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Come stanno andando le altre criptovalute mentre il Bitcoin sta crollando? Opportunità e rischi secondo gestori e analisti

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di Marcello Tansini pubblicato il

Il Bitcoin affronta un forte calo, ma quale l'impatto sulle altre criptovalute? le dinamiche di mercato, il ruolo di ETF e istituzionali, le strategie degli analisti e i possibili scenari.

Le turbolenze che hanno coinvolto il mercato delle criptovalute nelle ultime settimane hanno posto Bitcoin al centro dell'attenzione mondiale, mentre la principale cripto è crollata fino a toccare i 60.000 dollari - livello più basso da oltre un anno. Il rendimento negativo da inizio anno si aggira attorno al 28%, generando un effetto domino che ha travolto l'intero settore. L'interpretazione di questi movimenti estremi non si limita al solo Bitcoin: gestori, analisti e investitori istituzionali osservano con attenzione anche l'andamento delle altcoin, i token della finanza decentralizzata (DeFi) e il rapporto tra queste nuove asset class e i mercati tradizionali.

La situazione, definita da molti mercato in subbuglio, ha portato a una fuga di capitali dagli strumenti a più alto rischio, mentre la correlazione tra Bitcoin e oro si è indebolita e molti indici azionari hanno perso terreno.

Il crollo di Bitcoin: cause, dinamiche e reazioni del mercato

Secondo Denis Oevermann, analista presso Bitcoin Suisse, il movimento ribassista è iniziato sulla scia di una serie di eventi macro e microeconomici. Una delle principali notizie è stata la nomina del nuovo presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, noto per la sua politica monetaria restrittiva. Oevermann sottolinea che le aspettative su tassi più elevati e una liquidità inferiore hanno accelerato la vendita degli asset più rischiosi, tra cui le criptovalute.

I dati sulle liquidazioni sono impressionanti: oltre 2,6 miliardi di dollari in posizioni futures sono stati liquidati in sole 24 ore, con la maggior parte di queste posizioni concentrate sul fronte long. L'interesse aperto nei market future è crollato, facendo emergere il rischio di una spirale della morte, ovvero una sequenza di liquidazioni forzate che alimenta ulteriori ribassi.

Importanti livelli di supporto sono stati superati, tra cui la soglia dei 75.000 dollari, precedentemente considerata cruciale. Il timore del cosiddetto inverno crittografico si è riaffacciato: Bitcoin non è l'unico asset in sofferenza. La capitalizzazione complessiva delle criptovalute è diminuita di oltre 1.200 miliardi di dollari nel giro di poche settimane, secondo dati Reuters. Gli analisti suggeriscono che fattori psicologici - come l'amplificazione dei segnali negativi e l'accresciuta paura dell'investitore retail - abbiano enfatizzato la rapidità e l'intensità della correzione.

Anche il meccanismo delle margin call ha avuto un impatto decisivo: investitori con posizioni a leva elevata sono stati costretti a liquidare, generando un effetto domino. Come osserva David Puell, analista di ARK Invest, le balene - ovvero i grandi investitori - hanno iniziato a ridurre le proprie posizioni a ritmi non visti dal 2021. Questo cambiamento di comportamento segna una differenza rispetto alle precedenti ondate di volatilità. La perdita di fiducia si riflette anche in indicatori di mercato come il Fear & Greed Index, scesi in area paura estrema.

Altcoin e DeFi durante la crisi: performance, rischi e aree di forza

Le altcoin e i progetti DeFi sono stati particolarmente penalizzati nell'ondata ribassista, talvolta mostrando performance peggiori rispetto a Bitcoin stesso. Ethereum ha registrato cali a doppia cifra; Solana ha perso quasi il 10% in poche sessioni, e il token Zcash, ad esempio, ha ceduto il 34% del proprio valore in una sola settimana.

