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Come cambia la 104 con la legge 106 e per chi tra assistiti e caregiver

di Marianna Quatraro pubblicato il
Come cambia 104 legge 106

La nuova Legge 106/2025 integra la Legge 104 e introduce importanti cambiamenti per assistiti e caregiver: quali sono le nuove tutele, i benefici ampliati e le modifiche per i congedi

La cornice giuridica dell’assistenza alla disabilità in Italia si evolve con l’entrata in vigore della Legge 106/2025. Questa riforma sostanziale del sistema di tutele affianca e integra la storica Legge 104 del 1992, non la sostituisce: il nuovo provvedimento amplia i diritti per cittadini assistiti e figure di supporto come i caregiver, rispondendo alle istanze di inclusione, dignità e semplificazione. L’obiettivo è adattare il sistema di protezione alle sfide contemporanee, includendo ora categorie fino ad oggi escluse, e portando avanti un processo di modernizzazione a favore delle famiglie.

Le principali novità della Legge 106/2025: ampliamento delle tutele e nuovi beneficiari

Uno degli elementi distintivi della nuova normativa è l’estensione del perimetro dei destinatari e delle misure protettive. Si sancisce un rafforzamento complessivo dei diritti di chi vive l’esperienza della disabilità, integrando e aggiornando quanto previsto oltre trent’anni fa. Tra le innovazioni introdotte:

  • Allargamento della platea dei beneficiari: dal 2026, non solo familiari stretti, ma anche partner conviventi, uniti civilmente e parenti entro il terzo grado possono accedere alle tutele. Questo riconoscimento risponde all’evoluzione delle strutture familiari e prende atto delle nuove realtà di cura.
  • Incremento dei permessi retribuiti: vengono introdotte 10 ore aggiuntive annue, dedicate a visite, esami e terapie necessarie nel percorso d’assistenza. Si tratta di una misura che va incontro ai bisogni dei lavoratori impegnati quotidianamente nell’accompagnare le persone assistite alle cure.
  • Snellimento delle procedure amministrative per l’accesso alle agevolazioni: la digitalizzazione delle certificazioni sanitarie rende la burocrazia più efficiente, abbattendo i tempi morti e semplificando il percorso per ottenere i benefici.
  • Rafforzamento della tutela contro eventuali licenziamenti durante i periodi di assenza per cure croniche, oncologiche o invalidanti, garantendo il rientro in servizio senza discriminazioni.
  • Definizione organica della figura del caregiver: grazie anche alle nuove risorse messe a disposizione dai fondi stanziati a livello nazionale, si avvia la costruzione di un quadro normativo stabile e uniforme in tutto il Paese.
La Legge 106/2025 rappresenta dunque un nuovo importante passo verso una protezione sociale più estesa e aderente alla realtà delle famiglie italiane, dove il tema dei diritti delle persone fragili e di chi le assiste assume una centralità evolutiva rispetto al passato. Sono coinvolte anche categorie come i lavoratori autonomi, precedentemente esclusi da molte forme di tutela, e vengono introdotti nuovi strumenti per facilitare la conciliazione tra lavoro e impegni di cura.

Permessi retribuiti, congedi straordinari e smart working: cosa cambia per lavoratori, caregiver e famiglie

Le tutele e gli strumenti di conciliazione vita-lavoro vengono potenziati in modo significativo. Si aggiungono permessi retribuiti supplementari di 10 ore annuali per visite specialistiche e terapie a quelli già previsti, offrendo maggiore flessibilità nella gestione delle necessità sanitarie. Restano confermati i tre giorni mensili di permesso, utilizzabili anche dal caregiver.

La rivisitazione dei congedi straordinari introduce due canali principali:

  • Congedo straordinario fino a 24 mesi, da fruire anche in modo frazionato dopo aver utilizzato ferie e altri strumenti contrattuali; mantenimento del posto di lavoro per tutta la durata dell’assenza.
  • Congedo non retribuito, dedicato ai lavoratori affetti da patologie croniche o oncologiche; pur privo di copertura economica automatica, protegge comunque l’occupazione.
Un importante elemento innovativo riguarda lo smart working: chi usufruisce di un congedo straordinario, una volta rientrato, ottiene priorità nell’accesso al lavoro agile, così da favorire una transizione più agevole verso la ripresa lavorativa, conciliando salute e attività produttiva.

Per i caregiver e le famiglie, queste misure si traducono in migliori condizioni per la conciliazione tra obblighi assistenziali e occupazione, riducendo il rischio di penalizzazioni, discriminazioni o isolamento. Oltre agli strumenti di supporto già esistenti, la nuova disciplina prevede procedure amministrative più snelle per la domandacome la certificazione elettronica e listini unificati di beneficiari, che velocizzano l’accesso alle agevolazioni e garantiscono maggiore trasparenza.

Le tutele per i lavoratori autonomi e i benefici fiscali: tutte le agevolazioni dal 2026

Per la prima volta, i lavoratori autonomi accedono a specifiche forme di tutela in caso di patologie gravi. La normativa consente la sospensione dell’attività fino a 300 giorni, con mantenimento della posizione previdenziale senza rischio di decadere dai diritti acquisiti. Questa estensione rappresenta un passo avanti nell’equiparazione con i lavoratori subordinati.

Sotto il profilo delle agevolazioni, il nuovo assetto conferma e amplia le principali misure fiscali già in vigore:

  • Detrazione per figli con disabilità senza più limiti di età, ora fissata a 950 euro l’anno;
  • Accesso alle prestazioni economiche mensili e alle maggiorazioni per invalidità riconosciute;
  • Esenzioni e detrazioni fiscali sull’acquisto di autoveicoli e spese dedicati a persone disabili;
  • Pensionamenti anticipati e assegni ordinari di invalidità per chi raggiunge specifiche soglie di invalidità;
  • Bonus destinati a favorire l’inserimento e l’assunzione di persone con disabilità;
  • Conferma dell’Assegno di Inclusione per i nuclei familiari con ISEE fino a 9.360 euro e componenti con disabilità certificata;
  • Nuove risorse per bonus e rimborsi sulle barriere architettoniche, pur con aliquote differenti dopo il 2025.
Attenzione rivolta anche a bonus specifici, come il contributo aggiuntivo per disabili ultraottantenni e l’utilizzo di strumenti digitali (Disability Card) per la certificazione delle condizioni personali e l’accesso semplificato ai servizi.