Dal 2006 il tuo sito imparziale su Lavoro, Fisco, Investimenti, Pensioni, Aziende ed Auto

Tesla, svolta storica: annuncio ufficiale stop vendite di 2 auto iconiche e focus su robot e IA

di Marcello Tansini pubblicato il
tesla stop vendita 2 auto e svolta stori

Tesla compie una scelta epocale: interrompe la produzione delle iconiche Model S e Model X per puntare su robotica, intelligenza artificiale e taxi autonomi. Analizziamo motivazioni, impatti industriali e prospettive di questa trasformazione.

Un cambiamento epocale sta attraversando l’industria dell’auto elettrica: Tesla, azienda simbolo della rivoluzione sostenibile e protagonista del progresso tecnologico nell’automotive, ha annunciato lo stop alla produzione dei modelli Model S e Model X. Questo passaggio non rappresenta solo l’addio a due icone che hanno reso celebre il marchio, ma anche l’avvio di una nuova direzione strategica. Elon Musk ha presentato la decisione durante la recente comunicazione dei risultati finanziari, illustrando come questa scelta rifletta la volontà di puntare sulle tecnologie di intelligenza artificiale e robotica, tracciando una rotta verso l’autonomia e l’innovazione. Per la community degli appassionati di mobilità elettrica si tratta di una svolta che ridefinisce il futuro del brand e dell’intero mercato.

Le ragioni dietro la fine della produzione di Tesla Model S e Model X

L’abbandono della linea produttiva dedicata a Model S e Model X deriva da una valutazione approfondita dei trend di mercato e delle performance dei due modelli. Entrambi, sebbene abbiano rivestito un ruolo simbolico rilevante – la Model S in particolare come prima berlina elettrica capace di attrarre l’interesse del grande pubblico – hanno visto ridursi il loro peso specifico nella gamma del produttore. Nel corso degli anni, le immatricolazioni sono progressivamente diminuite: secondo le stime più recenti, le due vetture hanno inciso per meno del 3% sulle consegne globali dell’azienda.

I tentativi di rilancio messi in campo negli ultimi mesi, come aggiornamenti minori e ritocchi alla dotazione tecnologica, non sono riusciti a invertire la tendenza. Un recente incremento di prezzo, accompagnato dall’introduzione di colorazioni inedite e aggiornamenti marginali, non ha suscitato particolare entusiasmo né tra addetti ai lavori, né tra i potenziali clienti. Contestualmente, il successo di modelli dal posizionamento più accessibile – Model 3 e Model Y – ha reso i veicoli più anziani sempre meno centrali per la crescita del brand.

La casa californiana, consapevole delle nuove priorità dell’industria – tra cui la spinta verso veicoli autonomi e robotica –, ha scelto di allocare le risorse produttive verso segmenti ad alto potenziale innovativo. La linea di Fremont, storicamente dedicata ai due modelli, verrà quindi destinata alla realizzazione del robot umanoide Optimus. La decisione risulta in linea con la strategia di evoluzione da casa automobilistica a società prevalentemente impegnata nello sviluppo di AI fisica e soluzioni avanzate per la mobilità.

L’impatto sulle vendite e le prestazioni finanziarie di Tesla

Il contesto finanziario del 2025 ha confermato segnali di difficoltà già visibili nell’anno precedente. I modelli di fascia alta hanno inciso marginalmente sulle vendite complessive. Tesla, che ha scelto di non separare più i dati commerciali delle Model S ed X, ha visto calare la categoria degli “altri modelli” (includendo anche Cybertruck e Semi) a circa 11.642 consegne trimestrali nell’ultima parte dell’anno.

I dati economici evidenziano un trend negativo:

  • Ricavi automobilistici in calo dell’11% rispetto all’anno precedente
  • Consegne globali diminuite del 16% nel quarto trimestre
  • Utile netto ridotto del 61% nello stesso periodo
  • Calano anche i profitti annui, scesi a circa il 30% del valore record 2022
  • Impatto diretto dalle discussioni politiche e dalla rimozione di incentivi in mercati chiave come Stati Uniti ed Europa
La crescente competizione, soprattutto da parte di operatori asiatici e cinesi come BYD, ha contribuito alla flessione delle quote di mercato, mentre il riorientamento della spesa pubblica sui benefit all’acquisto dei veicoli elettrici ha reso più complessa la crescita.

La riconversione dello stabilimento di Fremont e il futuro di Optimus

Il sito produttivo di Fremont, a lungo simbolo della trasformazione Tesla, verrà convertito con l’obiettivo di sostenere la produzione su larga scala del robot umanoide Optimus. Elon Musk ha illustrato l’ambizione di raggiungere un milione di unità annue, segnando un passaggio da una produzione di auto di lusso a basso volume a un business orientato all’automazione fisica.

