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Addizionale Irpef Lombardia 2026: quando si paga, percentuali aggiornate tassazione dipendenti e pensionati. Calcoli ed esempi

di Marianna Quatraro pubblicato il
Addizionale Irpef Lombardia 2026 percent

Nel 2026 l’addizionale Irpef in Lombardia presenta nuove percentuali e regole, con impatti diversi per lavoratori dipendenti e pensionati: le scadenze di pagamento e le simulazioni di calcolo pratiche

L’addizionale regionale Irpef rappresenta un elemento essenziale della fiscalità locale in Lombardia per il 2026, con importanti novità riguardanti aliquote, modalità e tempistiche di versamento. Nel quadro delle finanze pubbliche, la Regione contribuisce in misura significativa al bilancio nazionale, come evidenziato dalle più recenti analisi sulle dichiarazioni dei redditi: la Lombardia rimane tra le aree con il più alto volume di imposte versate, un indicatore della sua centralità nel panorama fiscale italiano.

Le scadenze principali per il pagamento dell’addizionale Irpef in Lombardia seguono il calendario nazionale. La trattenuta viene effettuata direttamente in busta paga dai datori di lavoro per i lavoratori dipendenti e su cedolino pensione dagli enti di previdenza per i pensionati.

Il versamento avviene generalmente in seguito alla dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF), suddiviso in due rate o in un’unica soluzione, a seconda della propria situazione fiscale. Per il 2026, le tempistiche rimangono allineate ai precedenti anni: le prime rate, solitamente, partono da marzo/aprile con saldo entro novembre. Le specifiche modalità di pagamento sono regolamentate da istruzioni dell’Agenzia delle Entrate e dai circolari regionali.

A livello normativo, l’addizionale Irpef regionale viene definita annualmente tramite apposite deliberazioni del Consiglio regionale e pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia. Le nuove aliquote sono state disposte per adeguarsi ai parametri di equità contributiva e di sostenibilità sociale, riflettendo anche le recenti riforme in tema di riduzione del cuneo fiscale e perequazione territoriale. La Regione, inoltre, tiene conto dell’impatto economico sui nuclei familiari e dei fattori di fragilità sociale, prevedendo in alcuni casi detrazioni o esenzioni parziali, soprattutto in presenza di redditi bassi o particolari situazioni personali.

Percentuali aggiornate e impatto della tassazione regionale su dipendenti e pensionati

Nel 2026 la Regione Lombardia ha rivisto le aliquote dell'addizionale regionale Irpef, con lo scopo di mantenere un’equa distribuzione del carico fiscale e rispondere alle dinamiche economiche in evoluzione. L’addizionale Irpef regionale si applica su tutti i redditi considerati imponibili ai fini Irpef nazionale, andando ad influire direttamente su dipendenti e pensionati.

La norma regionale prevede una suddivisione delle aliquote su più fasce di reddito, consentendo così una maggiore progressività. I valori aggiornati in Lombardia per il 2026 sono i seguenti:

Fascia di reddito complessivo (euro) Aliquota addizionale regionale Irpef (%)
Fino a 15.000 1,23
Oltre 15.000 e fino a 28.000 1,58
Oltre 28.000 e fino a 55.000 1,73
Oltre 55.000 e fino a 75.000 1,78
Oltre 75.000 1,85

Questi valori riflettono la volontà della Regione di mantenere un equilibrio tra esigenze di gettito e capacità contributiva dei soggetti residenti. L’aliquota applicata viene calcolata sul reddito complessivo, al netto dell’abitazione principale e delle sue pertinenze: questa impostazione garantisce una certa tutela ai nuclei familiari che dispongono soltanto della casa in cui vivono.

Per quanto riguarda l’effettivo impatto sull’assegno di dipendenti e pensionati, occorre considerare che la trattenuta avviene mensilmente tramite busta paga o cedolino pensione, in modo quasi impercettibile per il contribuente. Tuttavia, l’aumento dell’addizionale può ridurre il netto percepito, specialmente nei casi di salto di fascia (ovvero, quando il reddito annuale supera una delle soglie e si applica la nuova aliquota su tutto l’imponibile oppure sulla quota eccedente, a seconda delle modalità regionali adottate).

