Il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro 2022-2024 ha introdotto novità rilevanti per il personale docente, ATA e per tutto il personale della scuola. L’anno 2026 rappresenta il punto di arrivo di un percorso contrattuale iniziato nel triennio precedente, con conseguenti adeguamenti salariali e il riconoscimento di importi pregressi maturati in virtù delle modifiche normative.
Attraverso l’azione delle piattaforme amministrative centrali, come NoiPA, si è proceduto a definire in modo puntuale sia i nuovi livelli retributivi sia i criteri per la liquidazione degli arretrati maturati dal personale scolastico. Il CCNL 2022-2024 firmato nel 2025 ha sancito non solo aumenti tabellari ma anche l’erogazione di una quota una tantum e il saldo degli arretrati accumulati negli anni precedenti.
Nel contesto normativo vigono disposizioni che coinvolgono oltre 1,2 milioni di lavoratori tra docenti, amministrativi, tecnici e ausiliari. Le regole di riconoscimento delle spettanze tengono conto del servizio effettivamente prestato, della tipologia contrattuale e degli scatti di anzianità maturati tra il 2022 e il 2024.
Tempistiche e destinatari degli arretrati: chi riceverà i pagamenti e quando
L’attivazione delle procedure di pagamento degli arretrati in ambito scolastico segue un calendario definito, trasmesso da NoiPA attraverso comunicati ufficiali e confermato dalle parti sociali. I destinatari dei pagamenti sono individuati secondo specifici parametri:
- Personale docente in servizio alla data di entrata in vigore del rinnovo, con contratti a tempo indeterminato o determinato (comprese le posizioni di formazione e prova), purché il servizio non sia cessato anticipatamente rispetto alle scadenze previste
- Personale ATA (amministrativo, tecnico, ausiliario), con analoghi criteri di selezione e con riconoscimenti differenziati secondo la categoria o profilo di inquadramento
- Gli aventi diritto alla quota “una tantum” sono quelli già in servizio al 31 dicembre 2023, nonché titolari di rapporto attivo anche durante l’anno scolastico 2023-2024
- Per i rapporti part-time, sia tra docenti che ATA, tutte le spettanze vengono riproporzionate
La tempistica di erogazione ha seguito precise fasi:
- Aggiornamento stipendiale tabellare: con decorrenza dal 1 gennaio 2026 i nuovi importi sono già stati riconosciuti in busta paga, secondo quanto previsto dal CCNL
- Liquidazione degli arretrati contrattuali: tramite emissione speciale il 23 gennaio 2026, NoiPA ha versato le differenze maturate tra quanto già ricevuto negli anni precedenti (inclusa l’indennità di vacanza contrattuale e gli anticipi eventualmente corrisposti) e il nuovo trattamento economico, sottraendo somme già erogate e tenuto conto di eventuali periodi di assenza retribuita o non retribuita
- Quota “una tantum”: pagata sulla rata ordinaria di febbraio 2026, secondo criteri stringenti di ammissibilità e parametrata a 111,70 euro per docenti e 270,70 euro per ATA, proporzionata nei casi di part-time
- Specificità per i supplenti brevi: una particolare lavorazione per l’adeguamento dovuto sarà effettuata a marzo 2026
Nella pratica, la maggior parte del personale ha trovato già nel cedolino di gennaio le prime voci aggiornate, mentre le differenze pregresse (arretrati annuali) sono state liquidate a fine gennaio. La somma una tantum è stata invece oggetto di accredito a febbraio, mentre chi è stato inquadrato in contratti di supplenza breve e saltuaria dovrà attendere la specifica emissione di marzo 2026.
Le novità includono anche procedure dedicate per i docenti al primo anno (contratti di formazione e prova), con spettanze integrate già nell’emissione di febbraio. NoiPA ha sottolineato la trasparenza dei calcoli, tenendo conto delle trattenute fiscali e previdenziali, e della necessità di garantire la correttezza degli importi anche in presenza di errori precedenti o di anomalie tecniche, come registrato nel caso del recupero degli importi mancanti per alcune categorie di ATA.
Importi, calcolo arretrati scuola e esempi pratici per docenti e ATA
L’importo degli arretrati varia sensibilmente sulla base delle singole posizioni contrattuali, del profilo professionale, dell’anzianità di servizio e delle eventuali interruzioni intervenute tra il 2022 e il 2024. Il criterio cardine rimane il rispetto delle tabelle retributive sancite dal CCNL 2022-2024 e il raffronto con i compensi già erogati sotto forma di indennità o anticipi.
- Per i docenti la media degli arretrati lordi si situa tra 1.400 e 2.000 euro, con punte maggiori per profili ad alta anzianità e incarichi aggiuntivi. I parametri considerano:
- Livello e anzianità di servizio (un docente con 15 anni di anzianità percepisce importi più elevati rispetto a un neoimmesso in ruolo)
- Tipologia di contratto (tempo indeterminato o determinato, presenza di periodi di aspettativa non retribuita)
- Eventuali incarichi aggiuntivi (come funzioni strumentali o attività di coordinamento)
- Per il personale ATA gli arretrati lordi variano in media da circa 1.400 a 1.700 euro, con differenziate in base a assistente amministrativo, collaboratore scolastico e tecnico di laboratorio
Oltre agli arretrati, il nuovo sistema retributivo prevede un incremento medio mensile in
busta paga compreso tra 150 e 250 euro lordi per i docenti e tra 110 e 179 euro lordi per ATA, dipendente sempre dalla posizione di fascia retributiva e dalla progressione di carriera.
L’una tantum, ovvero il bonus previsto dall’art. 16 del CCNL, costituisce un ulteriore elemento di liquidazione straordinaria a favore di chi era in servizio a fine 2023. Anche questa voce è soggetta a riproporzionamento nei casi di part-time.
| Profilo |
Arretrati lordi medi (€) |
Quota Una Tantum (€) |
Fascia aumento mensile lordo (€) |
| Docente (anzianità media) |
1.700 |
111,70 |
150-250 |
| ATA (Collaboratore/Assistente) |
1.400-1.700 |
270,70 |
110-179 |
Alcuni esempi pratici permettono di comprendere le logiche di calcolo:
- Un docente con 15 anni di anzianità in servizio ininterrotto dalla firma del CCNL: arretrati attorno ai 1.800 euro lordi. L’importo netto dipende dalle trattenute fiscali e dall’aliquota media IRPEF personalizzata. Considerando una tassazione del 27%, l’importo netto potrebbe scendere a circa 1.315 euro, da cui vanno sottratte eventuali addizionali locali.
- Un ATA assistente amministrativo con anzianità di 7 anni: importo lordo intorno a 1.450 euro, con una tantum di 270,70 euro, entrambi rapportati al servizio effettivo e, in caso di part-time, riproporzionati
- Per i casi di personale con periodi di aspettativa non retribuita o congedi biennali gli importi vengono decurtati in proporzione ai mesi di sospensione del contratto. Analogamente, le spettanze di supplenti brevi verranno liquidate nella specifica emissione di marzo 2026, su base calcolata alle ore e ai servizi effettivi svolti.
Aspetti fiscali importanti: tutti gli arretrati sono soggetti a tassazione separata sulla base dell’aliquota media personale e delle addizionali vigenti. Questa incidenza può ridurre anche sensibilmente le cifre nette percepite rispetto ai lordi indicati nei cedolini, motivo per cui è raccomandato un controllo dettagliato delle singole voci accreditate tramite il portale NoiPA.
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