Conti correnti, nuove truffe. Dai diamanti ai finti Rd. Come difendersi

Alcuni risparmiatori che hanno investito in diamanti tramite Banca Popolare di Milano, Intesa Sanpaolo e Unicredit hanno adesso il conto corrente alleggerito.

Conti correnti, nuove truffe. Dai diaman

Doppia truffa dei conti correnti


Due nuove truffe colpiscono i conti correnti e riescono anche, purtroppo, a colpire in maniera efficace. Sono due le nuove truffe del momento.

Non c'è giorno che passi senza che una nuova truffa conti correnti salti fuori. A sorprendere è proprio la fantasia con cui i malintenzionati riescono a sfruttare le debolezze emotive e tecnologiche delle vittime. Il riferimento di questi ultimi giorni va ai diamanti, più volte saliti agli onori delle cronache negli ultimi gironi. Questa volta a essere coinvolti sono i clienti di Bpm (Banca Popolare di Milano), Intesa Sanpaolo e Unicredit. I casi denunciati stupiscono per l'abilità dei truffatori che sarebbero stati in grado di svuotare i conti correnti. Fino a che punto la responsabilità è dei clienti e dove inizia quella degli istituti di crediti?

Doppia truffa dei conti correnti

C'è la truffa falsi Rid (richiesta di addebito diretto) per importi di 19,90 euro, una cifra volutamente bassa per cercare di passare inosservati. In questo caso, come rilevato dalla Polizia Postale di Venezia, la richiesta sembra effettuata dal titolare del conto, ma è in realtà di un truffatore che sta agendo alle sue spalle. Gli esperti consigliano di controllare con frequenza la lista movimenti del conto corrente.

Molto semplicemente è poi successo che alcuni risparmiatori che hanno investito in diamanti tramite Banca Popolare di Milano, Intesa Sanpaolo e Unicredit hanno adesso il conto corrente alleggerito. Come dimostrano le recenti testimonianze, anche di persone famose, i diamanti venivano venduti al doppio del loro valore per via di quotazioni inventate e prezzi gonfiati, ma anche controlli nulli e ricche commissioni per venditori e banche. Due grandi società proponevano investimenti gonfiando le quotazioni e a loro volta gli istituti di credito hanno venduto allo sportello i preziosi come investimento. Il tutto fino a quando anche la Guardia di finanza ha acceso i riflettori sulla vicenda che ha portato al sequestro preventivo per 700 milioni di euro a cinque istituti bancari.

Gonfiato il prezzo dei diamanti

Le Fiamme gialle si sono così mosse nell'ambito dell’inchiesta sulla truffa relativa alla vendita di diamanti a investitori e risparmiatori. I sequestri sono stati disposti ai danni della fallita Intermarket Diamond Business, della Diamond Private Investment e di cinque istituti di credito che ne avevano favorito l'operatività: Banco Bpm, Banca Aletti, Unicredit, Intesa San Paolo e Montepaschi. L'indagine riguarda il meccanismo con cui i due broker avrebbero fatto comprare diamanti a investitori e risparmiatori gonfiando ai loro occhi il valore dei preziosi, attraverso anche false quotazioni sui giornali, mentre le banche indagate sarebbero state consapevoli del meccanismo.

Per gli inquirenti gli istituti di credito avrebbero avuto un ruolo fondamentale di intermediazione tra le società e i clienti. Già in passato l'Antitrust aveva già sanzionato le banche per la modalità di offerta dei diamanti, considerata gravemente ingannevoli e omissive.