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Bitcoin e criptovalute saranno le prossime a crollare dopo oro e argento per la nomina di Warsh?

di Marcello Tansini pubblicato il
criptovalute e bitcoin con warsh

La nomina di Kevin Warsh alla Fed scuote oro e argento, mentre Bitcoin e criptovalute si trovano a un bivio tra resilienza e rischio. Analisi delle reazioni dei mercati, fattori di rischio e possibili scenari per il futuro degli asset digitali.

L’annuncio di Kevin Warsh come futuro presidente della Federal Reserve ha innescato movimenti di mercato inediti nel panorama finanziario. La reazione delle borse non si è fatta attendere: oro e argento hanno perso terreno in modo drastico e, nelle stesse ore, anche il comparto digitale ha vissuto momenti di alta tensione. Questi eventi non sono passati inosservati agli occhi di investitori e analisti, alla ricerca di segnali di cambiamento nella politica monetaria USA e dei possibili effetti a cascata sugli asset più rischiosi.

Il quadro odierno è complesso: i metalli preziosi hanno visto volatilità paragonabile solo ai grandi storici ribassi, riducendo il valore di mercato in poche ore. Anche su Bitcoin e sulle altre principali criptovalute si è abbattuta una pressione ribassista, ma con dinamiche differenti rispetto a quelle osservate sulle commodity tradizionali. Se da un lato sembra emergere un cambio di paradigma nelle strategie di investimento sui cosiddetti "beni rifugio", dall’altro, la resilienza—o la potenziale fragilità—degli asset digitali resta un nodo da sciogliere nelle prossime settimane.

Il crollo storico di oro e argento: numeri, cause e ruolo della leva finanziaria

Nel giro di 48 ore, il mercato ha assistito a un epocale crollo dei metalli preziosi: l’argento ha perso oltre il 25% del suo valore, mentre l’oro è sceso di oltre l’8%, passando da massimi di 5.600 dollari a circa 4.700 dollari l’oncia. Gli effetti sono stati devastanti: circa 7.000 miliardi di dollari di capitalizzazione sono stati cancellati tra oro e argento, secondo stime di società di analytics come Santiment e fonti di settore come Ark Invest.

A guidare questa ondata di liquidazioni è stata la leva finanziaria impiegata da una larga fetta di operatori che, attratti dai recenti rally, avevano accumulato posizioni long in modo eccessivamente speculativo. La nomina di Warsh ha agito da detonatore: la prospettiva di una Federal Reserve più aggressiva sui tassi ha portato i grandi investitori a smobilitare posizioni sulle commodity, innescando un effetto domino aggravato dai meccanismi di margin call.

Bob Coleman (Idaho Armored Vaults) sottolinea come il movimento sia stato amplificato da prese di profitto e dalla liquidazione forzata dei più esposti alla leva. Anche Cathie Wood di Ark Invest richiama il precedente degli anni Ottanta, rimarcando che un mercato dei metalli troppo euforico rischia correzioni violente, specie a fronte di un indebolimento delle basi macro-economiche favorevoli.

Molti osservatori già da tempo segnalavano rischi di bolla sui metalli, e la liquidità speculativa ha accelerato il processo di riassestamento dei prezzi.

Bitcoin e criptovalute: resilienza o rischio di crollo a catena?

Durante il sell-off sui metalli preziosi, Bitcoin ha registrato un calo vicino al 7% nell’ultima settimana, scendendo al di sotto degli 82.000 dollari e in alcuni momenti toccando i 74.000 dollari. Tuttavia, la flessione delle principali criptovalute è apparsa—almeno inizialmente—più contenuta rispetto alla catastrofe che ha colpito oro e argento: la capitalizzazione di Bitcoin è risultata quasi quattro volte inferiore al valore bruciato nei soli mercati dei metalli.

I mercati guardano a Bitcoin come asset “non convenzionale”. Fino alla scorsa settimana, molti operatori lo consideravano un’alternativa digitale all’oro, in particolare nei periodi di debolezza del dollaro. Tuttavia, le reazioni recenti hanno mostrato come anche il comparto crypto possa essere vulnerabile a svolte improvvise nella politica monetaria.

