Quali tasse si pagano su un conto corrente aperto all'estero

Ivafe, tasse su interessi e altre tasse che si devono pagare su un conto corrente aperto all’estero: quali sono e cosa sapere

Quali tasse si pagano su un conto corren

Quali sono le tasse che si pagano su un conto corrente all’estero?

Le tasse che si pagano su un conto corrente aperto all’estero sono rappresentate da eventuale tassazione sugli interessi e dall’Ivafe, Imposta sul valore delle attività finanziarie, che deve essere pagata da tutti i possessori di attività finanziarie all’estero e che per i conti correnti ha un costo fisso di 34,20 euro all’anno.
 

Decidere di aprire un conto corrente all’estero è un’operazione assolutamente legale che permette a chiunque lo desideri, come previsto dalla normativa italiana, di avere un conto corrente all’estero per depositare i propri risparmi. Ma aprire e detenere un conto corrente all’estero prevede il pagamento di tasse specifiche, dovute sia per conti correnti aperti in banche estere di paesi Ue e sia per conti correnti aperti in banche estere di paesi extra Ue. Vediamo allora quali sono le tasse che si pagano su un conto corrente aperto all’estero.

Tasse su conto corrente aperto all’estero

Quando si apre un conto corrente all’estero bisogna pagare le tasse sugli interessi e l’imposta di bollo, i trasferimenti di denaro devono essere effettuati tramite bonifico bancario, in modo da essere tracciabili per la dichiarazione dei redditi e se sul conto si trasferiscono più di 15mila euro all’anno, bisogna dichiarare al fisco la cifra spostata.

In generale, le tasse che si devono pagare su un conto corrente aperto all’estero sono:

  • Ivafe, Imposta sul valore delle attività finanziarie, che deve essere pagata da tutti i possessori di attività finanziarie all’estero ed è pari al 2 per mille del valore dei prodotti finanziari ma che per i conti correnti ha un costo fisso di 34,20 euro all’anno e non si paga se la giacenza media annua è inferiore a 5.000 euro;
  • obbligo di compilazione del Quadro RW (per il monitoraggio fiscale delle attività finanziarie detenute all’estero da parte di soggetti fiscalmente residenti in Italia) in dichiarazione dei redditi annuale per conti correnti il cui valore massimo è superiore a 15mila euro.

Inoltre, bisogna tassare in dichiarazione dei redditi anche gli altri componenti reddituali che possono derivare da investimenti esteri, per cui in dichiarazione dei redditi devono essere riportati anche eventuali interessi attivi derivanti dai conti correnti bancari detenuti all'estero o altri prodotti finanziari , insieme a dividendi derivanti da titoli azionari e plusvalenze maturate per cessione di attività finanziarie.

In questi casi, l’aliquota fiscale da considerare è pari al 26% per conci correnti e tutti gli altri prodotti finanziari ad eccezione di interessi o plusvalenze derivanti da Titoli di Stato per cui l’aliquota è invece al 12,5%.

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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