Nonostante il Bonus stufe 2026 non esista, esistono diverse opportunitŕ per chi vuole cambiare impianto di riscaldamento: ecco le quattro agevolazioni fiscali disponibili, i requisiti per usufruirne e le spese ammissibili
Negli ultimi anni, il panorama delle agevolazioni fiscali dedicate agli apparecchi per il riscaldamento ha subito profondi cambiamenti, soprattutto seguendo l’evoluzione delle direttive europee pro-ambiente e l’abolizione dei sussidi per i generatori alimentati esclusivamente a gas. Molti si chiedono se sia previsto un incentivo specifico chiamato bonus stufe 2026: la risposta è negativa, nel senso stretto del termine, ma non mancano modalità concrete per alleggerire la spesa legata alla sostituzione di una vecchia stufa o di un intero impianto di riscaldamento.
In assenza di un incentivo unico, quattro strumenti rappresentano oggi la risposta concreta per chi intende rinnovare il riscaldamento domestico: il bonus ristrutturazioni, l’Ecobonus, il Conto Termico 3.0 e il bonus mobili. Ognuno di questi strumenti offre caratteristiche, percentuali di detrazione e regole di accesso differenti, consentendo comunque di ottenere un risparmio fiscale significativo.
Nel contesto normativo del 2026, chi vuole migliorare o sostituire il proprio impianto può fare riferimento a quattro distinte agevolazioni, ciascuna con finalità e modalità di accesso proprie:
L’accesso non prevede restrizioni legate all’ISEE, ma richiede che i pagamenti avvengano con bonifico parlante e che siano osservati precisi adempimenti documentali, compresa la conservazione del certificato di rendimento termico e il rispetto delle norme sulle emissioni anche per impianti a biomassa (classi ambientali 4 o 5 stelle).
Tra gli altri bonus edilizi disponibili, c'è l'Ecobonus: progettato per incentivare l’efficienza energetica complessiva dell’edificio o dei suoi sistemi, riconosce una detrazione Irpef del 50% per la prima casa e del 36% per le altre, calcolata su una spesa massima di 30.000 euro per interventi su impianti di climatizzazione invernale, tra cui rientra la sostituzione o installazione di generatori alimentati da biomasse combustibili, oltre che pompe di calore e sistemi ibridi.
Fondamentale per questa misura è il rispetto di requisiti tecnici, tra cui un rendimento superiore al 70% per i generatori di calore a biomassa, e la comunicazione obbligatoria all’ENEA entro 90 giorni dal termine dei lavori, necessaria per non perdere l’agevolazione.
Conto Termico 3.0: misura rinnovata con il Decreto Ministeriale 7 agosto 2025, operativa dal 25 dicembre 2025, e gestita dal GSE. Si tratta di un contributo a fondo perduto che può coprire fino al 65% delle spese sostenute per la sostituzione di vecchi impianti con nuovi generatori a biomassa altamente efficienti, sistemi ibridi e pompe di calore add-on. I contributi sono erogati rapidamente, anche fino a 15.000 euro in un’unica soluzione, direttamente su conto corrente. L’accesso si effettua tramite portale telematico con domanda da parte del privato o dell'installatore, e comporta il rispetto di requisiti tecnici stringenti (certificazione ambientale almeno 4 stelle, preferibilmente 5).
Il Conto Termico 3.0 non è una detrazione fiscale ma si riceve direttamente come rimborso, per favorire interventi rapidi e incentivare la sostituzione di apparecchi obsoleti anche senza lavori di ristrutturazione edilizia.
Bonus mobili: destinato a chi esegue lavori di recupero edilizio a partire dal 1° gennaio 2025. Consente di detrarre il 50% della spesa sostenuta (per mobili e grandi elettrodomestici di classe energetica almeno A+), fino a un massimo di 5.000 euro per unità immobiliare, suddivisi in dieci quote. In questa categoria rientra anche l’acquisto delle stufe, a condizione che l’abitazione sia oggetto di ristrutturazione e che la stufa sia almeno di classe A+.
| Agevolazione | Aliquota / Contributo | Tetto massimo | Durata recupero spesa |
| Bonus ristrutturazioni | 50% (36% per seconda casa) | 96.000 € | 10 anni |
| Ecobonus | 50% (36% per seconda casa) | 30.000 € | 10 anni |
| Conto Termico 3.0 | Fino al 65% | 15.000 € (rata unica) | Erogazione rapida |
| Bonus mobili | 50% | 5.000 € | 10 anni |
Affinché sia possibile fruire delle agevolazioni sopra descritte, è necessario prestare attenzione a limiti di spesa, requisiti tecnici degli apparecchi, modalità di pagamento e alla corretta documentazione amministrativa prevista dalla normativa vigente. Di seguito una sintesi dettagliata in base ai diversi strumenti.