Conti deposito e correnti remunerati promettono entrambi il 4%, ma il rendimento effettivo dipende da tasse, costi e condizioni. Il confronto dei sette prodotti di Altroconsumo fa emergere differenze su vincoli, prelievi e garanzie.
Altroconsumo ha messo a confronto sette conti deposito e conti correnti remunerati che pubblicizzano rendimenti fino al 4%, mostrando quanto possano cambiare disponibilità del denaro e condizioni. La selezione comprende strumenti pensati per remunerare la liquidità quotidiana e prodotti destinati a somme accantonate. Per confrontarli, il tasso va affiancato alla durata della promozione, ai requisiti richiesti e alle modalità di prelievo.
Ci sono tre domande pratiche da cui partire: per quanto tempo vale l’offerta, quali condizioni bisogna rispettare e che cosa succede se il denaro serve prima della scadenza. Vanno poi considerati imposte e garanzie sui depositi. Due offerte al 4% lordo possono tradursi in somme nette diverse e prevedere procedure differenti per ritirare il capitale o chiudere il rapporto.
La selezione di Altroconsumo raccoglie sette prodotti appartenenti a due categorie, conti deposito e conti correnti remunerati. Cambiano la finalità del conto, la disponibilità del saldo e il modo in cui viene riconosciuto il rendimento.
Tra i nomi esaminati ci sono ING, Mediolanum e IBL, con conti deposito legati a condizioni e durate specifiche. Trade Republic remunera invece la liquidità su un conto utilizzabile per i pagamenti. Completano il gruppo Cherry Bank, Banca AideXa e Banca Progetto, con formule libere o vincolate. Tassi e meccanismi variano da prodotto a prodotto: il confronto riguarda l’insieme selezionato, non sette offerte identiche.
Per leggere le proposte occorre distinguere il tasso promozionale da quello ordinario e controllare l’importo massimo su cui viene calcolato. La percentuale più alta può valere soltanto per alcuni mesi, essere riservata alla nuova liquidità o fermarsi a un tetto prestabilito. In base al contratto, le somme che superano quel limite possono non essere remunerate oppure seguire condizioni diverse.
La fotografia del mercato è riferita alla data della selezione. Tassi e promozioni bancarie cambiano nel tempo; per chi intende sottoscrivere un prodotto contano le condizioni contrattuali in vigore e il relativo foglio informativo.
Il tasso pubblicizzato è normalmente al lordo delle imposte. Sugli interessi dei conti deposito e dei conti correnti remunerati si applica in genere una ritenuta fiscale del 26%. Un tasso lordo del 4% corrisponde quindi a circa il 2,96% dopo questa imposta, prima di sottrarre il bollo e gli eventuali costi del conto collegato.
Facciamo un calcolo su 10.000 euro, mantenuti per un anno intero al 4%, con tasso invariato e senza condizioni aggiuntive. Gli interessi lordi sarebbero 400 euro; tolta la ritenuta del 26%, resterebbero 296 euro. Dal risultato andrebbero poi detratti il bollo applicabile e gli eventuali canoni. Se il 4% fosse riconosciuto soltanto per sei mesi, gli interessi sarebbero proporzionati alla durata: a parità di capitale e condizioni, circa la metà dei 400 euro.
La durata è dunque una componente del rendimento. Una promozione elevata che vale per pochi mesi ha un effetto diverso da un tasso annuo riconosciuto per l’intero anno. Anche i requisiti incidono sul calcolo: se il tasso dipende dall’accredito dello stipendio, da un pagamento con carta o dal trasferimento di nuova liquidità, bisogna includere queste condizioni nella propria stima. La percentuale va letta insieme alla scadenza e alle azioni richieste per ottenerla.
Va controllato anche il massimale. Il deposito ING descritto nella selezione, per esempio, offre ai nuovi titolari di Conto Corrente Arancio un tasso promozionale lordo del 4% per sei mesi, fino a un massimo depositabile di 50.000 euro. Durata, tetto e requisiti stabiliscono quanta parte del capitale può ottenere quel rendimento.
Il conto deposito è pensato per remunerare risparmi accantonati. Di norma non serve a gestire le spese di tutti i giorni: i fondi vengono trasferiti da un conto corrente d’appoggio e lasciati depositati secondo la formula scelta. Un conto corrente remunerato abbina invece gli interessi ai servizi di pagamento, ai bonifici e all’uso della carta. Il saldo resta generalmente accessibile per l’operatività ordinaria.
Conta anche quando gli interessi maturano e vengono accreditati. Per un deposito, l’accredito può avvenire alla scadenza oppure con la periodicità fissata dal contratto. Un conto remunerato può calcolarli giorno per giorno e versarli ogni mese. La frequenza non cambia da sola il tasso dichiarato, ma determina quando gli interessi diventano disponibili e influisce sulla gestione della liquidità.
Trade Republic, per esempio, è presentato come conto corrente remunerato. Riconosce un tasso del 2% sulla liquidità, con interessi calcolati quotidianamente e versati ogni mese. Le somme possono essere impiegate per pagamenti e prelievi secondo le regole del servizio. La struttura è quindi quella di un conto che consente operazioni, mentre un deposito vincolato segue le modalità previste per il capitale accantonato.
