Saltano nella Manovra, al momento, le novità per una tassazione agevolata dei rendimenti dei fondi pensione o per ricorrere al Tfr per andare in pensione anticipata a 64 anni. Cosa potrebbe ancora cambiare
Le novità previste nella Manovra finanziaria 2026 offrono un nuovo quadro per il sistema pensionistico, in un momento in cui la sostenibilità delle finanze pubbliche e i vincoli europei impongono precise scelte.
Temi come i fondi pensione, il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) e il meccanismo delle pensioni anticipate diventano oggetto di dibattito politico ed economico, particolarmente rilevanti per lavoratori, imprese e futuri pensionati. Spicca il tentativo di conciliare le esigenze di flessibilità in uscita dal lavoro con l’equilibrio finanziario del sistema previdenziale, cercando soluzioni innovative.
La prima approvazione della manovra finanziaria del 2026 non ha incluso misure innovative per i fondi pensione né per l’utilizzo del TFR nelle pensioni anticipate. Il documento programmatico stabilisce un contenimento della spesa pubblica, in linea con gli obiettivi europei di riduzione del deficit, e riserva attenzioni principalmente ad altre priorità: alleggerimento della pressione fiscale sul ceto medio, nuova rottamazione dei debiti con il Fisco e perequazione delle pensioni legate all’inflazione.
Non sono state introdotte al momento modifiche di rilievo per la previdenza integrativa o l’impiego del TFR per l’anticipo pensionistico, ma si punterebbe ancora sulla proroga di Quota 103, Opzione Donna e Ape Sociale per permettere a chiunque ne raggiungesse i requisiti di anticipare il momento dell'uscita dal lavoro rispetto ai normali requisiti richiesti dalla pensione di vecchiaia (67 anni di età e almeno 20 anni di contributi) e, chiaramente, sulla rivalutazione annua delle pensioni secondo l’indice IPCA, con meccanismo a scaglioni.
Nessuna disposizione specifica è stata inserita nella bozza di legge per consentire una tassazione agevolata dei rendimenti dei fondi pensione o per facilitare il ricorso al TFR come rendita finalizzata alla pensione anticipata.
L’attenzione sarebbe ancora puntata sulle proposte che consentirebbero di accedere alla pensione anticipata trasformando il TFR in una rendita integrativa, superando così alcuni limiti dell’attuale sistema. La proposta prevede una modalità volontaria, destinata ai lavoratori che non riescono a raggiungere la soglia minima di assegno richiesta, pari a tre volte l’assegno sociale, circa 1.616 euro lordi al mese, con la sola pensione maturata, prevedendo le seguenti condizioni:
| Pensione stimata a 64 anni | Differenza da integrare (mensile) | TFR necessario (36 mesi) |
| 1.500 € | 116 € | 4.176 € |
| 1.300 € | 316 € | 11.376 € |
| 1.100 € | 516 € | 18.576 € |
La fase parlamentare della manovra può introdurre diversi cambiamenti rilevanti prima del testo definitivo. Al centro restano i seguenti punti:
Laureata in Lingue e Letterature Straniere e Scienze dalla Comunicazione, giornalista pubblicista dal 2008, collaboratrice presso testate locali e nazionali, con ottime competenze linguistiche straniere, specializzata in campo letterario ed economico, collabora con la testata online Businessonline trattando in particolar modo il mondo delle pensioni, argomento di cui si occupa ormai da circa 20 an...