2003, e 5.794 azioni di follow-up delle autorità. Tra i prodotti segnalati più spesso c’erano cosmetici, giocattoli e apparecchiature elettriche. I rischi chimici costituivano il 53% degli avvisi, seguiti da quelli di lesione e soffocamento:
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Categoria o rischio |
Possibile problema |
Controllo pratico |
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Giocattoli |
Parti staccabili, rischio di soffocamento o sostanze non conformi |
Verificare l’età indicata, le avvertenze e la corrispondenza con gli avvisi |
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Caricatori e piccoli apparecchi |
Scosse, surriscaldamento o altri difetti elettrici |
Controllare marcature, dati del produttore e informazioni di sicurezza |
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Cosmetici |
Ingredienti vietati o sostanze chimiche pericolose |
Esaminare l’etichetta, gli ingredienti e gli avvisi di richiamo |
Le categorie che ricorrono nelle segnalazioni aiutano a orientare i controlli. Per individuare un articolo con precisione, sono utili il nome, la marca, il modello, il venditore e le fotografie: questi dati permettono di distinguere un prodotto richiamato da un altro simile.
Un venditore può essere chiamato a fornire documenti e informazioni, correggere l’offerta, ritirare l’articolo o attivare un richiamo. Le autorità possono vietare la vendita, ordinare la rimozione dell’inserzione e applicare le misure previste dalla legislazione nazionale ed europea.
Se il prodotto è già stato acquistato, l’intervento può comprendere avvisi diretti ai clienti e indicazioni sulle soluzioni disponibili. Per Temu, l’accettazione del piano comporta l’obbligo di attuarne gli interventi sotto la supervisione della Commissione.
Il mancato rispetto delle decisioni adottate nell’ambito del DSA può portare a ulteriori misure, comprese penalità periodiche nei casi previsti. Nel maggio 2026 la Commissione ha inflitto alla piattaforma una multa di 200 milioni di euro per la violazione degli obblighi di valutazione dei rischi.
La rete europea per la tutela dei consumatori, che riunisce le autorità nazionali, ha contestato a Temu pratiche relative, tra l’altro, a sconti, pressione all’acquisto e informazioni su resi e rimborsi. Queste contestazioni si inseriscono nell’ambito della tutela dei consumatori e riguardano le condizioni commerciali proposte sulla piattaforma.
Chi sospetta che un articolo sia pericoloso può conservare la confezione, l’etichetta, il numero dell’ordine e le immagini del prodotto. Se l’articolo presenta un rischio immediato, è prudente smettere di usarlo. Una segnalazione dettagliata alla piattaforma può identificare l’inserzione e il venditore; i problemi di sicurezza possono essere comunicati anche alle autorità nazionali di vigilanza del mercato.
Safety Gate consente di consultare gli avvisi pubblicati e confrontarli con i dati riportati sul prodotto. Nome, marca e modello aiutano a verificare se la segnalazione riguarda l’articolo acquistato.
Per gli acquisti online si applicano inoltre i rimedi previsti per il recesso e per i beni difettosi. In genere, il diritto di recesso per un acquisto a distanza si esercita entro 14 giorni dalla consegna, con le eccezioni stabilite dalla legge. Se il bene non è conforme al contratto, il consumatore può ricorrere ai rimedi della garanzia legale di conformità nei confronti del venditore.
Quando un prodotto viene richiamato per ragioni di sicurezza, il Regolamento generale sulla sicurezza dei prodotti prevede rimedi per il consumatore, tra cui riparazione, sostituzione o rimborso, secondo le modalità applicabili. Nei casi disciplinati dal regolamento, il rimedio non deve comportare costi di restituzione a carico dell’acquirente. Il richiamo riguarda la sicurezza dell’articolo; il reso può invece dipendere dal recesso o da un difetto di conformità.
Nata a Roma nel Giugno del 1978, effettua gli studi di ragioniere e si appassiona al tennis. Amante del mondo delle quattro ruote e delel due ruote, è sempre curiosa su tutte le novità delle case automobilistiche e sulle nuove auto in uscita. Scrive da anni per diversi blog ed ora si dedica a tempo pieno su questo sito web trattando in particolar modo tematiche sul mondo delle auto e sugli argomen...