Il caso Saylor e MicroStrategy rafforza questa lettura: il crollo sotto la media di carico delle posizioni istituzionali apre inquietanti interrogativi sulle strategie di accumulo aggressive, aumentando il rischio di vendite forzate in caso di ulteriore discesa dei prezzi.

Nonostante ciò, alcuni analisti vedono nella scarsità e nell’indipendenza di Bitcoin un elemento di resilienza rispetto agli eccessi speculativi tipici delle commodity tradizionali. L’assenza di una recente bolla, unita al fatto che la criptovaluta principale non ha seguito il rally parabolico dei metalli, potrebbe offrire un margine di protezione, almeno nel breve periodo.

La domanda che si pongono ora gli investitori riguarda la capacità di Bitcoin e delle altcoin di reggere un eventuale irrigidimento della liquidità globale, condizione che storicamente penalizza gli asset più rischiosi.

Reazioni dei prezzi: confronto tra oro, argento e bitcoin

Analizzando i dati sulle ultime 72 ore, emergono differenze significative nella performance tra i tre principali asset monitorati:

Asset Punto più alto precedente Livello minimo recente Variazione (%)
Oro 5.600 $/oncia 4.700 $/oncia -16%
Argento 121 $ 77 $ -36%
Bitcoin 91.000 $ 74.000 $ -19%

Mentre oro e argento hanno sperimentato ribassi verticali innescati da liquidation cascade, la flessione di Bitcoin—nonostante sia significativa—ha mostrato una struttura meno caotica e una più rapida stabilizzazione dopo il sell-off. Da segnalare che le dinamiche di liquidità e l’ampiezza del mercato cripto sono diversi rispetto ai futures su commodity, dove la leva impatta in modo più marcato.

Un altro elemento di rottura con il passato: la correlazione tra oro, argento e Bitcoin si è indebolita. Nel momento in cui il dollaro ha iniziato a rafforzarsi (anche prima della fuga di notizie sulla nomina di Warsh), Bitcoin è sceso nonostante storicamente avesse beneficiato di un biglietto verde debole e dell’euforia sull’oro. Questo suggerisce una crescente autonomia nella price action delle criptovalute rispetto agli asset tradizionali, pur restando alta la sensibilità alle novità macroeconomiche.

Fattori di tenuta: liquidità, leva, narrativa e ruolo degli investitori

La relativa capacità di tenuta di Bitcoin e delle criptovalute durante il crollo dei metalli può essere ricondotta a diversi fattori cardine:

  • Liquidità: Le cryptocurrency dispongono di un mercato sempre aperto, che permette un più rapido assorbimento degli shock rispetto ai trading hours limitati delle commodity.
  • Leva: Anche se il settore crypto è noto per la leva elevata, il sell-off recente delle commodity mostrava proporzioni speculative superiori, legate alle aspettative sui tagli Fed.
  • Narrativa: Bitcoin non ha partecipato all’ultimo rally guidato dalla “debasement trade”, rimanendo fuori dalle fasi di euforia massima che spesso anticipano le ondate di liquidazioni.
  • Ruolo degli investitori: La base dei detentori di Bitcoin—tra holders di lungo periodo e nuovi entrati istituzionali—è più diversificata, limitando corse al ribasso panico, almeno rispetto alle commodity.
Questi elementi combinati sembrano favorire la resilienza delle principali criptovalute anche davanti a scossoni inattesi sui mercati globali.

La politica monetaria di Kevin Warsh: aspettative, incertezza e impatti sui mercati crypto

L’insediamento imminente di Kevin Warsh ha catalizzato l’attenzione dei mercati e degli analisti di tutto il mondo. Il nuovo presidente designato è considerato un “falco” in materia di inflazione, ma la sua storia recente suggerisce una maggiore flessibilità rispetto alle precedenti posizioni ultra-restrittive.

Gli impatti potenziali per il settore delle criptovalute sono molteplici: la sola prospettiva di una politica monetaria meno accomodante ha già prodotto una rotazione di capitali, penalizzando asset a più alto rischio e interrompendo la narrativa consolidata di Bitcoin come copertura contro la svalutazione del dollaro.

