Pensioni, calcolo anni e contributi. Non Ŕ banale come sembra

di Marianna Quatraro pubblicato il
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Quali sono i requisiti contributivi richiesti per andare in pensione, come conoscere i propri contributi e come si calcolano per pensione finale

Per andare in pensione è necessario, ai fini del calcolo del trattamento finale, raggiungere determinati requisiti anagrafici e soprattutto contributivi. Per la pensione di vecchiaia sono richiesti 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi e per la pensione anticipata sono richiesti 42 anni e dieci mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e dieci mesi di contributi per le donne ma non è previsto alcun requisito anagrafico.

Per la nuova quota 100 servono 62 anni di età e 38 anni di contributi, per ape social e ape volontario, considerando le diverse categorie di persone interessate da tale possibilità di uscita prima, bisogna raggiungere 63 anni di età e almeno 20 anni di contributi. E poi c’è l’opzione donna, prorogata ancora per quest’anno 2019, che permette alle donne lavoratrici dipendenti o autonome di andare in pensione a 58 e 59 anni di età purchè abbiano maturato entro il 31 dicembre 2018 almeno 35 anni di contributi.

Per ogni forma di pensionamento vengono considerate diverse tipologie di contributi previdenziali versati oltre a quelli obbligatori e validità di eventuale cumulo, totalizzazione o ricongiunzione dipende dalla forma pensionistica che si sceglie. Per esempio, il cumulo vale per pensione di vecchiaia e anticipa e per la novità di quota 100 ma non vale per chi decide di andare in pensione con opzione donna.

Come controllare contributi per pensione

Quando si sta per raggiungere il requisito anagrafico per la pensione, che sia di vecchiaia o di altre forme pensionistiche, per conoscere con esattezza i contributi versati necessari per il calcolo della pensione finale, bisogna consultare il proprio estratto conto contributivo Ecocert, che riporta tutti i periodi contributivi accreditati e se vi sono eventuali buchi e mancanze.

Per consultare l'estratto conto certificativo, bisogna accedere al sito Inps tramite Pin e accedere all’area riservata tramite Pin. Bisogna poi cliccare sulla sezione Prestazioni e Servizi, quindi sulla voce Tutte le Prestazioni e scorrere fino alla lettera D alla voce Domanda pensione, ratei, certificazione, Ecocert e cliccarci. Si può richiedere il proprio estratto conto contributivo all’Inps anche tramite contact center contattando telefonicamente il numero 803 164 o il numero 06 164 164 da rete mobile; o rivolgendosi a Caf o patronati.

I contributi che vengono riportati sull’estratto conto contributivo e che valgono ai fini di calcolo della pensione finale, insieme ai contributi obbligatori sono i contributi volontari, figurativi, da riscatto, e nel caso di periodi di contribuzione versati in gestioni i contributi si possono riunire o gratuitamente tramite totalizzazione o cumulo o in maniera onerosa ricorrendo alla totalizzazione, sistemi che permettono di riunire in un’unica gestione tutti i contributi previdenziali versati nel corso della propria vita lavorativa.

Come si calcolano i contributi per la pensione finale

Sull’estratto conto contributivo il calcolo dei contributi solitamente è riportato in settimane, mesi o giorni, molto dipende dalla gestione cui appartiene il lavoratore. Per sapere quanti anni di contributi si hanno bisogna considerare specifici coefficienti, di un anno pari a 52 settimane e di un mese pari a 4,333 settimane, differenti in alcune gestioni o se i contributi devono essere trasferiti dall’Inps ad un fondo diverso.

Con particolare riferimento ai lavoratori agricoli, un anno di contributi si raggiunge con 270 giornate all’anno di contribuzione effettiva, volontaria o figurativa e non rientrano nel calcolo dei contributi utili ai fini della pensione finale i giorni di malattia e disoccupazione.

I coefficienti di trasformazione per la contribuzione agricola sono i seguenti:

  1. 5,1923 giornate per ogni settimana di contributi;
  2. 4,333 (52/12) settimane per ogni contributo mensile;
  3. 0,19259 settimane per ogni contributo giornaliero.

Per la pensione anticipata dei lavoratori agricoli bastano, invece, 156 giornate l’anno, che comprendono anche i contributi figurativi in questo caso accreditati per disoccupazione speciale agricola e integrazione salariale agricola.

Calcolo pensione finale con diversi metodi contributivi

Una volta conosciuti i contributi previdenziali effettivamente versati nel corso della propria vita lavorativa, chiarita la propria posizione nel caso di eventuali buchi e mancanze di periodi contributivi e successivi versamenti, e considerati i diversi coefficienti, si può procedere al calcolo della propria pensione finale che in base poi a quando si è iniziato a lavorare prevede sistemi di calcolo retributivo, mista o contributivo.

Il metodo retributivo per il calcolo della pensione finale vale per calcolare una parte della pensione per i lavoratori che hanno maturato un’anzianità contributiva prima del 1996.

La pensione finale calcolata con metodo retributivo si basa su tre elementi, anzianità contributiva, reddito pensionabile, aliquota di rendimento, mentre l’importo della pensione con metodo retributivo si basa su quota A, che si calcola sui contributi precedenti al 31 dicembre 1992 e si basa sulla media degli ultimi 10 anni di lavoro per  lavoratori autonomi, degli ultimi 5 anni di lavoro per lavoratori dipendenti e dell'ultimo anno di lavoro per lavoratori del pubblico impiego; e quota B, che si calcola sui contributi versati dal primo gennaio 1993 fino 1995 o fino al 31 dicembre 2011 e si basa sulla media degli ultimi 10 anni di stipendi percepiti dal lavoratore se dipendente sia pubblico che privato e degli ultimi 15 anni di stipendi percepiti da lavoratori autonomi.

Si calcola quindi la media delle retribuzioni delle due quote e il risultato si moltiplica per un’aliquota che varia in base a retribuzione media, collocazione temporale dei contributi previdenziali versati, se prima o dopo il 1993, e fondo di iscrizione del lavoratore. L’aliquota è del 2% per ogni anno di lavoro svolto dal pensionando a condizione che non si superi una retribuzione annua di 46.630mila euro. Per cifre superiori a questa appena riportata, la percentuale diminuisce progressivamente.

Sull’importo della pensione finale, inoltre, viene riconosciuta la rivalutazione pensionistica e per i contributi maturati fino al 31 dicembre 1992 la rivalutazione è pari all'aumento del costo della vita, mentre per i contributi versati successivamente al 31 dicembre 1992 la rivalutazione è pari all'aumento del costo della vita più un punto percentuale all'anno.

Il metodo contributivo vale per coloro che hanno iniziato a lavorare dopo il 1995 e si basa esclusivamente sui contributi effettivamente versati nel corso della propria vita lavorativa, mentre per i lavoratori più anziani, cioè coloro che hanno accumulato contributi al 1995, la pensione finale viene ancora calcolata con metodo misto e cioè con metodo retributivo se fino al 31 dicembre 1995 sono stati maturati almeno 18 anni di contributi e con metodo contributivo per gli anni di lavoro successivi al 2011.

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