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Bonus stufe 2026 non esiste, ma ci sono 4 agevolazioni e aiuti per cambiare impianto di riscaldamento

di Marianna Quatraro pubblicato il
Bonus stufe 2026 non esiste agevolazioni

Nonostante il Bonus stufe 2026 non esista, esistono diverse opportunitŕ per chi vuole cambiare impianto di riscaldamento: ecco le quattro agevolazioni fiscali disponibili, i requisiti per usufruirne e le spese ammissibili

Negli ultimi anni, il panorama delle agevolazioni fiscali dedicate agli apparecchi per il riscaldamento ha subito profondi cambiamenti, soprattutto seguendo l’evoluzione delle direttive europee pro-ambiente e l’abolizione dei sussidi per i generatori alimentati esclusivamente a gas. Molti si chiedono se sia previsto un incentivo specifico chiamato bonus stufe 2026: la risposta è negativa, nel senso stretto del termine, ma non mancano modalità concrete per alleggerire la spesa legata alla sostituzione di una vecchia stufa o di un intero impianto di riscaldamento.

In assenza di un incentivo unico, quattro strumenti rappresentano oggi la risposta concreta per chi intende rinnovare il riscaldamento domestico: il bonus ristrutturazioni, l’Ecobonus, il Conto Termico 3.0 e il bonus mobili. Ognuno di questi strumenti offre caratteristiche, percentuali di detrazione e regole di accesso differenti, consentendo comunque di ottenere un risparmio fiscale significativo.

Le quattro agevolazioni disponibili per cambiare stufa e impianto di riscaldamento nel 2026: Bonus ristrutturazioni, Ecobonus, Conto Termico 3.0 e Bonus Mobili

Nel contesto normativo del 2026, chi vuole migliorare o sostituire il proprio impianto può fare riferimento a quattro distinte agevolazioni, ciascuna con finalità e modalità di accesso proprie:

  • Bonus ristrutturazioni
  • Ecobonus
  • Conto Termico 3.0
  • Bonus mobili.
Partendo dal Bonus ristrutturazioni, è destinato a chi esegue interventi di manutenzione straordinaria sul proprio immobile e desidera sostituire o installare nuove stufe o impianti di riscaldamento alimentati da fonti rinnovabili, come biomassa (legna o pellet), pompe di calore o sistemi ibridi. L’agevolazione permette di ottenere una detrazione Irpef del 50% per le abitazioni principali e del 36% per gli altri immobili, con un tetto di spesa agevolabile fissato a 96.000 euro per unità immobiliare. Le detrazioni vengono ripartite in dieci quote annuali di pari importo.

L’accesso non prevede restrizioni legate all’ISEE, ma richiede che i pagamenti avvengano con bonifico parlante e che siano osservati precisi adempimenti documentali, compresa la conservazione del certificato di rendimento termico e il rispetto delle norme sulle emissioni anche per impianti a biomassa (classi ambientali 4 o 5 stelle).

Tra gli altri bonus edilizi disponibili, c'è l'Ecobonus: progettato per incentivare l’efficienza energetica complessiva dell’edificio o dei suoi sistemi, riconosce una detrazione Irpef del 50% per la prima casa e del 36% per le altre, calcolata su una spesa massima di 30.000 euro per interventi su impianti di climatizzazione invernale, tra cui rientra la sostituzione o installazione di generatori alimentati da biomasse combustibili, oltre che pompe di calore e sistemi ibridi.

Fondamentale per questa misura è il rispetto di requisiti tecnici, tra cui un rendimento superiore al 70% per i generatori di calore a biomassa, e la comunicazione obbligatoria all’ENEA entro 90 giorni dal termine dei lavori, necessaria per non perdere l’agevolazione.

Conto Termico 3.0: misura rinnovata con il Decreto Ministeriale 7 agosto 2025, operativa dal 25 dicembre 2025, e gestita dal GSE. Si tratta di un contributo a fondo perduto che può coprire fino al 65% delle spese sostenute per la sostituzione di vecchi impianti con nuovi generatori a biomassa altamente efficienti, sistemi ibridi e pompe di calore add-on. I contributi sono erogati rapidamente, anche fino a 15.000 euro in un’unica soluzione, direttamente su conto corrente. L’accesso si effettua tramite portale telematico con domanda da parte del privato o dell'installatore, e comporta il rispetto di requisiti tecnici stringenti (certificazione ambientale almeno 4 stelle, preferibilmente 5).

Il Conto Termico 3.0 non è una detrazione fiscale ma si riceve direttamente come rimborso, per favorire interventi rapidi e incentivare la sostituzione di apparecchi obsoleti anche senza lavori di ristrutturazione edilizia.

