Il Bonus Turismo 2026 introduce un trattamento integrativo del 15% per i dipendenti del settore turistico: quali sono i requisiti di accesso, l'iter per la richiesta e i vantaggi economici
Il cosiddetto bonus turismo 2026 non consiste in una vera erogazione una tantum, bensì in un trattamento integrativo del 15% sulle retribuzioni lorde derivanti da lavoro notturno o straordinario nei giorni festivi per chi opera nel settore turistico. Questa misura, confermata per il periodo dal 1° gennaio al 30 settembre, intende offrire un sostegno concreto a chi affronta periodi di alta intensità lavorativa, tipici della stagione turistica italiana.
L’incentivo nasce per valorizzare l’impegno di chi svolge attività in bar, ristoranti, strutture ricettive e stabilimenti termali, spesso costretto a turni prolungati nei periodi di maggiore affluenza. Al centro della misura c’è la volontà di riconoscere economicamente disagi e sacrifici sostenuti dai lavoratori durante notti, domeniche e festività.
Dal punto di vista operativo, il trattamento integrativo viene riconosciuto direttamente in busta paga, senza necessità di passaggi intermedi con enti previdenziali o fiscali esterni. Tuttavia, a differenza di altre agevolazioni che vengono applicate in modo automatico, il procedimento richiede che il lavoratore presenti una richiesta scritta al proprio datore di lavoro per certificare la propria posizione reddituale e il rispetto dei requisiti.
La possibilità di accedere all'agevolazione in busta paga per i lavoratori del turismo è subordinata a criteri precisi, definiti dalla normativa e rafforzati dalle linee guida applicative:
La presentazione della domanda deve avvenire prima dell’inizio del periodo di prestazione ammessa al beneficio, oppure contestualmente alla programmazione dei turni notturni o festivi. Non occorre inoltrare alcuna richiesta ad enti previdenziali come INPS; tutto è gestito internamente dal datore di lavoro. Se si verificano cambiamenti nella situazione reddituale (superamento della soglia dei 40.000 euro), il diritto decade sulle prestazioni svolte successivamente all’aumento di reddito.
Vanno sottolineate alcune differenze importanti rispetto ad altre forme di agevolazione:
I principali punti di forza di questa agevolazione possono essere così riassunti:
| Retribuzione lorda per lavoro notturno/festivo | Percentuale integrativa | Bonus spettante |
| €2.000 | 15% | €300 |
| €1.500 | 15% | €225 |
| €3.000 | 15% | €450 |
I valori riportati rappresentano alcuni esempi pratici di calcolo: per ogni euro maturato per lavoro notturno o svolto in giornata festiva, viene riconosciuto un extra del 15% esente da imposte. Ad esempio, un dipendente con retribuzioni lorde pari a 2.000 euro per turni straordinari vedrà comparire nella busta paga un’integrazione netta di 300 euro sul periodo gennaio-settembre.
Dal punto di vista operativo, l’importo totale viene indicato nella Certificazione Unica (CU) tra le voci non soggette a tassazione, semplificando la contabilità personale e la dichiarazione dei redditi.
Quali sono i casi pratici che traggono massimo vantaggio? In primo piano si collocano i lavoratori stagionali e coloro che operano nelle strutture ricettive, balneari, sciistiche e nella ristorazione, dove l’impegno si concentra in periodi dell’anno ad intensità molto elevata. In questi contesti, la possibilità di ottenere un incremento netto della busta paga costituisce un incentivo reale ad accettare turni meno desiderati o lavori in fascia notturna.
Dal lato delle imprese, va sottolineato che l’erogazione corretta del bonus comporta un alleggerimento contributivo, in quanto la parte versata come trattamento integrativo non rientra nella base imponibile ai fini INPS e INAIL, rafforzando la regolarità dei rapporti di lavoro e incentivando trasparenza nelle assunzioni.