La nomina di Warsh segue mesi di confronto politico e trattative all’interno della Casa Bianca, mentre la Federal Reserve si trova a un crocevia, chiamata a gestire un debito pubblico in crescita, tassi di inflazione ancora elevati e la pressione dei mercati finanziari mondiali. Gli investitori valutano le possibili strade:

  • Mantenimento di politiche restrittive per sostenere il dollaro: questo scenario favorirebbe temporaneamente una migrazione verso investimenti garantiti e richiederebbe al settore crypto di adattarsi a una minore disponibilità di liquidità, scenario storicamente complesso per la crescita dei prezzi.
  • Sudden pivot verso politiche più accomodanti: potrebbe innescare un nuovo rally sugli asset rischiosi, ma le tempistiche e le modalità restano incerte.
L’incertezza sulle prossime mosse di Warsh pesa sulle strategie degli operatori: da una parte, chi teme una stretta monetaria potrebbe liquidare crypto e tornare su strumenti più tradizionali; dall’altra, alcuni osservatori ritengono che una Fed aggressiva possa, a lungo termine, rafforzare la narrativa di Bitcoin come asset di “resistenza” contro la centralizzazione e la regolazione finanziaria.

La maggioranza degli analisti resta in attesa di linee guida chiare dal nuovo presidente della Fed, essenziali per interpretare il posizionamento su asset digitali nelle prossime settimane.

Warsh tra falco e colomba: posizioni, storia e possibili scenari

Nel corso della sua carriera, Kevin Warsh ha incarnato la figura del falco monetario, opponendosi a politiche di allentamento quantitativo e criticando apertamente gli interventi tesi ad aumentare il debito federale. Tuttavia, negli ultimi mesi ha dimostrato una sorprendente apertura a strategie più "dovish"—forse per adattarsi al contesto politico attuale.

Sul breve termine, i mercati si attendono dichiarazioni più concilianti per sedare la volatilità, anche se il passato da "falco" di Warsh rimane un fattore sorvegliato dagli investitori istituzionali e dagli operatori di criptovalute.

La sensibilità di bitcoin e criptovalute alle decisioni della Fed

La recente reazione dei mercati conferma che bitcoin e valute digitali sono estremamente sensibili alle politiche della Federal Reserve. A differenza di asset più maturi, il comparto crypto reagisce in modo repentino alle sorprese sul fronte dei tassi e della liquidità:

  • Nelle settimane precedenti, il calo del dollaro aveva favorito una ripresa delle crypto, con prezzi in salita finché non sono emerse indiscrezioni sulla nomina di Warsh.
  • Dopo la fuga di notizie, bitcoin ha subito vendite concordanti con la risalita del biglietto verde, a testimonianza del legame stretto con le dinamiche macro USA.
Anche l’effetto “newsselling”, ovvero la tendenza storica di bitcoin a calare dopo gli annunci Fed, si è ripresentato in questa tornata. I grandi investitori continuano a tarare le esposizioni sulle mosse di Washington, segnalando un settore ancora in cerca di reale indipendenza strutturale.

Prospettive future: rischi, opportunità e scenari alternativi per gli investitori in bitcoin

I prossimi mesi saranno decisivi per valutare la direzione del settore crypto nel contesto di una Federal Reserve guidata da nuove priorità. I rischi principali restano:

  • Possibile prolungamento della politica di tassi elevati, con impatto negativo su asset rischiosi come bitcoin
  • Nuove correzioni qualora i livelli di supporto tecnici (75.000-76.000 dollari) dovessero cedere, aprendo scenari di ribasso verso aree di prezzo mai viste nell’ultimo semestre
  • Aumento della pressione su operatori sovra-esposti con leve eccessive
Tuttavia, si aprono anche spazi per opportunità di medio-lungo termine:
  • Un eventuale rafforzamento del comparto crypto come narrazione alternativa ai sistemi finanziari tradizionali, specie in un contesto di maggiore regolamentazione
  • La crescente diversificazione degli investitori può favorire una resilienza superiore rispetto agli shock sistemici passati
  • La relativa indipendenza nella price action può accelerare la decoupling dai cicli di euforia/ribasso di altri asset, sostenendo la maturazione di strumenti di investimento strutturati sulle criptovalute
Molto dipenderà dalle mosse ufficiali di Warsh e dalla capacità del settore crypto di adattarsi rapidamente a una nuova normalità fatta di maggiore rigore e attenzione ai rischi macroeconomici.




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