Bonus mobili: destinato a chi esegue lavori di recupero edilizio a partire dal 1° gennaio 2025. Consente di detrarre il 50% della spesa sostenuta (per mobili e grandi elettrodomestici di classe energetica almeno A+), fino a un massimo di 5.000 euro per unità immobiliare, suddivisi in dieci quote. In questa categoria rientra anche l’acquisto delle stufe, a condizione che l’abitazione sia oggetto di ristrutturazione e che la stufa sia almeno di classe A+.

Agevolazione Aliquota / Contributo Tetto massimo Durata recupero spesa
Bonus ristrutturazioni 50% (36% per seconda casa) 96.000 € 10 anni
Ecobonus 50% (36% per seconda casa) 30.000 € 10 anni
Conto Termico 3.0 Fino al 65% 15.000 € (rata unica) Erogazione rapida
Bonus mobili 50% 5.000 € 10 anni

Limiti, requisiti, spese ammissibili e come usare i bonus per stufe e impianti a biomassa nel 2026

Affinché sia possibile fruire delle agevolazioni sopra descritte, è necessario prestare attenzione a limiti di spesa, requisiti tecnici degli apparecchi, modalità di pagamento e alla corretta documentazione amministrativa prevista dalla normativa vigente. Di seguito una sintesi dettagliata in base ai diversi strumenti.

  • Bonus ristrutturazioni: la detrazione spetta solo in caso di interventi di manutenzione straordinaria. Sono ammissibili alla detrazione le spese relative a: acquisto e installazione di stufe a biomassa, pompe di calore, sistemi ibridi. Il pagamento va sempre effettuato tramite bonifico parlante, riportante la causale specifica, i dati del beneficiario e i riferimenti normativi. Occorre conservare la certificazione ambientale (almeno classe 4 stelle) e la dichiarazione di conformità dell'installatore. Il rimborso avviene tramite Irpef in dieci quote annuali; non è più previsto sconto in fattura né cessione del credito.
  • Ecobonus: è necessario migliorare la prestazione energetica dell’immobile ed acquistare generatori di calore con rendimento superiore al 70%. Sono incluse le spese per apparecchi a biomassa, pompe di calore, scaldacqua a pompa di calore, sistemi ibridi. La trasmissione all’ENEA della scheda intervento è obbligatoria entro 90 giorni dalla fine dei lavori. Anche in questo caso, i pagamenti devono essere tracciabili e la documentazione (fatture, certificati tecnici, dichiarazione di conformità) va conservata per eventuali controlli. Sono previsti limiti di detrazione massima per redditi elevati (nel 2026 il tetto detraibile può essere ridotto per chi supera i 75.000 euro di reddito, con ulteriori limiti progressivi).
  • Conto Termico 3.0: riservato alla sostituzione di vecchi impianti non più rispondenti ai requisiti ambientali con generatori certificati 4 o 5 stelle secondo il DM 186/2017. L’incentivo copre fino al 65% delle spese e viene erogato dal GSE in tempi brevi. La domanda deve essere inoltrata via portale entro 60 giorni dalla conclusione dell’intervento, allegando fatture, prova dei pagamenti, certificazione tecnica della stufa o impianto, dichiarazione di conformità. Il contributo varia per zona climatica, incentivando di più nelle aree a clima più rigido.
  • Bonus mobili: questa agevolazione richiede che il bene sia acquistato per un immobile oggetto di interventi di recupero edilizio iniziati dal 1° gennaio 2025. La stufa deve essere un grande elettrodomestico di classe energetica almeno A+, provvista di etichetta energetica. La detrazione del 50% si applica su un massimo di 5.000 euro di spesa (comprensiva di trasporto e montaggio) per ogni unità immobiliare. Il pagamento deve essere tracciato, tramite bonifico, carte o finanziamento con pagamenti regolari.
Si ricorda inoltre che:
  • I bonus sono tra loro compatibili su singoli acquisti, ma non possono essere cumulati sullo stesso importo per lo stesso apparecchio.
  • Per tutti i benefici fiscali, occorre conservare la documentazione per almeno 5 anni, in caso di controlli dell’Agenzia delle Entrate.
  • L’obbligo di segnalazione all’ENEA si applica alle agevolazioni che prevedono miglioramento dell’efficienza energetica.
Massima attenzione va posta ai criteri di scelta della stufa o del nuovo generatore: la classe energetica, l’efficienza e il rispetto delle normative ambientali sono essenziali per conservare il diritto al beneficio fiscale. Non solo, la corretta esecuzione dei pagamenti e la tempestiva trasmissione degli atti sono condizioni imprescindibili per evitare la perdita dell’incentivo o sanzioni successive.




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