Tuttavia, alcuni token hanno evidenziato una resilienza parziale o addirittura segnali di forza relativa. Decred (DCR) si è distinta per un rialzo del 31% in 24 ore, mantenendo una dinamica positiva nonostante il contesto avverso. Anche il token HYPE di HyperLiquid ha contenuto le perdite mostrando una performance settimanale positiva, sintomo che alcuni settori o prodotti con caratteristiche specifiche riescono a resistere meglio agli shock generalizzati. XRP ha mostrato altissima volatilità, cedendo oltre il 30% prima di recuperare parte delle perdite grazie all'incremento dei volumi di scambio.

La finanza decentralizzata ha sofferto di più rispetto al mercato generale. Indici come il DeFi Select Index hanno segnato perdite superiori al 10% in pochi giorni. Secondo il CoinMarketCap Altcoin Season Index, la propensione a investire su asset alternativi è calata, e gli operatori si sono rifugiati in Bitcoin e nelle stablecoin. L'avversione al rischio ha penalizzato le asset class meno liquide, spingendo i trader professionisti a ridurre l'esposizione su progetti DeFi meno consolidati.

  • Altcoin a forte capitalizzazione hanno evidenziato correlazioni elevate con BTC, amplificando sia i rialzi che i ribassi
  • La rotazione degli investitori verso asset considerati rifugio (BTC, stablecoin) indica una tendenza alla gestione difensiva
  • I grandi volumi di scambio su token come XRP sono legati ad attività di trading istituzionale e speculativo piuttosto che a investimenti di lungo periodo
Tuttavia, la fase attuale offre anche spunti di riflessione per chi analizza con attenzione le logiche sottostanti: progetti con basi tecnologiche solide o con ecosistemi vitali potrebbero attrarre nuovi flussi di investimenti non appena si stabilizzerà il quadro macro. I gestori raccomandano un'attenta valutazione delle singole criptovalute, preferendo quelle con maggiore trasparenza e liquidità.

ETF, liquidazioni forzate e il ruolo degli investitori

I deflussi dagli ETF su Bitcoin e criptovalute sono stati tra gli elementi cardine dell'ultima discesa. Solamente il 4 febbraio, ad esempio, sono usciti 545 milioni di dollari netti dai principali strumenti quotati, mentre il 29 gennaio la fuoriuscita ha superato gli 800 milioni in una singola seduta. Secondo i dati raccolti su prodotti come l'iShares Bitcoin Trust di BlackRock, asset under management totali sono scesi sotto i 100 miliardi di dollari per la prima volta dopo mesi, segnando una perdita superiore al 40% rispetto ai massimi dell'ottobre precedente.

Questa fuga è stata alimentata sia dal peggioramento dei dati macro (aspettative sui tassi, tensioni geopolitiche) sia dal fatto che il prezzo medio di acquisto degli ETF si collocava tra gli 84.000 e gli 87.000 dollari: con prezzi ben al di sotto di quella soglia, molti investitori istituzionali si sono ritrovati in perdita, innescando ulteriori vendite.

Tuttavia, solo una quota relativamente piccola degli asset totali è stata effettivamente liquidata. Come fa notare Eric Balchunas, analista Bloomberg, appena il 6% degli asset ha abbandonato gli ETF Bitcoin, e gli afflussi cumulativi netti rimangono significativamente positivi rispetto ai livelli storici. Questo indica che gli operatori istituzionali mantengono un orizzonte di investimento di medio-lungo termine e una minore propensione al panico rispetto ai trader retail:

Data

Deflussi ETF Bitcoin

29 Gennaio

817 milioni $

4 Febbraio

545 milioni $

Gennaio Totale

Oltre 1,1 miliardi $

L'attività di trading derivato ha fatto da amplificatore: tassi di finanziamento negativi e acquisti record di opzioni put (assicurazioni contro nuovi ribassi) hanno mostrato la prevalenza di attese pessimistiche tra gli istituzionali e gli investitori professionali. La struttura attuale del mercato, con la crescente presenza di operatori regolamentati e capitali professionali, genera dinamiche diverse rispetto alle precedenti fasi ribassiste, con una maggiore sensibilità alle politiche delle banche centrali e una correlazione elevata con i mercati finanziari globali.

