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Università: corsi 2010-2011 non partono per scioperi docenti e ricercatori

Corsi cancellati, ricercatori in protesta, studenti che manifestano: il mondo dell’università in subbuglio.



Corsi cancellati o in ritardo, ricercatori in protesta, studenti che manifestano: il mondo dell’università in subbuglio. ‘Colpa’ dei tagli previsti dalla riforma Gelmini, che rischiano di far partire sempre più in ritardo le lezioni del nuovo anno accademico.

Mancano i soldi, molti professori vanno in pensione senza essere rimpiazzati, la protesta dei ricercatori cresce, eccezion fatta nelle due facoltà della Statale di Milano, Medicina e Agraria, per limitare il disagio degli studenti alle prese con un calendario pieno di buchi, i ricercatori hanno proposto di riprendere a fare lezione e limitare lo stop ad una sola, simbolica, giornata al mese.

Nel resto d'Italia, però, i loro colleghi resistono: alla Statale di Torino tutti i corsi tenuti dai ricercatori in sciopero sono stati rinviati al secondo semestre; in altri casi, come a Roma e Napoli, gli studenti che seguono la stessa materia in facoltà diverse sono stati uniti in un'unica classe; alla facoltà di architettura di Napoli hanno tagliato il numero di ore dei singoli corsi per usare gli stessi professori su più materie, mentre alla Federico II di Napoli, facoltà di Scienze, è saltato un terzo dei complementari.

Per il momento, inoltre, le cerimonie di inaugurazione dell'anno accademico si sono tenute solo a Campobasso e al Campus biomedico di Roma.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il