Attesa al debutto di Wuhu, la OMODA X punta su uno stile Mecha e sulla campagna Crossvolution. Tra possibili collocazioni nella gamma italiana e tre ipotesi di prezzo, resta da capire quanto l’interesse del mercato potrà sostenerne le aspettative.
OMODA presenterà la nuova OMODA X il 20 ottobre 2026 a Wuhu, in Cina, durante l’evento OMODA X NIGHT, inserito nell’International User Summit. Il modello viene descritto come un crossover dall’aspetto sportivo e dall’assetto rialzato, con forme pensate per emergere nell’offerta, già affollata, dei SUV. Per il mercato italiano, però, la curiosità riguarda anche ciò che ancora non si conosce: posizionamento, motori e prezzo. Saranno questi elementi a chiarire se la X si rivolgerà a chi cerca una proposta accessibile o occuperà una fascia più alta.
Le anticipazioni finora diffuse riguardano soprattutto il design. Una scheda tecnica completa non c’è ancora e nemmeno i prezzi sono stati comunicati. Le cifre ipotizzate più avanti, quindi, non sono da attribuire a OMODA: sono simulazioni basate su possibili configurazioni e hanno un margine d’incertezza ampio. Anche la versione destinata all’Italia, se arriverà, potrebbe incidere in modo sensibile sulle stime.
La presentazione mondiale è fissata per il 20 ottobre 2026, nel corso del summit in programma a Wuhu dal 18 al 24 ottobre. OMODA ha anticipato una carrozzeria dalle geometrie nette, con linee più marcate rispetto a quelle degli altri modelli della famiglia. La postura rialzata, nelle intenzioni del marchio, dovrebbe comunicare robustezza. La X viene presentata come un incontro fra proporzioni dinamiche da sportiva e presenza visiva da fuoristrada.
Per ora, però, questa descrizione riguarda il progetto e l’immagine della vettura. Non sono state rese note le misure definitive né la piattaforma. Mancano anche indicazioni su motori, trazione e capacità sui fondi sconnessi. Parlare di “vocazione off-road” non significa poter dedurre che la X avrà la trazione integrale, rapporti specifici o dotazioni da fuoristrada: per verificarlo serviranno i dati ufficiali.
È il contrasto fra forme tese e assetto rialzato ad alimentare l’interesse. Per rendere l’idea dell’impatto visivo, alcuni osservatori potrebbero richiamare la Nissan Juke, nota per uno stile riconoscibile e divisivo. Il confronto si ferma qui: è un paragone estetico, non un’indicazione sulle dimensioni, sulla meccanica o sul prezzo. Al momento non ci sono elementi per stabilire che i due modelli appartengano allo stesso segmento.
Il linguaggio visivo scelto da OMODA si chiama “Mecha” e richiama forme futuristiche e geometrie nette. Sulla X dovrebbe essere particolarmente evidente: superfici scolpite, volumi rialzati e una silhouette che prova a conciliare tensione sportiva e solidità. Per il lancio è stato scelto il claim “More OMODA Than Ever”. L’intento dichiarato è rendere più riconoscibili i tratti della marca, anziché proporre un crossover dall’aspetto neutro.
A questa impostazione si affianca il concetto di Crossvolution. La comunicazione lo usa per raccontare il crossover non come una semplice carrozzeria sospesa fra categorie tradizionali, ma come una formula capace di accostare codici diversi. Nel caso della X, il riferimento è alla combinazione fra slancio da auto sportiva e postura da SUV robusto. Una scelta che può interessare soprattutto chi attribuisce al design un peso rilevante nella decisione d’acquisto, insieme alla praticità e ai costi di utilizzo.
Lo stile, da solo, non basta però a descrivere come sarà l’auto nella vita di tutti i giorni. Una linea affilata può accompagnarsi a un abitacolo spazioso, oppure ridurre la praticità; allo stesso modo, una maggiore altezza da terra può avere una funzione visiva o offrire un’utilità concreta fuori dall’asfalto. Per capire dove cadrà il compromesso mancano dati su passo e bagagliaio, oltre a informazioni sugli angoli di attacco e di uscita e sui sistemi di trazione.