Opportunità e strategie secondo i gestori e analisti

Diversi esperti hanno preso posizione per offrire chiavi di lettura e strategie operative sullo scenario corrente. Denis Oevermann (Bitcoin Suisse) interpreta la correzione come un'opportunità per ripensare i portafogli, suggerendo che l'area tra 60.000 e 65.000 dollari potrebbe fungere da supporto importante nella ricerca di nuove occasioni d'acquisto.

David Puell di ARK Invest consiglia di osservare l'evoluzione dei grandi detentori (whales) per anticipare potenziali inversioni o ulteriori ondate di vendita. Puell suggerisce maggiore attenzione alle dinamiche della liquidità e alla propensione degli investitori istituzionali a rientrare sul mercato.

Eric Balchunas (Bloomberg) invita a monitorare sia i flussi sugli ETF sia la resilienza dei progetti core della blockchain. Secondo la sua analisi, la capacità del capitale istituzionale di mantenere esposizione durante i drawdown suggerisce una stabilità maggiore rispetto alle fasi di capitolazione tipiche dei soli investitori retail.

  • Selezionare solo criptovalute con ecosistemi sviluppati e liquidità elevata
  • Valutare strategie di ingresso graduale (dollar-cost averaging) nei momenti di volatilità
  • Evitare un'esposizione eccessiva a token non regolamentati o dall'alta volatilità
  • Considerare forme di hedging attraverso derivati regolamentati o opzioni
Nel contesto attuale, il focus dovrebbe essere sulla gestione della volatilità e sulla diversificazione del rischio: secondo il modello presentato da Galaxy Research, l'allocazione deve essere coerente con l'orizzonte temporale e la tolleranza personale alle perdite potenziali.

Scenari futuri: prospettive di ripresa e fattori chiave secondo gli esperti

Gli analisti convergono sul fatto che la normalizzazione del quadro macroeconomico sarà determinante per un ritorno di fiducia sugli asset digitali. Oevermann indica segnali positivi come una diminuzione dell'inflazione e dati robusti dal mercato del lavoro statunitense quali possibili catalizzatori per una ripresa.

L'indice di forza relativa (RSI) di BTC sta raggiungendo i livelli di maggiore ipervenduto della sua storia, una condizione che solitamente precede rimbalzi anche violenti. Tuttavia, la fase ribassista potrebbe proseguire in caso di perduranti politiche monetarie restrittive o nuovi shock sistemici.

La struttura del mercato, che oggi include un peso crescente degli investitori istituzionali, potrebbe portare maggiore solidità nel medio termine ma rende il mercato più reattivo a cambiamenti di scenario macro e normativo. Sviluppi tecnologici in ambiti come i computer quantistici e progressi sulla regolamentazione possono anch'essi fornire nuovi spunti di risalita:

Fattori osservati

Impatto potenziale

Inflazione / Fed

Diminuzione della pressione se i tassi restano invariati o scendono

Regolamentazione

Potenziamento della fiducia e nuova attrattività per capitali istituzionali

Sviluppo tecnologico

Innovazione come fattore di crescita per progetti solidi

Il mercato è oggi più maturo e regolamentato rispetto al passato, ma la volatilità resta il tratto distintivo delle criptovalute.






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Marcello Tansini

Nato a Milano nel 1979, laureato alla Bocconi dopo il liceo classico ai Salesiani di Milano. Uno dei pionieri dell'Internet italiano, uno dei fondatori tra l'altro del celebre sito degli anni 90-2000 webmasterpoint.org, si occupa di organizzare tutta la parte editoriale di Businessonline, ma scrive anche lui stesso sia sulle tematiche legate ai suoi studi che alle sue passioni. In modo particolar...