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Controlli fiscali: 600mila soggetti già individuati e pronti ad essere colpiti con una precisione del 90%

di Marianna Quatraro pubblicato il
Controlli fiscali 600mila soggetti gia i

Nel 2026 il Fisco italiano potenzia le proprie strategie grazie a nuove tecnologie e intelligenza artificiale: previsti già 600mila soggetti nel mirino e controlli più precisi

Il 2026 segna una svolta per i controlli tributari in Italia. Gli strumenti digitali e la capacità analitica dell’Agenzia delle Entrate stanno inaugurando una fase in cui l’efficacia degli accertamenti risulta notevolmente rafforzata. Le novità introdotte presentano numeri di gran lunga superiori rispetto al recente passato e promettono di incidere profondamente sulle modalità con cui saranno gestite le posizioni a rischio fiscale da parte dei cittadini e delle imprese. Quest’anno viene previsto un picco di interventi mirati, con ben 600mila soggetti già selezionati attraverso processi automatizzati di analisi e rischio, e una precisione che sfiora il 90%

Controlli fiscali 2026: numeri, obiettivi e precisione delle verifiche

L’ultimo aggiornamento del Piano degli indicatori e dei risultati attesi di bilancio 2026-2028 mostra una crescita importante sia nel volume dei controlli sostanziali sia nelle operazioni di verifica formale sui dichiarativi dei contribuenti.
Rispetto ai 438.579 controlli fiscali svolti nel 2024, le previsioni segnalano per il 2026 ben 530mila accertamenti sostanziali, destinati ad aumentare ulteriormente nei due anni successivi, con stime di 550mila nel 2027 e 560mila nel 2028. Sono previsti in parallelo circa 600mila controlli formali sulle dichiarazioni dei redditi, in particolare sul rispetto delle imposte dirette, dell’IVA, dell’IRAP e delle compensazioni.

Oltre ai numeri complessivi, l’attività ispettiva si concentra sempre di più sui soggetti a rischio selezionati tramite incroci di dati: sono almeno 75mila i contribuenti individuati in collaborazione con la Guardia di Finanza grazie ad analisi del rischio avanzate.
L’Agenzia, inoltre, punta su una prevenzione allargata attraverso l’invio di circa 2,4 milioni di lettere di compliance all’anno, comunicazioni “amichevoli” che mirano a prevenire errori od omissioni, permettendo ai destinatari di mettersi in regola prima di subire un accertamento formale.

La vera novità è rappresentata dalla precisione di queste verifiche: secondo i dati pianificati, nove segnalazioni su dieci portano effettivamente a risultati concreti in termini di recupero di gettito o regolarizzazione di posizioni anomale. Tutto ciò si traduce in una maggiore selettività nell’identificazione delle posizioni a rischio, riducendo le attività a basso valore aggiunto per concentrare le risorse su anomalie effettive e casi di evasione strutturata o seriale.

La tabella seguente riassume i principali indicatori:

Anno Controlli sostanziali Controlli formali Lettere di compliance
2024 438.579 n.d. n.d.
2026 530.000 600.000 2.400.000
2027 550.000 n.d. n.d.
2028 560.000 n.d. n.d.

Chi sono i soggetti nel mirino e su cosa si concentrano i controlli

La tracciabilità delle posizioni a rischio si basa su strumenti predittivi e modelli di analisi dei comportamenti fiscali, con particolare attenzione alle categorie tradizionalmente considerate più esposte.
Le principali tipologie di soggetti selezionati includono:

  • Contribuenti con dichiarazioni dei redditi contenenti anomalie rilevate attraverso incroci automatizzati;
  • Imprese e professionisti che hanno presentato compensazioni di crediti fiscali atipiche o sospette;
  • Operatori economici beneficiari di contributi a fondo perduto;
  • Persone fisiche e società che mostrano variazioni significative nelle posizioni IVA e IRAP;
  • Coloro che hanno richiesto agevolazioni fiscali o deduzioni in misura superiore alla media del settore di appartenenza.
Gli accertamenti tendono a privilegiare le aree in cui l’evasione è più strutturata e le irregolarità ricorrono con maggiore frequenza, in linea con gli impegni assunti a livello europeo. Rilevano, inoltre, comportamenti incoerenti e flussi finanziari anomali, agevolati dall’incrocio di banche dati e dall’utilizzo sempre più intensivo delle informazioni provenienti sia dai sistemi bancari, sia dalle segnalazioni obbligatorie di banche, enti assicurativi e notai.

L’attività di controllo interessa sia i privati cittadini, spesso destinatari delle lettere di compliance, sia le imprese strutturate. Le verifiche possono riguardare sia la corretta dichiarazione dei redditi, sia l’utilizzo di crediti d’imposta e agevolazioni, con attenzione particolare ai settori più sensibili, come quelli delle costruzioni, della consulenza e del commercio elettronico.