OMODA è arrivata in Italia nel luglio 2024 e ha poi allargato l’offerta con vetture dotate di sistemi di propulsione differenti. OMODA 5 è disponibile a benzina, nella versione full hybrid SHS-H e in quella elettrica. OMODA 7 e OMODA 9 fanno invece parte della famiglia Super Hybrid SHS-P, con tecnologia plug-in. Nel 2026 si è aggiunta OMODA 4, un crossover compatto presentato in anteprima nazionale al Salone Auto Torino.
Per orientarsi, si possono guardare i prezzi italiani dei modelli già in vendita, senza scambiarli per anticipazioni sul listino della X. OMODA 5 parte da 26.900 euro; la versione full hybrid da 28.500 euro e quella elettrica da 35.100 euro. Il prezzo di partenza di OMODA 7 è 38.900 euro, mentre OMODA 9 parte da 51.900 euro. Sono riferimenti utili per leggere la gamma attuale, non prezzi provvisori della nuova vettura.
La X potrebbe trovare spazio fra OMODA 5 e OMODA 7, ma anche sovrapporsi a una delle due: dipenderà da dimensioni, motori e dotazioni. Il nome non chiarisce la questione. Una denominazione diversa non implica automaticamente un’auto più grande o più costosa. Se misure e powertrain fossero vicini a quelli di OMODA 5, avrebbe senso pensare a un crossover compatto con una personalità stilistica più marcata. Una carrozzeria più grande o una tecnologia plug-in sposterebbero invece il confronto verso modelli di fascia superiore.
Senza una configurazione italiana ufficiale e senza un listino, si può ragionare per scenari legati al tipo di alimentazione. Le fasce qui sotto sono simulazioni orientative, non cifre annunciate dal costruttore. Servono a mostrare come cambierebbe l’ipotesi di prezzo in base alle caratteristiche tecniche immaginate:
L’ipotesi plug-in presuppone un’auto più grande oppure una collocazione commerciale più alta. La fascia elettrica, invece, dipende prima di tutto dall’esistenza di una variante a batteria e dalle sue caratteristiche. Per OMODA X non è stata ancora annunciata alcuna motorizzazione. Sul prezzo finale possono pesare anche le dotazioni, le campagne di lancio, i costi di trasporto, le tasse e le strategie adottate nei singoli Paesi. Il listino italiano, dunque, potrebbe discostarsi dalle simulazioni: non sono un preventivo e non vanno lette come prezzi confermati.
L’ampliamento della gamma rientra nella strategia internazionale di Chery, casa automobilistica cinese che possiede i marchi OMODA e JAECOO. OMODA & JAECOO ha dichiarato di aver superato un milione di vetture vendute nei primi tre anni di attività e di essere presente in 77 mercati, 22 dei quali in Europa. I numeri descrivono la crescita internazionale del gruppo; da soli, però, non consentono di prevedere quante OMODA X saranno vendute in Italia.
Un dato nazionale più vicino al mercato italiano è quello delle 2.862 immatricolazioni attribuite al gruppo nell’agosto 2026. Si tratta di una fotografia riferita a quel mese, non di una misura della quota annuale né di un’indicazione sul futuro successo della X. La gamma comprende comunque più modelli e alimentazioni, e permette al marchio di rivolgersi a clienti con esigenze diverse: da chi cerca un’auto compatta a chi guarda all’elettrificazione, fino a chi valuta una plug-in di dimensioni maggiori.
Per chi acquista, avere più modelli sotto lo stesso marchio può rendere possibile un confronto fra soluzioni diverse senza limitarsi a una sola tecnologia. La scelta effettiva dipenderà però dal prezzo chiavi in mano e da ciò che lo accompagna: dotazione, garanzia, rete di assistenza e valore residuo. Per la X queste informazioni non sono ancora disponibili. Il suo posto in gamma andrà valutato insieme ai contenuti, non soltanto guardando la carrozzeria o il prezzo d’ingresso.
Per valutare la OMODA X quando saranno pubblicati i dati ufficiali, conviene verificare questi elementi:
Stefano Gallo (nato nel 1978 a Torino) è un esperto di automotive con oltre 20 anni di esperienza nel settore, riconosciuto per la sua competenza tecnica e la capacità di analizzare in modo chiaro e approfondito le evoluzioni del mondo dell’auto.
Laureato in Ingegneria Meccanica con specializzazione in veicoli a motore presso il Politecnico di Torino, Stefano ha iniziato la sua carrie...