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Decreto sicurezza 2026: nuova normativa per liberare le case affittate da inquilini morosi

di Marianna Quatraro pubblicato il
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Il Decreto Sicurezza 2026 rivoluziona il panorama degli affitti in Italia: procedure accelerate contro gli inquilini morosi, nuove tutele per i proprietari e ruolo centrale dell’AES

Negli ultimi anni, il settore immobiliare italiano è stato contrassegnato dall’aumento delle morosità e delle occupazioni abusive, fattori di grande apprensione per i proprietari di immobili in affitto. In questo scenario, il nuovo Decreto Sicurezza promosso dal Ministro delle Infrastrutture Salvini rappresenta una svolta significativa: la proposta mira infatti a facilitare la liberazione di tutte le case affittate a inquilini che non onorano il pagamento del canone, estendendo le tutele anche oltre la sola "prima casa" tradizionalmente protetta.

Salvaguardare la proprietà privata, garantire tempi certi per il recupero degli immobili e offrire maggior sicurezza giuridica sono alcuni degli obiettivi alla base delle nuove disposizioni. Queste misure, pensate per incentivare sia gli affitti brevi che quelli di lunga durata, hanno lo scopo di rassicurare i locatori e riportare nelle mani dei proprietari una reale possibilità di gestione del proprio patrimonio immobiliare.

Le principali novità del Decreto Sicurezza 2026: dal reato di occupazione alle procedure accelerate

Il Decreto Sicurezza 2026 introduce cambiamenti sostanziali nella lotta alle morosità e alle occupazioni arbitrarie. Fra i punti salienti emerge l’introduzione del reato penale di “occupazione arbitraria di immobile”, perseguibile anche con la reclusione fino a sette anni, dimensionando così la gravità di tale condotta.

Questo approccio segna una rivoluzione rispetto al passato, dove procedure lunghe e troppe possibilità di ricorso spesso impedivano ai proprietari di recuperare l’immobile in tempi ragionevoli.

L’altra grande novità riguarda l’accelerazione delle tempistiche per procedere allo sfratto. Con la nuova normativa, non è più previsto il preavviso di rilascio: sarà sufficiente l’atto di precetto con l’assegnazione di dieci giorni per liberare l’immobile, dopo i quali partirà in automatico l’esecuzione forzata per gli inquilini morosi.

La digitalizzazione delle procedure, attraverso il registro elettronico unico per gli sfratti, permette di semplificare ulteriormente la burocrazia, implementando notifiche telematiche valide anche tramite PEC e snellendo le comunicazioni tra tribunali, autorità e parti coinvolte.

Merita attenzione anche l’introduzione di una procedura civilistica ad hoc per le occupazioni abusive che, bypassando accertamenti penali e giudiziari, consente di intervenire con maggiore rapidità rispetto ai passati standard. Oltre alle case principali, la possibilità di liberare anche le seconde o ulteriori abitazioni è stata accolta positivamente dall’intera filiera immobiliare.

Ulteriore modifica di rilievo concerne la gestione dei beni mobili residui; se trascorsi trenta giorni dalla notifica di esecuzione l’inquilino non provvede a rimuovere oggetti personali senza valore, il proprietario può smaltirli autonomamente senza ulteriori autorizzazioni, evitando così ulteriori ostacoli a una rapida rimessa in circolazione della proprietà.

Procedura di sfratto accelerata: come funziona lo sgombero in 10 giorni

La nuova disciplina incide profondamente sulla rapidità degli sfratti per morosità e occupazione illegittima. Non appena si verifica il mancato pagamento di almeno due mensilità, il locatore può procedere con l’atto di precetto, che impone all’inquilino di lasciare l’immobile entro un breve termine di dieci giorni. Decorsi tali tempi, l’ufficiale giudiziario interviene automaticamente per eseguire l’allontanamento dell’occupante, senza la necessità di ulteriori notifiche.

La procedura prevede questi passaggi:

  • Emissione dell’atto di precetto
  • Decorrenza del termine di 10 giorni per l’adempimento
  • Dal giorno 11, possibilità di esecuzione immediata da parte dell’ufficiale giudiziario
  • Intervento della forza pubblica agevolato nei casi di opposizione o pericolo di resistenza.
Per le situazioni di occupazione abusiva di immobili, basterà l’attestato di proprietà per avviare la procedura, senza ulteriori indagini. Innovativa è anche la gestione dei beni residui: passato un mese dalla notifica, il proprietario potrà buttare o smaltire gli oggetti lasciati dall’ex inquilino se privi di valore, eliminando attese e costi aggiuntivi.

Questo meccanismo mira a riequilibrare i rapporti tra locatore e conduttore, restituendo efficienza all’intero comparto degli affitti, compresi gli affitti brevi, ridando sicurezza agli investitori immobiliari

L’Autorità per l’Esecuzione degli Sfratti (AES): competenze e nuova gestione delle controversie

Il nuovo impianto normativo istituisce l’Autorità per l’Esecuzione degli Sfratti (AES), ente amministrativo sotto la vigilanza del Ministero della Giustizia con un ruolo centrale nel coordinamento delle procedure di rilascio degli immobili. Grazie a questa innovazione, viene sottratta ai tribunali parte della gestione, con una netta semplificazione degli iter e una riduzione dei tempi.

Funzioni e poteri dell’AES comprendono:

  • Verifica e valutazione della documentazione presentata dal locatore;
  • Emissione di provvedimenti di sgombero entro sette giorni dalla richiesta;
  • Esecuzione della liberazione entro trenta giorni (prorogabili a novanta in casi oggettivamente complessi);
  • Gestione delle opposizioni da parte degli inquilini, limitatamente a errori formali o comprovate e temporanee difficoltà economiche;
  • Comunicazione e collaborazione con i servizi sociali nei casi di vulnerabilità segnalata.

Tutela dei proprietari: meno burocrazia e più garanzie sugli affitti brevi e lunghi

Una delle ricadute più immediate del nuovo impianto legislativo riguarda la protezione dei locatori, in particolare per chi gestisce affitti brevi o stipula contratti pluriennali. L’eliminazione ritardi burocratici, nonché la digitalizzazione dei procedimenti, si riflette su una maggiore propensione a mettere a disposizione immobili, anche per periodi più estesi rispetto al passato, senza il timore paralizzante della morosità.

Tra i vantaggi per i proprietari:

  • Burocrazia ridotta grazie a notifiche digitali valide e iter semplificati
  • Tempi certi per il recupero dell’immobile, elemento chiave per la gestione del patrimonio
  • Possibilità di affitto più serena anche sulle seconde case, dato che la legge ora equipara tutte le proprietà, tutelandole in modo uniforme.





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