Dal 2006 il tuo sito imparziale su Lavoro, Fisco, Investimenti, Pensioni, Aziende ed Auto

Chi può andare in pensione nel 2026 sia di vecchiaia che anticipata con 5 sistemi

di Marianna Quatraro pubblicato il
Chi puo andare pensione 2026 vecchia ant

Quali sono le possibilità di uscita dal lavoro nel 2026, tra pensione di vecchiaia, pensione anticipata ordinaria e i sistemi di pensione anticipata vigenti

Nel 2026 il sistema previdenziale italiano offre una serie di possibilità di uscita dal lavoro, mantenendo gli attuali requisiti rimarranno in vigore ancora per poco, poiché dal 2027 è previsto l’adeguamento automatico dei requisiti anagrafici e contributivi alla speranza di vita. Chi desidera accedere al trattamento pensionistico deve prestare grande attenzione alle diverse modalità di pensionamento: esistono strade ordinarie e agevolazioni destinate a specifiche categorie. 

Pensione di vecchiaia nel 2026: requisiti e categorie ammesse

Il percorso ordinario di uscita è rappresentato dalla pensione di vecchiaia. L’accesso è consentito a chi compie almeno 67 anni di età e può vantare almeno 20 anni di contribuzione.

Questi parametri valgono sia per il sistema misto che per quello interamente contributivo; tuttavia, per chi ha iniziato a lavorare dopo il 1995 (contributivi puri), occorre soddisfare anche un’ulteriore condizione: l’assegno maturato deve risultare almeno pari all’Assegno Sociale INPS, che nel 2026 ammonta a circa 546 euro mensili. Chi non raggiunge questo importo ha diritto comunque al trattamento, ma solo al compimento dei 71 anni, purché abbia almeno cinque anni di contributi effettivi. Per riassumere:

  • Possono andare in vecchiaia nel 2026 i nati nel 1959 e quanti maturano i vent’anni di versamenti nell’anno appena iniziato;
  • Per lavoratori con carriera iniziata dopo il 1995, il requisito dell’importo minimo rappresenta una soglia stringente;
  • La modalità di calcolo segue il regime misto (parte retributiva e parte contributiva) o interamente contributivo.
L’accesso resta precluso a chi non ha raggiunto la soglia minima, favorendo così carriere continuative. Chi ha carriere discontinue o frammentate può dover attendere l’ulteriore soglia dei 71 anni, che consente comunque una forma di tutele per chi ha pochi anni di contributi.

Pensione anticipata ordinaria: criteri per il 2026

La pensione anticipata ordinaria consente l’uscita dal lavoro senza vincolo anagrafico, ma con un requisito contributivo elevato: servono 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne.

Dopo il raggiungimento del requisito contributivo, si applica la cosiddetta “finestra mobile” di tre mesi, ovvero il diritto alla decorrenza dell’assegno inizia dopo tale periodo d’attesa. Questa modalità è particolarmente accessibile per chi ha lavorato continuativamente fin dagli anni ’80, garantendo così una certa stabilità economica e previdenziale.

Categoria Contributi richiesti Età minima
Uomini 42 anni e 10 mesi nessuna
Donne 41 anni e 10 mesi nessuna

Questo canale di accesso resta uno dei più “robusti” del sistema previdenziale: non implica limiti d’età, ma favorisce chi ha iniziato la propria carriera lavorativa molto presto e senza interruzioni significative. Per chi raggiunge questo traguardo prima dell’età pensionabile di vecchiaia, è possibile continuare a lavorare e beneficiare di un incentivo in busta paga, rinunciando temporaneamente all’assegno pensionistico.

Pensione contributiva a 64 e 71 anni: chi può accedervi

Per chi rientra nel sistema contributivo (contributi versati totalmente dopo il 1995), la normativa prevede due casistiche specifiche:

  • Accesso a 64 anni: è riservato a chi ha almeno 20 anni di versamenti contributivi tutti dopo il 1995; il trattamento può essere richiesto solo se l’importo maturato è pari ad almeno tre volte l’Assegno Sociale (circa 1.638 euro al mese per il 2026), una soglia che esclude chi ha percepito retribuzioni basse;
  • Accesso a 71 anni: riguarda invece coloro che non hanno maturato l’importo sufficiente a 64 anni ma possono vantare almeno 5 anni di versamenti nel sistema contributivo; anche in questo caso, non si applicano finestre mobili, e la misura si rivolge soprattutto a chi ha avuto carriere saltuarie o ha iniziato tardi a versare contributi.
Entrambi i percorsi rispondono alla logica assicurativa tipica del sistema contributivo e assicurano una maggiore flessibilità per chi ha iniziato più tardi la propria carriera o per chi possiede storie lavorative frammentate. Da ricordare che dal 2027 tali requisiti subiranno un lieve incremento in linea con l’adeguamento alla speranza di vita.

