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Liberalizzazioni: pensioni precoci e esodati, assunzioni scuola, commissioni banche. Le modifiche

Ancora aperte questioni nel dl liberalizzazioni



Scade oggi il termine per la presentazione degli emendamenti alle liberalizzazioni. Il decreto legge deve essere convertito entro il 24 marzo. Il testo, che è stato abbondantemente modificato dal Senato, è al vaglio delle commissioni Attività produttive e Finanze della Camera.

Il testo dovrà approdare in Aula a Montecitorio il 19 marzo, mentre il decreto semplificazioni sarà approvato la prossima settimana dall'Aula di Montecitorio e il via libera è atteso per martedì 13 marzo nella versione modificata dalle commissioni Affari costituzionali e Attività produttive. Subito dopo il provvedimento passerà all'esame del Senato. In discussione le questioni esodati e precoci e scuola e tesoreria unica.

Per quanto riguarda la questione pensioni resta in stand by l’allargamento della platea degli esodati: il Governo ha bloccato l’ulteriore estensione della platea dei lavoratori in mobilità o in uscita incentivata da esentare dalle nuove regole previdenziali, annunciando il ricorso da un provvedimento ad hoc.

La soluzione più probabile sembra essere un intervento da raccordare con la riforma del mercato del lavoro su cui è in corso il confronto tra Governo e parti sociali, ma resta ancora da individuare l'eventuale copertura, ovvero le risorse (diverse centinaia di milioni) necessarie per far scattare il salvagente allargato.

Per quanto riguarda le banche, la conversione del decreto liberalizzazioni approvato dalla Camera prevede l'azzeramento delle commissioni per chi va in rosso sulle proprie linee di credito, misura che ha causato le dimissioni per protesta dei vertici Abi.

Altra questione calda è quella della limitazione del fondo imprevisti del Tesoro (calamità), per cui non è più automatica la dote del Tesoro. E’ stato eliminato alla Camera con un emendamento il rifinanziamento automatico del fondo di riserva per gli imprevisti (calamità naturali) attraverso l'aumento dell’accisa sulla benzina, così come previsto dal milleproroghe di un anno fa. Per il Governo l'automatismo va ripristinato.

E poi c’è la questione della tesoreria unica: il decreto liberalizzazioni impone agli enti locali di trasferire il 50% delle proprie liquidità di cassa a Roma, alla Tesoreria unica nazionale. La decisione ha provocato non poche proteste da parte delle amministrazioni decentrate, soprattutto dell'Anci, ma il Governo non intende fare marcia indietro.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il