L’attuale stato di sviluppo di Optimus, come confermato dagli stessi vertici Tesla, rimane in una fase iniziale. Sebbene siano stati avviati alcuni test operativi nelle fabbriche, il robot non svolge ancora compiti chiave nella manifattura o nella logistica interna. Le versioni presentate finora fungono da piattaforme di apprendimento per il perfezionamento delle funzionalità robotiche. Secondo Musk, una produzione significativa potrà essere avviata entro la fine dell’anno, mentre la commercializzazione su ampia scala è prevista dal 2027.

Questa transizione comporta anche la riconversione delle linee produttive: vengono dismesse quelle dedicate ai veicoli premium per fare spazio ai sistemi automatizzati. Nonostante alcuni dubbi sulla concretezza delle tempistiche annunciate, il focus di Tesla si sposta sullo sviluppo dei dispositivi capaci di supportare sia l’industria sia i servizi per la persona.

La nuova strategia di Tesla: Intelligenza Artificiale, robotica e robotaxi

L’accento sulle tecnologie emergenti è ormai evidente: il piano industriale di Tesla prevede un netto spostamento di risorse dall’automotive tradizionale alla robotica e all’AI. La fase di transizione, definita come “da hardware a intelligenza artificiale fisica”, prevede investimenti milionari sia nella propria divisione che nella controllata xAI.

Accanto a Optimus, il servizio robotaxi e i sistemi di guida autonoma avanzano come pilastri della visione futura del marchio. Il progetto più atteso, denominato Cybercab, mira a lanciare un veicolo biposto totalmente privo di volante e pedali, pensato per il trasporto urbano autonomo su larga scala. Secondo le stime interne, la produzione di Cybercab potrebbe superare la somma di tutti gli altri modelli offerti dall’azienda.

Nel breve termine, Tesla punta a:

  • Lanciare il servizio di taxi autonomi in sette nuovi mercati nella prima parte dell’anno
  • Diffondere la guida completamente autonoma su una parte significativa della popolazione statunitense entro fine 2026 (previa approvazione normativa)
Il percorso, tuttavia, non è privo di sfide. La concorrenza è già attiva sul fronte dei servizi driverless e la scalabilità di questi sistemi richiederà solide partnership regolatorie e avanzamenti tecnologici rapidi.

Implicazioni e prospettive per il mercato automotive e per i clienti Tesla

La sospensione della produzione dei modelli iconici si riflette su vari livelli. Da una parte si assiste all’abbandono di veicoli che per molti hanno rappresentato lo status symbol dell’auto elettrica di lusso, dall’altra emerge una nuova centralità delle tecnologie per l’autonomia e l’automazione dei trasporti.

Per la clientela che già possiede Model S o Model X, Tesla assicura la continuità dei servizi di manutenzione e supporto. Tuttavia, non saranno più disponibili nuove unità una volta esaurite le scorte di magazzino. Le ripercussioni sulle abitudini d’acquisto includono:

  • Maggiore attenzione verso le versioni accessibili e familiari della linea (Model 3 e Model Y)
  • Riorientamento delle offerte commerciali e dei benefit associati alla mobilità elettrica
  • Incremento delle aspettative per le applicazioni di robotaxi e servizi senza conducente
Per il settore, il cambio di paradigma evidenzia la necessità di adattarsi alle nuove condizioni del mercato e alle normative – soprattutto sul fronte della regolamentazione dell’autonomia e della robotica, in fase di revisione sia in USA (National Highway Traffic Safety Administration) che in Europa.

Una nuova era per Tesla e l’industria automobilistica

Con la chiusura delle linee Model S e Model X si chiude una pagina fondamentale della storia Tesla, segnando il passaggio da una produzione centrata sulle auto di lusso a basso volume a un impegno prioritario sulle tecnologie di automazione, AI e servizi di mobilità autonoma.

La trasformazione del sito di Fremont e la scelta di sviluppare il robot Optimus testimoniano la fiducia nella capacità della società di anticipare i macrotrend dell’innovazione industriale. Non mancano le incognite, come i tempi effettivi di adozione dei robot e la reale scalabilità dei servizi robotaxi. Tuttavia, la scelta di allocare risorse verso asset con margini di crescita più alti indica un orientamento chiaro verso la leadership tecnologica.

Per l’intero settore automotive, la strategia scelta da Tesla si riflette su produttori, fornitori e utenti, sollecitando una rapida transizione verso la digitalizzazione e la mobilità autonoma. L’addio ai modelli storici apre una traiettoria che potrebbe ridefinire le regole della mobilità elettrica globale nei prossimi anni, spingendo il comparto non solo ad adattarsi, ma a ripensare i concetti stessi di mobilità, produzione e servizio.






Leggi anche