A Roma il boom degli affitti brevi e dei B&B ha alimentato grandi aspettative di guadagno, ma la realtà spesso è diversa: domanda e offerta squilibrate, redditi medi deludenti e prospettive incerte.
Nel panorama immobiliare romano, l'interesse verso le locazioni turistiche di breve durata e verso i bed and breakfast è stato crescente negli ultimi anni. Tuttavia, non sempre l'aspettativa di facili guadagni corrisponde alla realtà. Il considerevole aumento di alloggi disponibili e il recente scenario economico, complici eventi di risonanza internazionale come il Giubileo, hanno fatto emergere una situazione ben diversa da quanto preveduto inizialmente dagli investitori. Proprio Roma, città simbolo del turismo internazionale, rivela ora la presenza di molte più abitazioni offerte rispetto alla reale domanda, alimentando dilemmi e riflessioni su scelte finanziarie e di gestione immobiliare ritenute finora sicure.
Negli ultimi anni, la capitale ha visto crescere enormemente il fenomeno degli affitti a breve termine e dell'ospitalità extralberghiera. Incentivata dalla maggiore domanda turistica e dal potenziale rendimento economico, un'ampia fetta di investitori ha scelto di proporre appartamenti e stanze sui principali portali online dedicati al settore. Secondo le rilevazioni di mercato più recenti, Roma conta decine di migliaia di strutture tra case vacanza, affittacamere e B&B, molte delle quali sono concentrate nei quartieri centrali come Campo Marzio, Monti e Trevi.
Le aspettative di guadagno elevate e la crescita della domanda internazionale hanno alimentato negli anni pre-pandemici una vera corsa all'oro immobiliare. Tuttavia, numerosi dati evidenziano un mutamento nei trend:
Uno degli aspetti più spesso trascurati riguarda la reale redditività degli investimenti in affitti brevi e B&B. Secondo i dati rilevati sul territorio romano nell'ultimo anno, oltre il 50% delle abitazioni destinate agli affitti per soggiorni temporanei non ha ospitato clienti per più di 60 notti.
Il guadagno medio annuo si attesta intorno ai 13.645 euro, una cifra che raramente copre gli investimenti sostenuti all'acquisto e alla gestione dell'immobile. Ecco una tabella informativa utile a contestualizzare i principali costi e ricavi:
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Voce |
Valore Medio Annuo (€) |
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Ricavo lordo |
13.645 |
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Spese di gestione (pulizie, utenze, manutenzione) |
3.000-5.000 |
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Imposizione fiscale e tasse locali |
Circa 2.000 |
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Spese di intermediazione e piattaforme online |
1.200-2.000 |
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Possibili oneri condominiali e assicurativi |
1.000+ |
Va tenuto presente che, all'abbassarsi del tasso di occupazione, il rendimento scende ben al di sotto delle soglie considerate accettabili dagli investitori esperti. Il passaggio da una gestione tradizionale a una mirata al turismo può dunque rivelarsi meno vantaggioso anche in città a forte richiamo internazionale:
Le cause di questo fenomeno sono da individuare in vari fattori:
A causa della ridotta redditività e degli alti livelli di concorrenza, sempre più proprietari stanno rivalutando le strategie d'uso delle proprie abitazioni. Un fenomeno emergente è il ritorno delle case sul mercato delle locazioni tradizionali. Questo processo genera nuovi equilibri nel tessuto urbano, con alcune implicazioni specifiche:
Giuseppe Bergodi è un esperto consulente immobiliare con oltre 35 anni di esperienza nel settore. Laureato in Architettura presso il Politecnico di Milano, ha dedicato la sua carriera alla valutazione e gestione di proprietà residenziali e commerciali. Grazie alla sua profonda conoscenza del mercato immobiliare milanese, offre analisi dettagliate e strategie efficaci per ottimizzare gli investi...