Ape Sociale: destinatari, condizioni e novità 2026

La Manovra Finanziaria 2026 ha confermato e prorogato fino al 31 dicembre l’Ape Sociale, ossia l’indennità transitoria riservata a categorie particolarmente vulnerabili. Questa misura permette di uscire a 63 anni e 5 mesi solo a chi rientra in specifici profili di disagio:

  • Disoccupati involontari o licenziati;
  • Caregiver che assistono familiari con handicap grave;
  • Persone con invalidità civile almeno al 74%;
  • Lavoratori impegnati in attività gravose (con almeno 36 anni di contributi, ridotti a 32 per alcune figure quali edili e ceramisti).
Per gli altri beneficiari sono richiesti almeno 30 anni di versamenti. Per le donne, questi requisiti contributivi vengono ridotti di 12 mesi per ogni figlio, fino a un massimo di 2 anni. L’importo dell’Ape Sociale è massimo di 1.500 euro lordi mensili senza tredicesima.

L’iniziativa è pensata come ponte verso la pensione di vecchiaia. L’accesso resta precluso in presenza di altre misure previdenziali e il beneficio decade nel caso venga svolto lavoro subordinato o autonomo.

Isopensione: come funziona lo scivolo per uscire fino a 7 anni prima

L’Isopensione rappresenta una soluzione riservata ai lavoratori di aziende private con almeno 15 dipendenti in fase di ristrutturazione o esubero. Permette di cessare l’attività anche sette anni prima del diritto ordinario, sulla base di un accordo con l’azienda. Quest’ultima si fa carico dei costi, inclusi i contributi previdenziali fino al raggiungimento dell’età per la pensione di vecchiaia o anticipata.

  • Destinatari: dipendenti in esubero di imprese medio-grandi;
  • Accordo sindacale obbligatorio e autorizzazione INPS;
  • L’importo dell’assegno equivalente a quello maturato in base alla posizione previdenziale al momento dell’accesso.
L’Isopensione è utile nei processi di accompagnamento all’uscita per evitare licenziamenti più traumatici. Chi ne usufruisce non può però cumulare altri redditi da lavoro.

Rita: chi può richiederla per andare in pensione anticipata nel 2026

La Rita, Rendita Integrativa Temporanea Anticipata, permette di andare in pensione prima rispetto ai normali requisiti richiesti rispettando le seguenti condizioni:

  • Età minima di 57 anni (per i disoccupati di lunga durata) o 62 anni (per i restanti casi), con almeno 20 anni di contributi
  • Risultare iscritti a una forma di previdenza complementare da almeno cinque anni
  • Essere a non più di cinque anni dal diritto alla pensione di vecchiaia.
Questo sistema permette di ottenere un reddito mensile riscattando, anticipatamente, la posizione accumulata presso il proprio fondo pensione e la sua erogazione avviene in modo programmato secondo il piano concordato con il relativo fondo pensione.

La domanda deve essere presentata direttamente al fondo pensione presso cui si è titolari della posizione individuale.

Cristallizzazione del diritto: Opzione Donna e Quota 103 dopo la Manovra 2026

Dopo le ultime revisioni legislative, Opzione Donna e Quota 103 non sono state prorogate per chi non aveva già maturato il diritto entro il 2024 o il 2025 rispettivamente. Tuttavia, la cosiddetta “cristallizzazione” consente a chi aveva raggiunto i requisiti richiesti nei termini indicati, di richiedere comunque la prestazione negli anni successivi, a propria discrezione e nel rispetto delle vecchie regole.

Le lavoratrici che hanno maturato i requisiti con Opzione Donna possono dunque accedere al trattamento anche successivamente, così come per chi ha raggiunto Quota 103 (somma di età e contributi pari a 103) entro la fine del 2025.

Pensione per lavori usuranti e gravosi: i canali agevolati

Le attività classificate come “usuranti” e “gravose” godono di canali agevolati per il pensionamento nel 2026. Rientrano in queste categorie operai edili, infermieri, insegnanti della scuola dell’infanzia, addetti a turni notturni e lavoratori della catena di montaggio. Sono previste:

  • Pensione anticipata usuranti: accesso con quota 97,6 (somma di età e contributi), almeno 61 anni e 7 mesi di età e 35 anni di versamenti;
  • Pensione gravosi: uscita a 66 anni e 7 mesi con almeno 30 anni di contributi;
  • Per gli autonomi, i requisiti aumentano di un anno.
Dal 2027 i requisiti anagrafici cresceranno progressivamente. L’agevolazione resta particolarmente vantaggiosa nel 2026, prima della revisione dei parametri.

 



Leggi anche