Le strategie del Fisco: tra prevenzione, lettere di compliance e sanzioni

L’approccio adottato dall’Amministrazione finanziaria bilancia trasparenza, prevenzione e rigore sanzionatorio. Le lettere di compliance rappresentano la prima fase “amichevole” del sistema di intervento: vengono inviate per segnalare in modo non conflittuale eventuali irregolarità, offrendo al soggetto la possibilità di regolarizzarsi spontaneamente prima che scattino controlli formali.

Il secondo livello di azione è rappresentato dalle attività di accertamento mirato nei casi in cui le anomalie siano considerate rilevanti o reiterate: qui il Fisco non esita ad applicare sanzioni pecuniarie rapide e, nei casi di maggiore gravità, vengono avviate ispezioni dettagliate e procedimenti d’ufficio. L’obiettivo è chiaro: ridurre i margini di evasione e aumentare il gettito recuperato, concentrando gli sforzi sulle aree a maggiore impatto potenziale.

Queste strategie poggiano su un doppio binario operativo:

  • Da una parte, la prevenzione, realizzata tramite campagne informative, strumenti digitali di assistenza (come il cassetto fiscale online) e dialogo costante con l’utenza;
  • Dall’altra, l’intensificazione delle verifiche repressive nelle ipotesi di evasione sistematica, con analisi mirate su transazioni e flussi monetari sospetti.
Le linee guida per il triennio 2026-2028 puntano, come richiesto a livello di Unione Europea e ribadito nei documenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), a una maggiore aderenza ai modelli internazionali e all’adozione di strumenti ispirati alle best practice per la trasparenza e la certezza del diritto, con il fine ultimo di rafforzare la legittimazione delle azioni di controllo.

Nuove tecnologie e intelligenza artificiale nei controlli fiscali

L’innovazione digitale e l’intelligenza artificiale giocano un ruolo di primo piano nel nuovo assetto dei controlli. L’Agenzia delle Entrate ha introdotto negli ultimi anni sistemi avanzati basati su machine learning, text mining e network analysis, conformi alle previsioni del Regolamento UE 2016/679 (GDPR) in materia di privacy. Il cuore di questi sistemi è la capacità di incrociare una mole crescente di dati provenienti sia dall’Amministrazione Pubblica che da attori privati, con algoritmi in grado di segnalare anomalie e rischi fiscali a livelli di dettaglio mai raggiunti prima.

L’automazione dei controlli non esclude l’intervento umano: mentre gli applicativi suggeriscono possibili criticità, la valutazione finale resta sempre affidata agli ispettori e ai funzionari esperti. Questo comparto è stato rafforzato anche grazie a un piano di assunzioni avviato dal 2021, destinato a colmare il gap causato dagli anni di blocco del turn over e dai pensionamenti, per assicurare una supervisione puntuale lungo tutto il ciclo di verifica.

L’impiego di strumenti intelligenti permette di:

  • aumentare la selettività dei controlli sulle posizioni con maggiori probabilità di evasione;
  • automizzare processi di analisi storicamente laboriosi e soggetti a errori;
  • garantire maggiore imparzialità e omogeneità nei criteri di selezione.

Cosa deve fare il contribuente: regolarizzazione e risposte ai controlli

Ricevere una comunicazione o una lettera di controllo non implica automaticamente un accertamento formale: il sistema prevede una serie di fasi progressive che offrono al contribuente l’opportunità di risolvere la propria posizione senza incorrere in sanzioni particolarmente gravose.

Le principali azioni raccomandate per chi si vede recapitare una segnalazione del Fisco sono:

  • Analizzare attentamente il contenuto della lettera, verificando se l’anomalia segnalata corrisponde a una reale dimenticanza o a un errore materiale nei dati trasmessi;
  • Accedere al proprio cassetto fiscale e consultare la documentazione storica legata al periodo oggetto di verifica;
  • In caso di errore accertato, procedere alla regolarizzazione volontaria secondo le indicazioni riportate nella comunicazione e nei tempi prescritti;
  • In presenza di dubbi o contestazioni, rivolgersi a un intermediario abilitato (commercialista, CAF) per valutare le possibili azioni difensive o avviare eventuali richieste di chiarimento;
  • Non ignorare i termini previsti: la tempestività della risposta può in molti casi scongiurare l’apertura di un procedimento di accertamento con sanzioni aggiuntive.
Il sistema italiano favorisce un approccio collaborativo tra Amministrazione e contribuente, anche attraverso strumenti come la consultazione preventiva e l’adesione agevolata agli accertamenti. 


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