Banche, preoccupazioni per tante non è l'unica Mps. E un istituto congela conti correnti prima volta

Uno spettro agita il futuro dell'Italia. E all'indomani delle elezioni del 4 marzo, il Paese potrebbe di nuovo ritrovarsi a fare i conti con la crisi del sistema bancario. Uno scenario tenebroso

Banche, preoccupazioni per tante non è l

L'eredità dei Governi Renzi e Gentiloni potrebbe essere pesante per il nuovo Governo. Le banche restano il Tallone d'Achille


Mps non è l'unica banca che preoccupa, per diverse altre la situazione non è semplice e l'eredità lasciata dagli esecutivi che si sono succedeuti negli ultimi anni potrebbero portare ad una vera e propria bomba. Basti pensare che, seppur e non un caso, in un qasi totale silenzio, per la prima volta in istituto i soldi dei conti correnti sono stai bloccati e congelati
 

Si addensano nubi oscure sul futuro dell’Italia. E sul nuovo Paese che verrà fuori dalle elezioni del 4 marzo, peseranno diversi nodi che la legislatura che si è appena conclusa, non è riuscita a sciogliere. Il primo e forse quello che agita di più i sogni di coloro che conoscono la materia, è quello delle banche. L’attività della Commissione Parlamentare sulle banche convocata per fare chiarezza su alcuni aspetti oscuri che riguardavano anche importanti esponenti del Governo, oltre a rivelarsi un boomerang per la stessa forza politica che l’ha voluta ad ogni costo, si è rivelata praticamente inutili ai fini di una questione che lentamente è uscita dal dibattito pubblico anche in quella che molti hanno già definito come la campagna elettorale peggiore dal dopoguerra ad oggi.

E la questione rischia quindi di diventare una bomba sociale. L’eredità dei Governi Gentiloni e Renzi, che pure hanno provato a rimettere in moto un Paese fiaccato da dieci anni di crisi economica e anche di rappresentanza politica rischia quindi di pesare in maniera negativa sul futuro dell’Italia. E il caso Mps suscita paure che basta evocarle per capire la complessità della situazione che il nuovo Governo dovrà gestire nei prossimi anni. Vediamo quali sono tutti i motivi.

Banche l’eredità di Gentiloni e Renzi bomba

Tanto inchiostro è stato sprecato per descrivere una ripresa economica che, seppure c’è stata, non ha raggiunto gli standard europei. E soprattutto non ha dispiegato concretamente i suoi effetti benefici alla maggioranza della popolazione che ha continuato ad arrancare e a temere per il proprio futuro. Lavorativo e non. Sulla questione delle banche, su cui evidentemente non è stata fatta la necessaria chiarezza, l’eredità lasciata dai Governi Gentiloni e Renzi rischia di essere pesante.

Addirittura, per alcuni osservatori, una vera e propria bomba. Il problema intorno al quale ruota la questione è essenzialmente quella della qualità dei crediti in capo alle banche italiane. Non si potrà ancora per molto fare come lo struzzo e mettere la testa sotto la sabbia per far finta di non vedere come ad esempio Mps, istituto che già è salito agli onori della cronaca diverse volte negli ultimi anni (con risvolti anche tragici come la morte di David Rossi, una vicenda ancora oscura), sia l’emblema di questo pericoloso impasse. Costato agli italiani decine e decine di miliardi di euro (alcune stime parlano di 26 miliardi di euro serviti a salvare l’istituto senese e le altre banche interessate da questa crisi). E a nulla sono servite le operazioni dei prestigiatori della finanza. Che hanno provato a nascondere con varie operazioni, lo stato reale del sistema bancario italiano. Ma il mercato prima o poi arriverà alla verità. E quello sarà il momento in cui i nodi verranno al pettine. E saranno molto probabilmente guai.

Mps e tutti i motivi della bomba banche

Il caso Mps è sufficiente a spiegare quali sono i motivi della bomba sociale rappresentata dalle banche. Una bomba pronta ad esplodere. Più presto di quanto si possa immaginare. La ricapitalizzazione “preventiva” dell’istituto senese avrebbe dovuto rimettere le cose a posto riportando la banca a livelli di redditività e di efficienza accettabili. In realtà, nonostante la ripresa economica e l’iniezione di fondi pubblici, Mps continua a essere un malato grave. Il rischio è che alla fine al consolidamento del settore bancario l’Italia debba assistere all’estinzione di una grossa fetta di aziende di credito, con costi economici e sociali molto elevati.

Banca italiana, per la prima volta conti correnti congelati

Si tratta di un provvedimento destinato a passare alla storia perché si tratta delle prima volta che una banca decide di bloccare i conti correnti dei propri clienti. È successo alla Banca Base di Catania per via del commissariamento dell'istituto di credito. In buona sostanza, ai clienti viene inibita la gestione per 30 giorni e il bancomat delle due filiali è adesso bloccato. Confedercontribuenti ha inviato una lettera a ministro dell'Economia, al direttorio e all'Unità gestione delle crisi della Banca d'Italia con la richiesta della revoca del provvedimento di sospensione dell'operatività dei correntisti. Secondo il presidente nazionale Carmelo Finocchiaro, la decisione è semplicemente ingiusta. A suo dire, non possono essere i clienti correntisti a pagare le conseguenze di responsabilità gestionali. Di conseguenza chiede che si proceda con immediatezza allo sblocco delle disponibilità finanziarie dei correntisti. Un mese per aziende e famiglie - riflette - costituisce un atto che ancora una volta Banca d'Italia fa nei confronti di coloro che non hanno alcuna responsabilità
Il presidente dell'associazione a difesa dei cittadini rileva che per le imprese è anche un discredito nei confronti dei fornitori che si vedono tornare indietro assegni con il rischio del blocco delle forniture. Una situazione che non è mai avvenuta in Italia per nessun altro commissariamento. Quale sarà la risposta del Ministero dell'Economia? Arriverà il decreto di sospensione di tutti i pagamenti dovuti all'Erario in questi trenta giorni, non essendoci alcuna responsabilità da parte dei contribuenti, clienti di Banca Base?