Anche i conti deposito, però, non funzionano tutti allo stesso modo. Possono essere liberi, svincolabili o vincolati. Nel primo caso il denaro resta accessibile secondo le modalità previste dal prodotto; nel secondo si può chiedere il rimborso prima del termine, talvolta con un preavviso o rinunciando agli interessi. Con un vincolo non svincolabile il capitale rimane impegnato fino alla scadenza. Le modalità concrete dipendono dal contratto.
Le condizioni per uscire dal vincolo incidono sulla gestione del risparmio. Nel deposito ING citato, il ritiro anticipato non comporta una penale, ma fa perdere gli interessi maturati. Mediolanum SelfyConto prevede invece la possibilità di svincolare senza penali e senza perdere gli interessi maturati, secondo le condizioni descritte per il prodotto. IBL distingue tra una linea vincolata, per la quale non è prevista l’estinzione anticipata, e una linea svincolabile, remunerata al tasso previsto al momento dello svincolo.
Le formule libere possono richiedere un periodo di preavviso. Per Banca Progetto, il Conto Progetto è descritto con un rimborso dopo 32 giorni di preavviso; durante l’attesa gli interessi continuano a maturare. La linea vincolata Conto Key, invece, non consente lo svincolo anticipato. Cherry Bank affianca al deposito non svincolabile le opzioni Recall, con preavviso di 32 giorni, e Box, liquidabile in qualsiasi momento secondo le condizioni del prodotto.
Anche senza penali, un’attesa di 32 giorni può pesare se il denaro serve per una spesa urgente. Prima di vincolare i risparmi, è utile separare la liquidità destinata alle emergenze dalle somme che possono restare ferme fino alla scadenza. Nel foglio informativo vanno controllati anche la chiusura del conto, l’eventuale rinnovo automatico e il conto d’appoggio.
Le promozioni prevedono inoltre scadenze e requisiti di accesso. Per il 4% ING riportato nella selezione, occorreva attivare l’offerta entro il 28 febbraio 2026, effettuare il primo bonifico dall’area riservata e realizzare un primo pagamento con carta di debito. La data limite e i requisiti sono parte delle condizioni dell’offerta; una volta scaduta, la promozione non è più attivabile come tale.
La ritenuta del 26% si applica agli interessi, mentre il bollo cambia in base al tipo di rapporto. Per un conto deposito è in genere prevista un’imposta proporzionale dello 0,20% annuo sulle somme depositate. Su un conto corrente intestato a una persona fisica, il bollo è invece di 34,20 euro all’anno quando la giacenza media supera 5.000 euro. Il trattamento concreto dipende dal prodotto e dalle modalità di rendicontazione previste.
Con 10.000 euro mantenuti per un anno, un bollo proporzionale dello 0,20% vale 20 euro. Nell’esempio del 4% lordo annuo, i 296 euro rimasti dopo la ritenuta diventerebbero circa 276 euro sottraendo il bollo. Se si applica il bollo previsto per il conto corrente, il costo annuo è fisso una volta superata la soglia. I conteggi non comprendono canoni, commissioni o una riduzione degli interessi dovuta al mancato rispetto dei requisiti.
Un conto senza canone può essere collegato a un rapporto corrente che prevede costi, oppure richiedere operazioni specifiche per attivare la promozione. Il rendimento netto complessivo va calcolato tenendo conto della durata, del saldo massimo remunerato, del bollo e delle spese collegate. Se il tasso più alto riguarda soltanto una parte della liquidità, la media ottenuta sull’intero capitale sarà più bassa rispetto alla percentuale pubblicizzata.
I depositi presso banche aderenti al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi sono coperti fino a 100.000 euro per depositante e per banca, in base alla disciplina europea recepita nell’ordinamento italiano. Il limite riguarda le somme detenute presso lo stesso istituto, anche quando sono distribuite su più conti. Chi ripartisce il denaro tra diverse banche aderenti beneficia di una soglia distinta per ciascuna, nei termini previsti dalla garanzia.
Per Trade Republic, la liquidità è descritta come custodita tramite conti fiduciari omnibus presso banche autorizzate, con protezione dei depositi fino a 100.000 euro secondo il sistema applicabile agli istituti coinvolti. Nei documenti contrattuali si possono verificare la banca che detiene i fondi e lo schema di tutela applicato.
La garanzia protegge il capitale entro i limiti stabiliti, mentre l’accessibilità dipende dalle condizioni del prodotto. Una somma depositata può restare indisponibile per mesi; un saldo utilizzabile con facilità può invece avere un tasso più basso o una remunerazione variabile. Sicurezza, rendimento e accesso al denaro vanno valutati separatamente.
Il dott. Luca Rossoni è un esperto analista finanziario con oltre 30 anni di esperienza nel settore delle finanze. Ha conseguito la laurea in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi e ha lavorato per prestigiose istituzioni bancarie e società di consulenza. Specializzato in strategie di investimento e gestione del rischio, Luca ha aiutato numerosi clienti a ottimizzare i loro portafogl...