Nel 2026 gli effetti delle nuove aliquote possono essere così sintetizzati:

  • Redditi inferiori a 15.000 euro: aliquota più bassa, impatto contenuto. Presenza, in alcuni casi, di esenzioni o abbattimenti specifici per redditi da pensione minimi, secondo quanto deliberato a livello locale;
  • Redditi medi tra 15.000 e 28.000 euro: incremento lieve dell’addizionale rispetto ai minimi, con trattenuta proporzionale mensile visibile in busta paga;
  • Redditi alti (oltre 75.000 euro): aliquote più elevate, con conseguente aumento dell’incidenza dell’addizionale sull’imponibile annuale;
  • Possibilità di detrazioni specifiche per carichi familiari o condizioni di svantaggio sociale, da verificarsi negli atti di dettaglio annualmente pubblicati dalla Regione.
Le simulazioni dei dati più recenti testimoniano come la Lombardia sia tra le regioni con il più alto Irpef pro capite, attestandosi attorno ai 7.511 euro per contribuente secondo le rilevazioni riferite ai redditi di pochi anni fa. È importante ricordare che tali cifre considerano sia l’Irpef statale che quella regionale, e sono influenzate dalle differenze salariali e pensionistiche del territorio lombardo.

Calcoli, simulazioni ed esempi pratici dell’addizionale Irpef in Lombardia nel 2026

Analizzare l’impatto reale dell’addizionale regionale Irpef sui cittadini lombardi significa tradurre le percentuali aggiornate in casi concreti. Tramite alcuni esempi si può comprendere meglio quanto viene effettivamente versato in regione a seconda della fascia reddituale, tanto per dipendenti quanto per pensionati. Di seguito sono riportate simulazioni e calcoli per i principali profili di contribuenti.

Esempio 1: lavoratore dipendente con reddito imponibile di 20.000 euro annui

  • Reddito annuo imponibile: 20.000 euro
  • Fascia di aliquota: Oltre 15.000 e fino a 28.000 euro ? 1,58%
  • Calcolo dell’importo dovuto: 20.000 x 1,58% = 316 euro di addizionale regionale annuale
  • Trattenuta mensile (ripartita su 12 mesi): 316 / 12 ˜ 26,33 euro al mese
In questo scenario, la trattenuta incide sullo stipendio mensile per una quota contenuta, facilmente prevedibile a inizio anno sulla base della Certificazione Unica (CU) rilasciata dal datore di lavoro.

Esempio 2: pensionato con reddito imponibile di 12.000 euro annui

  • Reddito annuo imponibile: 12.000 euro
  • Fascia di aliquota: Fino a 15.000 euro ? 1,23%
  • Calcolo dell’importo dovuto: 12.000 x 1,23% = 147,60 euro di addizionale regionale annuale
  • Trattenuta mensile: 147,60 / 12 ˜ 12,30 euro al mese
Per i pensionati con assegni minimi, la percentuale applicata non supera il livello base, e in diverse situazioni la Regione può prevedere detrazioni aggiuntive o esenzioni per casi di disagio sociale o sanitario. Si raccomanda di verificare le disposizioni annuali nel testo della deliberazione regionale pubblicata a inizio anno fiscale.

Esempio 3: lavoratore con reddito di 80.000 euro annui

  • Reddito annuo imponibile: 80.000 euro
  • Fascia aliquota: Oltre 75.000 euro ? 1,85%
  • Calcolo: 80.000 x 1,85% = 1.480 euro di addizionale regionale annuale
  • Trattenuta mensile: 1.480 / 12 ˜ 123,33 euro/mese
Per i redditi alti l’addizionale raggiunge il massimo previsto dalla Regione per il 2026, venendo saldata comunque tramite trattenute progressive e commisurate al volume d’imponibile.

Domande frequenti: modalità di calcolo e casi particolari

  • L’addizionale si calcola sull’intero reddito o solo sulla parte eccedente per ogni scaglione? In Lombardia, l’aliquota si applica a tutto il reddito imponibile, a seconda della fascia in cui si colloca l’importo complessivo.
  • Sono previste rateizzazioni? Le trattenute sono suddivise nell’arco dell’anno, normalmente in 12 quote mensili reperibili su busta paga o cedolino pensione.
  • Cosa succede in caso di lavoratori con rapporti brevi o multipli? I datori effettuano la trattenuta per il periodo lavorato; sarà poi il contribuente a regolarizzare la propria posizione in sede di conguaglio annuale, tramite dichiarazione dei redditi.
Le elaborazioni dei centri studi attribuiscono alla Lombardia il valore più alto di Irpef pro capite tra le regioni settentrionali, con una media che supera i 7.500 euro per contribuente, tra addizionale regionale e quota statale. Il motivo va ricercato nei livelli più elevati di redditi medi e presenza di contribuenti soggetti alle aliquote superiori.




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