Esodati: Pd, Pdl, Movimento 5 Stelle. Tutti d'accordo per una soluzione ma non si fa mai nulla

Ancora aperta questione esodati. In migliaia rischiano ma da governo tutto continua a tacere



Si continua a discutere di questione esodati, si continuano a lanciare proposte di soluzione ma si continua anche a non fare nulla in concreto per tutelare coloro che, per effetto dell’entrata in vigore delle nuove norme pensionistiche da gennaio 2013, rischiano di rimanere senza lavoro e senza pensione.

Oltre i 130mila salvaguardati dai tre decreti del precedente governo, sarebbero comunque ben 200mila a rischiare ancora, senza considerare che al primo contingente dei 65mila tutelati rientranti nella prima tranche dei 130mila, effettivamente solo 7 mila hanno già iniziato a ricevere la pensione.

E le previsioni in merito non sono certo rosee, nonostante Pd, Pdl e Movimento 5 Stelle si dicano pronti a sciogliere questo nodo ingarbugliato.

Gli ultimi 10mila lavoratori salvaguardati, per cui è stato poco pubblicato il decreto in Gazzetta ufficiale, sono quelli già tutelati con l'approvazione dell' ultima Legge di Stabilità e sono tutti quei dipendenti che hanno firmato un accordo per mettersi in mobilità entro il 4 dicembre del 2011, anche se hanno continuato a lavorare fino al 30 settembre del 2012; i lavoratori  che hanno siglato  un'intesa a livello territoriale; gli ex lavoratori che, sempre entro il 31 dicembre del 2011, avevano ricevuto l'autorizzazione al versamento volontario dei contributi necessari a  maturare la pensione.

Esclusi dalla salvaguardia coloro che hanno intrapreso rapporti di lavoro dipendenti a tempo indeterminato; e chi, a causa della ridefinizione dei requisiti così come stabilito dalle leggi 122/10 e 214/11 in materia di speranze di vita, termini la mobilità o la cassa in deroga prima di raggiungere i requisiti utili al pensionamento.

Dopo quest’ultimo contingente di tutelati si tornerà a discutere di nuove necessarie risorse da reperire per le altre migliaia di persone che rischiano ancora di finire nel calderone del disastro.

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di Marianna Quatraro pubblicato il
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